La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti approva i due articoli dell’impeachment contro Donald Trump

 

La Camera degli Stati Uniti, composta da 435 membri eletti in collegi uninominali, ha approvato due accuse di impeachment contro il presidente Donald Trump dopo un’intera giornata di dibattiti. Un primo articolo, che lo accusa di abuso di potere nel caso Ukraingate, è stato votato con una maggioranza di 230 voti e un secondo articolo, che lo accusa di ostruzione al Congresso per aver ordinato ai funzionari dell’amministrazione di non collaborare con la Camera, è stato votato con una maggioranza di 229 voti. Solo 2 democratici si sono opposti al primo articolo ed uno al secondo articolo. Nessun repubblicano ha sostenuto l’impeachment tranne il senatore Justin Amash.

La presidente della Camera, Nancy Pelosi, ha descritto la votazione come necessaria per proteggere la costituzione degli Stati Uniti ma rappresenta un giorno triste per il paese.

Voleva essere migliore di Abraham Lincoln ma Donald Trump diventa il terzo presidente accusato di impeachment nella storia americana. Deve ora affrontare un processo che verrà istituito in Senato per decidere se potrà rimanere in carica o meno. Ma visto il pieno controllo del Senato da parte dei repubblicani, la sua condanna pare altamente improbabile e sarà quasi impossibile che venga rimosso con un voto necessario di maggioranza di due terzi. Una mossa che potrebbe essere controproducente per i democratici

Per tale motivo, la portavoce della Camera Pelosi ha fatto sapere che potrebbe essere ritardato l’invio degli articoli di impeachment al Senato fino a quando non si avrà la garanzia di imparzialità. I repubblicani accusano i democratici di condurre un’indagine ingiusta e illegittima. In occasione di una manifestazione elettorale di mercoledì in Michigan, Trump ha affermato: “Non sembra vero che veniamo messi sotto accusa. Il paese sta andando meglio che mai. Non abbiamo fatto niente di male e abbiamo un enorme sostegno dal partito repubblicano come non abbiamo mai avuto prima”. Prima che Trump salisse sul palco, il vicepresidente Mike Pence, aveva annunciato alla folla che i democratici stavano provando a mettere in discussione il presidente perché non possono batterlo politicamente nelle prossime elezioni del 2020.

I democratici lo accusano di aver perseguito un piano per ingannare le prossime elezioni facendo pressioni sull’Ucraina per produrre cattive informazioni sul suo rivale politico Joe Biden e bloccare il controllo del Congresso. Le accuse non costringeranno Trump a dimettersi e non verrà rimosso.

Gli esperti di politica stanno discutendo all’infinito su chi trarrà beneficio dall’impeachment. Raramente si è visto nella storia americana qualcuno trattare le istituzioni e i processi elettorali con tale disprezzo da consentire un fallimento della “promessa americana”. Trump e i suoi attivisti vengono visti da un paese diviso come quelli che potrebbero spingere gli Stati Uniti verso la tirannia e la morte degli ideali americani più alti.

Guardando nel passato, la fondazione del paese americano è stata sempre dedicata alla proposizione di libertà e uguaglianza. L’ideale americano ha sempre avuto problemi sistematici e strutturali, come l’approvazione della schiavitù durata più di un secolo alle violazioni sui prigionieri di Guantanamo che ha sconvolto l’opinione pubblica, ma è sempre durato.

Da una parte il processo sembra un gioco da ragazzi, dall’altra l’impeachment di Trump crea uno spettacolo che potrebbe non interessare troppo gli elettori.