Le cifre amare del Ticino della crisi – L’MPS interroga il governo

Interrogazione

 

DFE e “responsabilità sociale delle imprese”: la tragicommedia continua (titolo originale)

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Riceviamo e pubblichiamo. Noi non siamo socialisti ma abbiamo trovato questo testo interessante per certi guizzi di ironia e per alcune cifre significative.

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Dopo gli aperitivi della campagna “Più opportunità per tutti”, che non hanno evitato l’aumento dei disoccupati e dei sottoccupati, e le visite aziendali anche a chi paga 2’250 franchi netti un ingegnere laureato, il DFE passa alla tragicommedia: mercoledì ha organizzato una serata speciale al Teatro Sociale di Bellinzona affidando ad un’attrice il compito di spiegare la teoria della “Responsabilità sociale delle imprese”. Bisogna ammettere che quest’ultima trovata dell’amministrazione cantonale ha almeno il pregio di mettere in luce la vera natura di queste iniziative: una tragicommedia.

A pochi giorni dalle nuove cifre del III trimestre che attestato un nuovo aumento dei disoccupati ILO a 14’300 e una crescita record dei frontalieri del 7,8% su base annua, questa pièce teatrale potrebbe suscitare ilarità, se non fosse per la drammatica situazione in cui versano sempre più persone a causa delle scelte economiche deleterie che il cantone ha operato per anni.

Le autorità si sprecano in dichiarazioni sull’impegno nella lotta al dumping e per promuovere salari dignitosi, ma con le loro azioni dimostrano il contrario. Hanno promesso 18 nuovi ispettori per controllare i salari, ne hanno assunti 5 (e neanche tutti attivi nel settore del controllo dei salari) e affermano che si è già raggiunta la media di 1 ispettore ogni 4’900 occupati. Sostengono di promuovere posti di lavoro di qualità per i residenti ma i consiglieri di Stato fanno vista ad aziende che versano retribuzioni vergognose e propongono un salario minimo da 3’200 franchi al mese.

Da quattro anni ormai, attraverso atti parlamentari, si chiede al governo cantonale di effettuare un’analisi per spiegare come mai in Ticino, caso unico in Svizzera, i salari mediani sono calati in termini nominali in molti rami economici e ancora oggi aspettiamo una risposta. Nel frattempo le alte cariche del DFE continuano a sostenere che in Ticino ci sono solo “casi isolati di dumping”, senza spiegare come sia possibile che riescano a far calare il salario mediano in un intero ramo economico se son così pochi.

Se su certi temi quindi le autorità mantengono il “silenzio stampa”, mentre sulla teoria controversa della “Responsabilità sociale delle imprese invece si moltiplicano le Iniziative. Tanto per capire quanto efficace sia questa teoria basti ricordare che dallo studio realizzato da Assi e Carletti su mandato del cantone era emerso che le principali “buone pratiche” di RSI delle imprese ticinesi nel settore delle risorse umane consistevano ad “attrarre le risorse migliori alle condizioni più vantaggiose” praticando “politiche di dumping salariale”. Tradotto significa che assumono frontalieri perché costano meno, giocano al ribasso sui salari ed escludono i residenti dal mondo del lavoro.

Inoltre uno studio ad ampio raggio, condotto da 17 università europee sulle pratiche di “Responsabilità sociale delle imprese di oltre 5’000 imprese, ha concluso che in dieci anni hanno portato solo a progressi marginali in materia di qualità dell’impiego e dell’ambiente. Per i ricercatori è evidente che la “Responsabilità sociale delle imprese non può essere “l’unica soluzione ai problemi ambientali, economici o sociali”. Può solo dare un piccolo contributo a una risposta che deve essere più ampia e articolata. Il sostegno politico a queste pratiche, anche se focalizzato maggiormente sull’impatto, non può sostituire specifiche politiche settoriali, può solo favorire l’attuazione di norme, contribuire allo sviluppo di strumenti e aiutare a gestire le questioni strategiche al di là del semplice rispetto della legge, affermano gli studiosi.

Eppure il cantone investe soldi dei contribuenti per continuare a promuovere l’idea che anche senza regole vincolanti, l’economia si comporterà in maniera virtuosa. Chiediamo pertanto al Lodevole Consiglio di Stato:

    1. Come mai le autorità non si informano sui livelli salariali delle imprese dove effettuano visite aziendali?
    2. Come mai le autorità non informano la popolazione anche sui livelli salariali e le condizioni di lavoro delle imprese che visitano?
    3. Quanto intende investire il cantone per promuovere la teoria della Responsabilità sociale delle aziende?
    4. Il rischio di povertà per le persone attive occupate (che prende in conto solo i residenti) nel 2017 in Ticino era del 24,1%, il triplo rispetto alla media nazionale (8.4%) e il doppio rispetto al dato ticinese del 2008. Il Consiglio di Stato ritiene sia possibile risolvere il problema promuovendo la RSI, senza misure vincolanti?
    5. Il numero di frontalieri ha registrato un nuovo aumento record nel III trimestre e quello dei disoccupati Ilo è di nuovo in crescita, quali misure compatibili con la teoria della “Responsabilità sociale delle imprese intende mettere in campo il Consiglio di Stato per contrastare queste tendenze?
    6. Come mai se i frontalieri sono meglio formati rispetto ai residenti, come sostengono in molti, il loro salario è inferiore a parità si sezione economica, posizione gerarchica, formazione, classe di età e anzianità di servizio nella stessa azienda
    7. Aumentano i casi di neomamme licenziate durante la gravidanza o immediatamente dopo, quali misure compatibili con la teoria della “Responsabilità sociale delle imprese intende mettere in campo il Consiglio di Stato per contrastare queste tendenze?
    8. In Ticino ormai una donna residente su quattro è in carenza di lavoro, cioè disoccupata o sottoccupata, quali misure compatibili con la teoria della “Responsabilità sociale delle imprese intende mettere in campo il Consiglio di Stato per contrastare queste tendenze?
    9. Il salario mediano fra il 2008 e il 2016 è calato di:
      • 67 franchi nel ramo Fornitura di acqua e trattamento dei rifiuti
      • 32 franchi nell’Industria farmaceutica
      • 144 franchi nella Fabbricazione di mezzi di trasporto
      • 366 franchi nella Fabbricazione di computer, elettronica, ottica e orologi
      • 569 franchi nell’Industria tessile e dell’abbigliamento
      • 695 franchi nell’Industria chimica
      • 1176 franchi nella fabbricazione di apparecchiature elettriche
      • 1’043 franchi nella fabbricazione di articoli di gomma plastica
      • 1’052 nella divisione “Servizi di informazione e comunicazione” e nel ramo Attività informatiche e altri servizi informativi (NOGA 62-63) di 1648 franchi, record negativo assoluto fra tutti i rami economici

Quali misure compatibili con la teoria della “Responsabilità sociale delle imprese intende mettere in campo il Consiglio di Stato per contrastare queste tendenze?

Per il gruppo MPS-POP-Indipendenti

Simona Arigoni, Angelica Lepori, Matteo Pronzini