Dalle università della Cina ogni anno 5 milioni di laureati

di Achille Colombo Clerici

la Città Proibita – Immagine Pixabay

Cina. Un immenso Paese dall’immensa, contraddittoria realtà che in quarant’anni ha compiuto un balzo di quattro secoli e contende agli Usa l’egemonia sul mondo.

Molte sono le Cine che si sono succedute negli ultimi decenni: la Cina stalinista 1949, della fallimentare rivoluzione culturale, della realpolitik e della modernizzazione dalle ambizioni imperiali.

La Cina ha 1 miliardo e 400 milioni di abitanti, il 20% della popolazione del mondo ma solo il 6-7% della superficie agricola utilizzabile. E questo spiega la sua politica economica espansionistica che avviene però con una strategia diversa da quella adottata da altri Paesi. Vedi l’ambizioso progetto Via della Seta, cioè cooperazione non conquista. O meglio: conquista suasiva, acquistando debito pubblico e infrastrutture strategiche negli stati. Prima l’Africa, ora il Sudamerica.

Con un Pil che continua a crescere del 6% ufficiale l’anno – una Russia ogni anno per esemplificare – i cinesi affermano con orgoglio: “Abbiamo fatto uscire 700 milioni di persone dalla fame e dalla povertà”. Orgoglio che è il pilastro della loro forza e li convince che il mondo li guardi quale paradigma di estrema concretezza. A noi occidentali che abbiamo sempre considerato il benessere quale conseguenza di liberalizzazione e diritti, Xi Jinping ha detto: “Il mondo guarderà a noi, non a voi.”

Grazie a enormi investimenti in istruzione e ricerca – dalle sue università escono ogni anno 5 milioni di laureati – la Cina si appresta a contendere agli USA la guida del mondo. Ma gli esperti tranquillizzano. Per sancire il predominio non ci sarà la terza guerra mondiale – semmai ci sara’ una serie di guerre locali, fenomeno d’altronde già in atto. E’ quello tecnologico e scientifico il campo nel quale verrà combattuto il conflitto Cina-Usa.

Ultima nota. L’opinione pubblica cinese, almeno la parte interessata ai rapporti internazionali, ha una grande simpatia per l’Italia. Spesso viene citata dai cinesi la singolare coincidenza della contemporaneita’ dei periodi di auge delle civiltà dei due Paesi: 2000 anni fa e 500 anni fa. Da noi l’Impero Romano ed il Rinascimento.