In dubbio alcuni dettagli del racconto di Donald Trump sull’incursione di al-Baghdadi


Le riprese del blitz militare 
portato avanti dalle forze speciali americane nel complesso di Abu Bakr al-Baghdadi, individuato due settimane fa dai funzionari dell’intelligencenel nord-ovest della Siria, mostrano filmati di sorveglianza aerea e sono sprovvisti di audio. Il filmato trasmesso ha suscitato domande sulla descrizione drammatica di Trump dei momenti finali di uno dei terroristi più ricercati nel mondo.

Nella conferenza stampa di domenica, il presidente americano ha detto che al-Baghdadi aveva trascorso gli ultimi momenti della sua vita in assoluta paura, in totale panico e terrore. Trovandosi all’angolo all’interno di un tunnel senza via di uscita, al-Baghdadi si è ucciso azionando il giubbotto suicida che indossava, uccidendo tre dei suoi figli.

Funzionari statunitensi che hanno guardato il filmato sono rimasti perplessi e non hanno fatto eco ai dettagli espressi da Trump durante il suo resoconto sulla morte del leader dell’Isis.

Le scene del filmato sono state riprese da telecamere che non sarebbero state in grado di sbirciare nel tunnel dove è morto al-Baghdadi. Non forniscono nemmeno le prove audio della condotta del raid militare negli ultimi minuti della sua vita.

Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Mark Esper, si è rifiutato di approvare aspetti del racconto definito “cinematografico” di Trump durante un’intervista della rete televisiva ABC. Tergiversando Esper ha detto:“Non ho quei dettagliIl presidente probabilmente ha avuto l’opportunità di parlare con i comandanti sul campo”.

Il consigliere per la sicurezza nazionale, Robert O’Brien, ha dichiarato che i resti mutilati di al-Baghdadi sarebbero stati probabilmente gettati in mare, come per Osama Bin Laden.

Nel raid di sabato sono stati usati otto elicotteri decollati da una base aerea del nord dell’Iraq. Hanno sorvolato la Turchia e il territorio siriano controllato dai militari russi e raggiunto l’obiettivo, un piccolo complesso nella provincia siriana di Idlib che si trova a 5 chilometri a sud del confine turco, in un’ora di volo. L’operazione si avvalsa dell’aiuto di arei e navi di pattugliamento. Testimoni del piccolo villaggio hanno dichiarato che gli elicotteri hanno sparato colpi di mitragliatrice e missili per trenta minuti prima che le truppe a bordo diventassero attive sul terreno. Al-Baghdadi ha cercato di fuggire all’interno di una rete di bunker sotterranei e tunnel che serpeggiano nel villaggio, indossando il giubbotto suicida e trascinando con sé tre dei suoi figli. Quando si è ucciso ha fatto crollare il tunnel senza uscita.

I militari hanno dovuto scavare tra i detriti per arrivare ai resti di al-Baghdadi, ai quali è stato fatto sul posto il test del DNA. Trump ha detto che le truppe sono rimaste nel complesso circa due ore dopo la morte del terrorista, recuperando materiale altamente sensibile sull’Isis e su piani futuri. Dopo il ritiro delle truppe, gli aerei americani hanno lanciato sei razzi contro la casa, “livellando” lo scavo al terreno.

Una storia che forse, per le sue incongruenze raccontate, fa nascere dei dubbi su come sia realmente andata. Pochi invece i dubbi riguardo la vendetta dell’Isis negli Stati Uniti e in Europa. Secondo gli esperti, la morte del leader potrebbe scatenare un’ondata di sanguinosi attacchi innescati dalla rinascita di un nuovo gruppo terroristico già soprannominato Isis 2.0.

Si ritiene che Abdullah Qardash, ex ufficiale dell’esercito di Saddam Hussein, abbia assunto il controllo e sia il nuovo leader dell’Isis nominato ad agosto successore di al-Baghdadi.

>