“Sorprendere, meravigliare, sedurre, risvegliare…” – La casa editrice Flamingo raccontata dal suo fondatore, il dottor Orlando Del Don

Recentemente la Edizione Flamingo ha presentato a Castelgrande le 11 opere edite nel corrente anno.

Un’intervista di Francesco De Maria.

foto Pixabay

Francesco De Maria  Come sono nate le Edizione Flamingo? Hanno una caratteristica che le contraddistingue?

Orlando Del Don  Le Edizione Flamingo sono nate 4 anni fa a conclusione di un ciclo di incontri organizzati dalla Scuola di scrittura creativa che avevo a suo tempo avviato con la nota scrittrice italiana Annalina Molteni. Le peculiarità delle Edizioni Flamingo sono riassumibili essenzialmente in tre punti e cioè: a) la nostra casa editrice non ha scopo di lucro, b) i nostri autori non devono pagare per la pubblicazione dei loro lavori, c) ci prefiggiamo inoltre di dare spazio ai nuovi autori, giovani e meno giovani, ma soprattutto ad autori originali, eccentrici, visionari, innovativi, capaci di sorprendere e di rompere gli schemi precostituiti.

Quali sono le linee tematiche fondamentali della casa editrice? Che cosa trattate? Che cosa NON trattate? Com’è organizzata?

Noi trattiamo tutti i generi a condizione che abbiano però la capacità di sorprendere, meravigliare, sedurre, risvegliare, entusiasmare e trasformare così facendo il lettore. Le Edizione Flamingo sono organizzate intorno ad un Comitato direttivo che si occupa della parte progettuale e operativa e un Comitato di lettura che è deputato invece alla selezione delle opere da pubblicare e che svolge anche il lavoro di editing.

Piccola provocazione. Sono un giovane autore socialista o verde (caso molto comune), vorrei tanto pubblicare la mia prima opera e allora tento, mi presento al dottor Del Don. Come procede il colloquio?

Questa è una bella domanda che accolgo con piacere alfine di illustrare compiutamente la nostra visione e la nostra politica culturale. Nel caso in oggetto Il giovane autore verrebbe invitato ad inoltrare 10 copie del suo manoscritto al presidente del Comitato di lettura (che, per inciso, non sono io). Se il Comitato di lettura dovesse accettare il testo l’autore verrebbe poi contattato dal Comitato direttivo per valutare assieme tempi e modi della pubblicazione e, se del caso, proporre anche un lavoro di editing qualora si ritenesse utile affiancare in tal modo l’autore allo scopo aiutarlo a perfezionare e migliorare l’opera.

Sul versante psicologia/psichiatria/psicanalisi – che è il Suo ambito professionale – siete molto presenti? Quali testi delle Flamingo parlano della malattia mentale, della sofferenza che è male di vivere, della terapia?

Evidentemente questi temi sono presenti e toccano argomenti come la psicoanalisi, la follia, le perversioni, il male, la storia della psichiatria, il mal di vivere, le nuove frontiere delle neuroscienze, il labile confine tra normalità e follia.

Il nostro “piccolo mondo culturale” mostra interesse per le Flamingo Edizioni? O, poiché l’Editore è “di destra”, le snobba?

A domanda diretta … risposta diretta!
Il nostro piccolo e ruspante mondo culturale mostra interesse (molto) ma al contempo ci snobba. È inevitabile, inutile fingere di sorprendersi e di indignarsi. Questo è però anche un segnale distintivo importante in quanto ci conferma al contempo quanto il nostro lavoro sia qualitativamente valido e, tutto sommato (privatamente e nascostamente) apprezzato (forse anche invidiato) ancorché snobbato da certi ambiti, cerchie, conventicole e istituzioni culturali ma, fortunatamente, non dal pubblico, che ci ama e ce lo dimostra con le parole e coi fatti.

Le Flamingo hanno degli sponsor? Ne cercano?

Non abbiamo mai voluto legarci a degli sponsor per una scelta ben precisa, e cioè per la semplice ragione che le Edizioni Flamingo ambiscono alla massima libertà sia sul piano culturale ed editoriale che sul piano operativo.

Le Flamingo hanno una concreta possibilità di ricavarsi uno spazio nella grande  Italia? Hanno agganci nella Penisola?

Dopo il successo in patria, due anni orsono ci siamo infatti posti questa domanda. A nostro avviso lo spazio c’è e ci stiamo lavorando grazie anche all’interessamento di alcuni autori (che hanno stretti contatti con noi) così come ad alcune istituzioni culturali, scientifiche e sociali che si sono interessate al nostro lavoro e con le quali abbiamo stipulato degli accordi di collaborazione e di sinergia promettenti.

Termino con una domanda di carattere generale. È opinione comune che la Destra sia debole sul fronte della cultura: pochi autori, pochi artisti, poca presenza, poche posizioni di potere. Anche Lei la pensa così? Come si potrebbe rimediare?

I pregiudizi sono duri a morire e questo lo è in modo particolare. Uno dei miei molti progetti è proprio quello di smantellare nei fatti questo genere di idiozie che sono uno degli elementi di forza che alimentano conflitti, dabbenaggini, odi, arretratezza e povertà (morale e materiale) tra i popoli, le culture e le società, compresa la nostra.

Ultimissima. È mai stato alle isole Galapagos (io sì)? Ci sono dei flamingo rosa meravigliosi, a migliaia!

l Flamingo Rosa, certo: sì ci sono stato anch’io. Questo è per me il simbolo della libertà, del mistero, dell’avventura, degli spazi infiniti e di come possa essere meravigliosa la natura… e la vita.

Esclusiva di Ticinolive