Sussidiarietà. Otto anni di lotta coronati da successo – UDC Ticino

In Ticino trionfa la società civile: Sì alla sussidiarietà!

(com) In Ticino trionfa società civile! Con il 53,1% dei consensi il popolo ticinese ha accettato di introdurre il principio di sussidiarietà nella costituzione cantonale. Dopo 8 anni dall’Iniziativa parlamentare del capo gruppo UDC Sergio Morisoli, e dopo numerose peripezie e e giravolte provocate ad arte per bloccarla da parte della sinistra e degli statalisti nascosti in tutti i partiti, oggi grazie al sostengo in parlamento di UDC, Lega e PPD, il popolo ha potuto finalmente esprimersi e l’ha fatto chiaramente.

una scherzosa immagine di Sergio Morisoli

I compiti di interesse pubblico d’ora in avanti dovranno essere organizzati, gestiti e fatti funzionare tenendo conto del principio di sussidiarietà. Da oggi è la Costituzione cantonale a dirlo e a ordinarlo. Il principio di sussidiarietà è semplice, è “svizzerissimo”, è liberalissimo nella distribuzione del potere tra i vari livelli istituzionali dello Stato. Tutti gli altri Paesi UE ce lo invidiano da sempre, perché è il cemento tra solidarietà, democrazia diretta e federalismo.

Portando il principio di sussidiarietà dalla pratica alla Costituzione, significa dargli non solo il massimo riconoscimento, ma ancorarlo nella carta fondamentale affinché rimanga e continui ad essere ciò che di più prezioso possiamo avere in Svizzera.

È un passo importantissimo nella direzione della modernizzazione del rapporto Cittadino – Stato. Un passo che permetterà allo Stato di essere meno estensivo ma più intensivo nella sua indispensabile azione mediatrice per promuovere la prosperità comune e favorire il benessere personale.

Purtroppo invece, per un soffio (ovvero la differenza di soli 427 voti) non è passata l’iniziativa popolare sulla legittima difesa che l’UDC ha sostenuto. Il risultato tirato è comunque la dimostrazione che il problema della sicurezza, dell’immigrazione e della criminalità di confine è sentito e preoccupa gran parte della popolazione ticinese. Indipendentemente dall’esito di questa votazione ci aspettiamo che governo e parlamento agiscano tempestivamente per dare quelle certezze concrete di sicurezza alla popolazione che vive a ridosso della frontiera. Il crimine e le attività illegali dell’hinterland milanese non finiscono più, purtroppo, alla dogana ma col passar del tempo invade anche il nostro territorio. L’UDC continuerà a battersi per la sovranità e la sicurezza in casa nostra.

Salutiamo con soddisfazione il risultato della votazione federale sulle abitazioni ringraziando il popolo svizzero di aver bocciato la strisciante statalizzazione. Bisognerà invece vegliare che l’estensione delle categorie inserite nell’articolo contro la diffamazione e l’istigazione all’odio non diventi un coperchio per tutte le pentole e l’alibi per ridurre la libertà di opinione e di espressione.

UDC Ticino
Piero Marchesi, presidente
Sergio Morisoli, capogruppo parlamentare