Fiat Chrysler Automotive e Peugeot concordano una fusione da 50 miliardi

Il gruppo italo-americano FCA e il gruppo francese PSA si stanno muovendo verso il matrimonio dopo un anno di fidanzamento interrotto solo dal fallito tentativo di fusione con la rivale francese Renault.

Carlos Tavares, amministratore delegato di PSA, e John Elkann, presidente di FCA, hanno concluso un accordo di mega fusione che creerà il quarto produttore mondiale di automobili.

La nuova società sarà controllata in quote paritetiche sia dagli azionisti francesi che dagli azionisti di FCA. Il nuovo consiglio di amministrazione sarà composto per i prossimi cinque anni da 11 membri con John Elkann presidente e Carlos Tavares che manterrà la carica di CEO dando così il controllo a PSA. I rispettivi governi, statunitense e francese, sono stati informati dell’operazione. Il governo francese possiede il 12.2% del gruppo PSA.

Entrambe le società devono ancora concordare le disposizioni finali. Sulla carta le due case automobilistiche sono comunque ben allineate e l’accordo potrebbe concludersi entro fine anno.

La gamma combinata di modelli Fiat Chrysler e PSA vedrà probabilmente meno veicoli e marchi, ma il nuovo gruppo sarà così grande da competere in un business in rapida evoluzione che richiede ingenti somme di denaro per sviluppare veicoli autonomi ed elettrici. La fusione delle due attività eviterà di duplicare gli investimenti sulle future tecnologie.

Della FCA fanno parte i marchi automobilistici FIAT, Alfa Romeo, Lancia, Maserati, Jeep, Chrysler, Dodge, RAM Trucks, Mopar e SRT. Mentre al gruppo francese appartengono i marchi Peugeot, Citroën e Opel-Vauxhall Motors.

Tavares ha già annunciato di non avere piani immediati per la chiusura di alcuni siti industriali o per il licenziamento di dipendenti in esubero in FCA. Probabilmente però non sarà così, almeno per quanto riguarda i modelli che sono un miscuglio in termini di redditività e di vendite. Dai SUV Jeep alle “muscolose” Dodge, dalle lussuose Maserati alle auto di famiglia Citroën e ai furgoni Vauxhall. Alcuni sono fenomeni a livello mondiale, altri lo sono nei mercati locali, altri ancora potrebbero cessare le vendite domani. È evidente che molti modelli saranno eliminati.

PSA ha investito in sistemi di produzione flessibili che permetteranno di costruire batterie, auto ibride e auto tradizionali sulla stessa catena di montaggio. FCA è in grado di collegarsi a questo pur avendo la propria tecnologia ibrida plug-in per i veicoli più grandi dei marchi Jeep e RAM. La tecnologia PSA darà una mano al gruppo FCA per conformarsi alle rigide normative europee sulle emissioni di CO2 che dovrebbero essere lanciate il prossimo anno.

Negli Stati Uniti ci sarà un importante insediamento produttivo ma l’Europa sarà il cuore industriale del nuovo gruppo con i suoi 23 siti produttivi. Mentre un vicolo cieco è rappresentato dalla Cina dove entrambi i gruppi non sono performanti, anche se i francesi hanno realizzato un sito ma con una produzione molto limitata. PSA ha venduto in Cina nel primo semestre meno di 70 mila autovetture, circa 10 mila in più rispetto al gruppo FCA. Volkswagen in Cina ne ha vendute 2 milioni.

I sindacati hanno affermato che stanno ancora cercando garanzie per tutelare l’occupazione. Incontri urgenti sono stati richiesti ad esempio per discutere delle fabbriche inglesi della Vauxhall a Ellesmere Port nel Cheshire, dove lavorano 1’100 operai, e a Luton nel Bedfordshire, dove sono impiegati 1’200 operai. A giugno di quest’anno il gruppo PSA aveva avvertito che il futuro di quel sito sarebbe dipeso da un buon accordo sulla Brexit.

La nuova società sarà incorporata nei neutrali Paesi Bassi e manterrà le quotazioni di borsa a Parigi, Milano e New York. Le due dinastie principali, la famiglia Agnelli e la famiglia Peugeot, condividono la logica di creare un leader del settore automobilistico con le dimensioni, le capacità e le risorse per avere successo nella nuova era della mobilità.

I francesi si rallegrano di avere nelle loro mani due delle cinque migliori case automobilistiche al mondo.