Intervista a Michele Moor, un uomo di Destra che si candida nel Centro Congiunto

Fu candidato nel 2007 e fece scintille. Non fu candidato nel 2011. Non fu candidato nel 2015. Siamo giunti al 2019 ed eccolo in campo.

Secondo me è un ottimo candidato, che ha preso le cose molto sul serio e si sta impegnando a fondo. È un chiaro atout per il suo partito. Un Moor ci vorrebbe anche per i Liberali, ma vediamo che in pratica questo non è possibile. Come potrebbe un candidato PLR affermare “sono contro l’Accordo quadro”?

Moor sostiene la “Congiunzione del 1° Agosto” e fa bene, anche se (riflessione mia) molti dei suoi potenziali sostenitori appartengono a un’area che è direttamente minacciata da quella Congiunzione.

Un’intervista di Francesco De Maria.

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Francesco De Maria  Lei è candidato PPD al Nazionale. Non sarebbe potuto essere candidato UDC?

Michele Moor  Condivido molte posizioni dell’UDC su temi che mi stanno a cuore, ma ritengo che il PPD – che ha a cuore i destini del nostro Paese quanto l’Unione Democratica di Centro – rispecchi meglio ciò in cui credo, in particolare i valori della famiglia e la centralità dell’essere umano all’interno della società. Una politica sempre più polarizzata ci ha fatto perdere di vista l’essere umano. Ma è proprio l’essere umano a dover essere al centro di ogni azione politica.

Come ricorda quel magico 2007, quando per poco non riuscì a battere la favorita Chiara Simoneschi Cortesi (mia compagna di classe in prima, seconda e terza B)?

Come qualcosa da replicare e migliorare per raggiungere lo scopo che mi sono prefissato: portare il Giusto Equilibrio in Consiglio Nazionale.

Il suo slogan è “il Giusto Equilibrio”. È bello, mi piace ma direi… che la società e la politica ne sono lontanissime!

È proprio per questo motivo che va portato avanti e sviluppato: per cercare di riequilibrare ciò che è stato sconquassato da anni di polarizzazione estrema.

Che cosa dice il Giusto Equilibrio sui migranti che puntano verso l’Europa?

Che vanno accolti quelli che hanno realmente bisogno, che fuggono da situazioni drammatiche, da guerre e carestie e davanti ai quali la Svizzera non ha mai chiuso le porte. Ma dobbiamo essere fermi nel respingere i migranti economici. Il nostro Paese è quello con la più alta percentuale di immigrati, subito dopo il Lussemburgo. Possibile che non sia mai abbastanza?

Che cosa dice il Giusto Equilibrio sul clima? E sulle tasse “incentivanti”?

Che le tasse, più che incentivare, puniscono, senza ottenere risultati. Non credo che i cittadini useranno di meno l’auto perché aumenterà il prezzo del carburante. I problemi climatici vanno affrontati con proposte fattibili e sostenibili per tutti: incentivi per chi si comporta in modo virtuoso e, per esempio, la riforestazione o la limitazione dell’utilizzo di materie plastiche.

Che cosa dice il Giusto Equilibrio sul Liberalismo, la dottrina dei suoi alleati? È una domanda irritante e imbarazzante ma gliela faccio: quanto è liberale oggi il Partito liberale?

Il Giusto Equilibrio, personalmente, mi conduce verso la dottrina sociale della Chiesa che, nel corso della Storia, ha chiaramente mostrato come si possa conciliare la libertà economica – che non è sinonimo di liberalismo – con la socialità. Se lo sono dimenticati in troppi… Come risaputo, il PLR rappresenta anime differenti, alcune più liberali in senso classico, altre meno. Il Giusto Equilibrio tra queste due realtà mi sembra stia funzionando e la congiunzione con il PPD lo dimostra.

Che cosa dice il Giusto Equilibrio… su Lugano Airport?

Per il momento non dice e non scrive niente…

Veniamo alla Congiunzione e all’agognata “salvezza”. Questa pretesa “vicinanza” tra PPD e PLR a me sembra un minestrone “moderato” che – annacquate le caratteristiche forti – serve solo a mettere nell’angolo la destra. È un po’cattivella, lo ammetto, ma contiene una buona dose di verità…

Francamente non la vedo così. Non si capisce bene perché alleanze e coalizioni non turbino i sonni di nessuno se sono fatte a destra e a sinistra, ma destino perplessità se vedono coalizzato il centro. Quanto fatto era necessario, un passo coraggioso che condivido appieno, pensato per spezzare l’eccessiva polarizzazione. Ci sono meno differenze tra PLR e PPD che tra le componenti delle altre coalizioni. Va inoltre ricordato che sono PLR e PPD che hanno “creato” quella Svizzera e quel Ticino che amiamo tanto, anche litigando, a volte pure in modo violento. Ma proprio da questo confronto sono scaturite tante soluzioni accompagnate dal giusto equilibrio.

Il PPD ha, per ragioni tattiche, rinunciato a una parte della sua identità e dei suoi princìpi?

Purtroppo i cittadini del mondo occidentale si illudono che sia possibile mantenere il benessere raggiunto da una società influenzata per secoli in modo determinante dal cristianesimo, pur abbandonando o addirittura rinnegando lo stesso cristianesimo. Così facendo creano invece un vuoto di valori che altri andranno a riempire, perché l’essere umano, soprattutto quando si trova in difficoltà, ha bisogno di valori. Questa situazione dovrebbe favorire quei partiti che hanno un referente cristiano. Invece non passa giorno senza che i media non riportino una notizia negativa su un partito democratico cristiano del mondo occidentale, spesso inerente a un risultato ottenuto in un’elezione.

La causa di questa continua diminuzione di consensi è probabilmente da ricercare proprio nel tentativo di voler piacere di più agli elettori allontanandosi dal referente cristiano. Infatti, cosi facendo, i partiti democratici cristiani hanno perso la loro identità, la loro ragione di esistere e di differenziarsi dagli altri partiti: hanno deluso i cristiani che desideravano un loro partito, che fondasse la sua linea politica sulla dottrina sociale della chiesa, perdendoli in parte come elettori, e non hanno conquistato nuovi elettori, perché non offrono nulla che non offrano anche altri partiti di centro.
Comunque la campagna elettorale in corso mi ha mostrato che l’area che fa riferimento ai valori cristiani è tutt’altro che estinta.

Un alto dirigente del PPD (in vena di confidenze) un giorno mi ha detto: “Nella società moderna il partito democristiano non può aspirare a più del 10% dei voti”. Io le domando: dove risiede la chance del futuro del PPD?

Nella società moderna il partito democratico cristiano di Sebastian Kurz, pochi giorni fa, ha ottenuto oltre il 37%. La situazione politica tra Austria e Svizzera è diversa, ma andare oltre il 10% non è una chimera. Penso che guardare al futuro senza aver timore di recuperare i valori del passato, ovviamente adattandone il linguaggio, sia una possibilità da esplorare.

Lei crede che la Sua linea politica chiaramente connotata a destra la possa svantaggiare nel voto interno al partito?

Mi sono messo a disposizione del PPD per queste Elezioni Federali perché ritengo di avere la competenza necessaria per proporre soluzioni concrete dotate del giusto equilibrio, grazie in particolare alla mia preparazione, alla mia esperienza e alla mia serietà. Spero che gli elettori sappiano apprezzare il mio profilo. Confido inoltre nel fatto che la chiarezza di idee che mi viene riconosciuta, i valori in cui credo e la volontà di affrontare i problemi in modo diretto, proponendo appunto soluzioni concrete e fattibili, trasformino qualche perplessità in vantaggio. Non va da ultimo dimenticato che anche all’interno del PPD ci sono tante persone che condividono le mie idee, altrimenti certi risultati ticinesi alle urne non si spiegehrebbero, soprattutto in materia di Europa.

A suo avviso la Congiunzione a destra per il Nazionale potrà raggiungere il 30%? A questo punto il Centro si salverà solo con il 40% + 1 voto. La situazione sembra in ogni caso rischiosa.

Sino ad oggi non si sono sbilanciati neanche i politologi. Quelle del 20 ottobre sono elezioni in cui le variabili in gioco lasciano aperti più scenari. Lasciamoci sorprendere, anche se sono convinto che il Centro raggiungerà i suoi obiettivi.

Come valuta la posizione (perfettamente nota) del massimo ”opinion leader” della destra Tito Tettamanti sull’Unione Europea e l’Accordo quadro?

La valuto molto positivamente. Anch’io sono contrario all’adesione della Svizzera all’Unione Europea, anch’io sono contrario all’Accordo quadro, anch’io ho l’impressione che l’establishment svizzero abbia perso non solo la voglia di vincere, ma anche quella di battersi e difendersi.

E la posizione del presidente nazionale Pfister?

Pfister ha dichiarato “Non esiste un’argomentazione forte a favore di un Accordo quadro. Non vedo cosa ci possa essere nell’interesse della Svizzera”. Mi sembra una dichiarazione importante, che condivido.

Sull’elezione agli Stati e lo “scandalo” del giorno. Il Caffè (“un domenicale fatto da italiani per italiani”) e la Regione hanno assestato un colpo mortale a Battista Ghiggia?

Non credo. Senza entrare nel merito della vicenda, ho l’impressione che le modalità con cui è stata condotta l’operazione potrebbero portare a risultati diversi da quelli perseguiti.

Per concludere, una domanda sulla Città che entrambi amiamo. Lei si considera un possibile candidato alle Comunali del 2020?

Da qualche mese sono nuovamente domiciliato a Cureglia e non potrò pertanto essere un candidato alle Comunali del 2020. Comunque, considerato l’affetto per Lugano, è mia intenzione sostenere la sezione locale del PPD, a patto che lei sostenga me a queste Federali…

Esclusiva di Ticinolive