“Il principale naturalizzatore dell’imam non sono io, ma il Sindaco!” – Veemente protesta di Raoul Ghisletta

Una vicenda penosa per le istituzioni luganesi  (titolo originale)

“Il debole e sconclusionato Municipio di Lugano”

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Riceviamo e pubblichiamo questa forte presa di posizione, che lasciamo al giudizio del lettore. La vicenda sta dando un enorme fastidio ai Socialisti (additati come “amici dell’islam”) ma rimane insoddisfacente e ambigua, perché l’imam è sospettato senza essere accusato. Sotto questo aspetto può essere criticata anche l’autorità federale (Ufficio della migrazione, “servizi”). Mettano una buona volta le loro carte sul tavolo!

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immagine Pixabay

Il municipale di Lugano Lorenzo Quadri in data 10 novembre 2019 ha pubblicato sulla sua pagina FB e sul “Mattino della domenica” un estratto del rapporto della Commissione delle petizioni della Città di Lugano sulla “naturalizzazione dell’imam” bloccata a livello federale, dopo che aveva concluso il normale iter comunale: e lo ha fatto al solo scopo di attaccare il sottoscritto relatore della Commissione, un attacco che continua da varie domeniche e non si ferma.

Il perché della pubblicazione e dell’attacco politico del municipale Quadri è evidente: nascondere la responsabilità politica che la Lega oggettivamente ha avuto nella cosiddetta procedura di “naturalizzazione dell’imam”. L’incarto di naturalizzazione in questione è stato infatti preparato da Punto Città e la responsabilità politica della “naturalizzazione dell’imam” bloccata dall’autorità federale è quindi del Sindaco leghista di Lugano, Marco Borradori: infatti era lui il capo del Dicastero che trattava le domande di naturalizzazione e preparava tutti i messaggi votati dal Municipio, messaggi che poi vengono analizzati dalla Commissione delle petizioni (si badi che attualmente la preparazione dei messaggi municipali delle naturalizzazioni è passata ai servizi della Polizia, per cui la patata bollente ora è stata sbolognata al municipale PLR Bertini). Ovviamente la Commissione delle petizioni di Lugano e i suoi relatori possono analizzare solamente quanto contenuto nella domanda di naturalizzazione allegata al messaggio municipale, come avvenuto nel caso dell’imam. È pertanto infame, vile e pazzesco addossare la colpa di una naturalizzazione negata a posteriori dalla Confederazione al relatore della Commissione del legislativo comunale, che si ritrova casualmente (gli incarti non vengono scelti dai relatori) a stilare un rapporto su un messaggio municipale positivo e nel contempo sottacere la responsabilità politica del Sindaco leghista.

Ora il debole e sconclusionato Municipio di Lugano, per bocca del Sindaco Borradori, il 26 novembre, ha risposto indicando di non aver intrapreso nulla e di attendere l’esisto dell’inchiesta della Sezione enti locali (che il sottoscritto ha sollecitato per smuovere le acque):

  • il Municipio ammette che la pubblicazione del rapporto commissionale sulla “naturalizzazione dell’imam” non poteva essere fatta perché il documento non è pubblico, ma non ha denunciato la violazione del segreto d’ufficio del municipale Quadri (in base all’art. 320 cfr. 1 del Codice penale è punito per violazione del segreto d’ufficio chiunque rivela un segreto, che gli è confidato nella sua qualità di membro di un’autorità o di funzionario o di cui ha notizia per la sua carica o funzione; in base all’art. 104 a della Legge organica comunale il membro del municipio, delle sue commissioni e delegazioni e il dipendente che, nell’esercizio delle sue funzioni, ha notizia di un reato di azione pubblica è tenuto a farne immediato rapporto al municipio o al Ministero pubblico, trasmettendogli i verbali e gli atti relativi);
  • il Municipio è a conoscenza degli attacchi ripetuti del municipale Quadri fatti ad un relatore della Commissione delle petizioni per il suo rapporto, ma (bontà sua) ritiene che dal profilo istituzionale la fiducia non venga meno tra l’esecutivo e legislativo nel delicato lavoro sulle naturalizzazioni;
  • il Municipio non si è sentito il dovere nemmeno di smentire l’esistenza di eventuali e ipotetici errori di servizi o commissioni della Città, come lascia intendere il municipale Lorenzo Quadri con la sua campagna contro il sottoscritto “naturalizzatore dell’imam” (sottacendo che il principale “naturalizzatore dell’imam” è politicamente il sindaco leghista a capo dei servizi che hanno preparato il messaggio favorevole alla naturalizzazione).

Provo pena per l’inazione del Municipio. E provo pena anche per la presa di posizione in aula del Sindaco, che si lava le mani come Ponzio Pilato non solamente in questa vicenda, ma anche per tutti gli attacchi gratuiti e le falsità scritte ogni domenica dal “Mattino della domenica” sui municipali e sui consiglieri comunali degli altri partiti che lavorano per il bene della Città. Con questo comportamento Borradori dimostra di non essere il sindaco di tutta la Città, che difende le istituzioni luganesi, ma solamente il Sindaco dei leghisti.

Raoul Ghisletta, presidente PS Lugano e consigliere comunale