Intrigo in Vaticano: l’arcivescovo Gänswein invitato da Papa Francesco a concentrarsi soltanto sul ruolo di segretario privato di Papa emerito Benedetto XVI

 


L’arcivescovo 
63enne tedesco George Gänswein è dal 2012 prefetto della Casa Pontificia e attuale braccio destro di Papa Francesco. Fa notizia il fatto che nel grigio e anziano mondo del Vaticano, ci sia un prete come Gänswein con lo sguardo da star del cinema appassionato di tennis ed eccellente sciatore in possesso anche della patente di guida.

Considerato un uomo del conservatorismo cattolico, Gänswein fa parte di un piccolo e potente gruppo all’interno della Chiesa da sempre contrario ad offrire concessioni su questioni che allontanano molti dalla Chiesa cattolica, come l’uso dei preservativi, relazioni gay o sesso prematrimoniale. 

Il potere di Gänswein deriva dal suo posto personale a fianco del Papa emerito che lo ha reso cappellano dal 2000. Segretario particolare di Papa Ratzinger dal 200e suo confidente fidatoGänswein è responsabile, in qualità di prefetto della Casa Pontificia, di organizzare le audizioni di Papa Francesco accompagnandolo nelle visite ai fedeli e ai capi di stato. Decide lui chi deve vedere il Papa e chi no secondo le circostanze. La sua carica gli concede l’autorità di occuparsi dell’ordine e controllare il servizio dei cappellani della Famiglia pontificia

I critici lo accusano di aver trasformato Papa Ratzinger in una vittima dell’alta moda. In vacanza Ratzingeappariva in pubblico indossando un cappello della Nike, scarpe e occhiali firmati e un orologio di grande prestigio. Non sorprende che sia finito al centro dell’attenzione e abbia ispirato terrore nei circoli cattolici liberali.  

Papa Francesco ha chiesto recentemente a Gänswein di prendere un congedo a tempo indeterminato dalla sua funzione di prefetto della Casa Pontificia ridistribuendo i suoi vari impegni, tra i quali passare più tempo con Benedetto XVI in qualità di suo segretario particolare. Per questo motivo Gänswein non si è più visto ultimamente alle udienze generali del mercoledì e nelle udienze private al Palazzo apostolico. Un allontanamento voluto da Papa Francesco in seguito alla vicenda del libro sul celibato sacerdotale, che ha avuto un importante contributo di Benedetto XVI. Celibato fortemente difeso da lui e da Gänswein, ma argomento di grande discussione oggi nella Chiesa.

Il libro contiene una lunga esposizione dell’ultraconservatore cardinale guineano Robert Sarah che ha criticato il sinodo dei vescovi dell’Amazzonia che ha raccomandato eccezioni al celibato per i nativi della regione affrontando una significativa carenza di sacerdoti.

Il libro rappresenta un forte interferenza nel pontificato di Papa Francesco che deve esprimersi sulla questione. Papa Benedetto XVI era a conoscenza del libro preparato dal cardinale Sarah e gli aveva inviato anche alcuni suoi articoli sul sacerdozio autorizzandolo ad usarli a suo piacimento. Anche se poi non approvò alcun progetto chiedendo che il suo nome fosse rimosso come coautore dalla copertina del libro. Ma è un chiaro segno di Benedetto XVI di cercare di fermare Papa Francesco, intenzionato ad allentare le regole del celibato.

La battaglia interna tra fazioni conservatrici e liberali prende una nuova svolta. I pellegrini sono forse ignari della saga che avvolge il Vaticano, ma sono in chiaro su chi è il preferito tra i due regnanti.