Il libro “Capolavori rubati” di Luca Nannipieri. Una riflessione sull’arte di Cristina T. Chiochia

Qualche riflessione in più sul mondo dell’arte e dei suo patrimonio, come fulcro dell’economia di questo stato, chiamato Italia, torna ad essere un tema decisamente di attualità ma, a prescindere da questo,è sicuramente interessante notare come l’idea di un patrimonio artistico da preservare e di cui averne cura in modo forte, stia appassionando gli italiani, addetti ai lavori e non, in questo periodo.

E’ uscito, grazie a Skira editore, un piccolo volume, dal titolo “capolavori rubati” che in Italia sta riscuotendo enorme successo sia di critica che di pubblico non solo per il tema, ma anche per riflettere su un mercato dell’arte tra profitto lecito , e quindi assolutamente normale, e profitto illecito e quindi oggetto di reato da punire. Presso la Pinacoteca di Brera, con noti mercanti d’arte tra cui Francesco Boni , Mario Mazzoleni e altri, si è dato appuntamento l’autore del libro, Luca Nannipieri, pisano noto saggista in italia per un programma radiofonico chiamato “i caffè di raiuno” dove vengono ospitati protagonisti della società dell’arte italiana con curiosità e fenomeni sociali e di costume al cui interno cura la rubrica “sos patrimonio artistico” dialogando sul concetto di “costume e malcostume” nell’arte non solo al fine di promuovere il proprio libro dal titolo “Capolavori rubati”, ma con la vera e propria esigenza di portare in una sorta di tour nei musei italiani, un fenomeno al fine di arginarlo conoscendolo sempre meglio. Una esigenza di comprendere, quindi grazie a noti esperti di arte e di protezione dei capolavori o curatori di musei, cosa significhi combattere il malaffare nel mondo dell’arte partendo dal libro , edito da Skira Editore e recentemente uscito nelle librerie.

Anche la scelta di una promozione attraverso il progetto “altamentefactory” , è un esempio di questo fine di costruire un fruitore di arte più consapevole e quindi in coerenza con se stesso , la società ed i suoi valori. Tra le pagine del libro, tra letture di crocifissi, pale d’altare , statuette votive, mosaici e molto altro, l’autore, in modo davvero semplice ma mai banale, il senso di una battaglia alla legalità nel mondo dell’arte in un paese bello e ricco come l’Italia, dove l’autore offre il proprio punto di vista per comprendere le ripetute contese ma con rigore scientifico e dati alla mano e, come recita il comunicato stampa per testimoniare ciò che accade e gravita attorno a degli autentici capolavori tra “[….] guerre legali, diplomatiche, spoliazioni, saccheggi, violente dispersioni. Attorno a questi particolarissimi manufatti, che sono le opere d’arte, e a questi particolarissimi luoghi pubblici, che sono i monumenti, non sono gravitati soltanto cure, attenzioni, premure, dedizioni, meticolosi riguardi verso la loro preservazione, ma anche e spesso avidità, ingordigie, accanimenti, speculazioni.” Una guerra da combattere per salvare il patrimonio dunque? Pare di si. E non solo riguardo all’oggetto rubato in quanto tale, ma anche rispetto a tutti i soprusi, i furti, i contrabbandi e le corruzioni che spesso hanno visto oggetti d’arte e capolavori bellissimi, protagonisti di vere e proprie devastazioni, culminate da roghi, sparizioni o confische.

Tanti i nomi di artisti citati nel libro e tante le storie proposte tra manifatti e reperti archeologici, non solo storie italiane ma ovviamente internazionali come Caravaggio o Munch, Renoir, Klimt, De Chirico o Picasso. Concludendo ecco che il libro “Capolavori rubati” verrà presentato, in una sorta di tour, anche ai Musei Capitolini a Roma, al Museo Fattori di Livorno ed molti altri spazi pubblici e privati nei prossimi giorni e mesi. Un modo per appassionarsi a storie e capolavori , con l’intento di preservarli sempre più, imparando, forse a guardare e non solo vedere la storia dell’arte come risorsa per tutti.

Cristina T. Chiochia