Fallito il referendum contro la riforma fiscale – Il commento del PLR

“La ricchezza, prima di essere ridistribuita, va creata”

(com) Fin dalla sua presentazione e accettazione da parte del Gran Consiglio, il PLRT ha considerato la riforma fiscale come un necessario passo avanti per la fiscalità del nostro Cantone. Sapere che la riforma entrerà ora effettivamente in vigore – vista la non riuscita del referendum – è quindi un’ottima notizia per aziende e popolazione, in particolare per il ceto medio. Per il PLRT si tratta infatti di un intervento moderato, volto a dare maggiore slancio al nostro tessuto economico senza per questo incidere in maniera negativa sulle finanze pubbliche. Anzi. In diversi Cantoni che hanno già adottato riforme fiscali simili, il gettito fiscale non è diminuito, ma è anzi cresciuto proprio grazie ad questo rinnovato slancio competitivo. Senza dimenticare che, oltre che alleggerire il carico fiscale delle aziende, la riforma permetterà ora la diminuzione del coefficiente d’imposta cantonale per le persone fisiche: dall’attuale 100% al 97% dal 2020 e al 96% dal 2024.

La mancata raccolta delle firme contro questa nuova riforma, che segue il SÌ popolare dell’aprile 2018 alla “Riforma fiscale e sociale”, dimostra chiaramente una maggiore sensibilità da parte della popolazione nei confronti del complesso e delicato tema della fiscalità del Cantone. Che non può essere continuamente liquidato salendo sulle barricate dell’ostruzionismo a prescindere, ma va analizzato in modo serio e senza preconcetti. Perché anche solo basandosi sul buon senso ben si comprende il principio secondo cui la ricchezza prima di essere ridistribuita, va creata. Occorre inoltre tener conto che il Ticino non può fare astrazione dal contesto nel quale è inserito; al contrario, è chiamato ad adeguarsi alle evoluzioni in atto in ambito fiscale nonché alle decisioni degli altri Cantoni. Soprattutto se ci si confronta con una riforma moderata come in questo caso, che permette al Ticino di allinearsi alle nuove medie intercantonali scaturite dall’introduzione delle nuove norme fiscali a livello svizzero, senza alcun volo pindarico e senza i tanto sbandierati “regali ai ricchi”. (…)

Partito liberale radicale