“Aristotele e Cicerone sono attuali anche nell’epoca dei social!” – Intervista a Franchino Sonzogni

Le finali del concorso “la Gioventù dibatte” si sono svolte lunedì 10 febbraio a Bellinzona (v. articolo in questo stesso portale). Ci siamo andati e abbiamo colto l’occasione per intervistare l’organizzatore e “spiritus rector” dell’evento, il professor Franchino Sonzogni.

Un’intervista di Francesco De Maria.

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Franchino Sonzogni con i quattro finalisti

Francesco De Maria  Da quanti anni esiste questo evento?

Franchino Sonzogni  La prima edizione si è svolta nel 2010.

Lo ha creato lei?

No, però sono stato il primo a portare il progetto “La gioventù dibatte” nelle scuole medie. Quando ho lasciato l’insegnamento, ho deciso d’impegnarmi per diffonderlo in tutto il Cantone. Dal 2012 organizzo il concorso cantonale per le scuole medie e medie superiori e dal 2013 sono responsabile per la Svizzera italiana.

Vuole tracciare un bilancio di quanto realizzato, dopo l’edizione 2020 ?

Le due giornate hanno coinvolto 15 istituti scolastici, 30 docenti e 200 allievi. Un bilancio positivo, se si pensa che sono giornate facoltative. La presenza del progetto nelle scuole è molto più marcata, se consideriamo che in questi anni ho formato 600 docenti alla metodologia del dibattito e non tutti i docenti amano partecipare a eventi competitivi.

Da chi ha ricevuto sostegno?

Negli anni il progetto “La gioventù dibatte” si è conquistato un sostegno sempre crescente di enti e associazioni che ne apprezzano gli scopi formativi per i giovani. All’inizio c’era solo il DECS, poi si sono aggiunti Coop cultura e i Lions Club Ticino e nell’ultimo anno il DFE e la Banca Stato. Per aver scelto temi di dibattito legati all’ente radio-televisivo e al razzismo abbiamo avuto il sostegno anche della CORSI e del Servizio per la lotta al razzismo.

Oggi la Civica, dopo il voto popolare, ha un suo posto specifico nella scuola ticinese. Lei ha elementi per valutare le modalità di insegnamento della materia e i risultati ottenuti?

Non insegno più da quasi dieci anni. Pur avendo contatto con parecchi docenti non ho elementi per giudicare modalità e risultati dell’insegnamento della civica. Preciso che “La gioventù dibatte” è uno strumento metodologico che offriamo ai docenti per un un’attività complementare alla civica, per un’educazione dei giovani alla cittadinanza, per avvicinarli alla politica, nel senso nobile del termine, attraverso il dibattito su temi d’attualità e su iniziative, referendum, votazioni cantonali e nazionali.

Lei ha visto e sentito dibattere centinaia di giovani. Li ha trovati talvolta in difficoltà, confusi, illogici, contraddittori?

Naturalmente è impossibile dare una risposta che valga per tutti. Ci sono giovani molto preparati e con grandi capacità argomentative, altri invece sono ancora fragili, ma lo scopo del progetto è proprio quello di rafforzarne le abilità logiche, prepararli a distinguere le informazioni attendibili dalle fake news, le argomentazioni razionali e fondate dalle fallacie argomentative, che si annidano soprattutto negli slogan, per sfuggire alla manipolazione della propaganda politica.

Essere efficaci nel dibattito politico, è qualcosa che si può apprendere?

Personalmente ne sono convinto. Ovviamente esiste un talento naturale, ma anche i meno dotati possono migliorare. Fondare il dibattito su solide argomentazioni e rafforzare le proprie abilità oratorie è possibile, perché esistono molteplici strumenti che affondano le radici nella teoria dell’argomentazione e nella retorica classica. Aristotele e Cicerone sono sempre attuali anche nell’epoca dei social.

Chi erano i tre componenti della giuria? Ce li può presentare?

I tre membri della giuria nella finale delle scuole medie superiori erano: Orazio Dotta (direttore di Bibliomedia Svizzera italiana e presidente dell’Associazione «La gioventù dibatte»), Ursula Elsener (avvocato e segretaria dell’Associazione «La gioventù dibatte»), Oscar Mazzoleni (docente all’Università di Losanna e direttore dell’Osservatorio della vita politica regionale).

Preciso che sull’arco delle due giornate di dibattito si sono alternate ben 27 persone, in rappresentanza di ambiti professionali e associativi diversi: Nicola Pini, Fabio Käppeli, Maddalena Ermotti Lepori, Anna Biscossa (Gran Consiglieri), Gianrico Corti (ex presidente del Gran Consiglio), Andrea Nava (segretario PLRT), Reto Ceschi, Francesca Mandelli, Antonio Bolzani (giornalisti RSI), Chiara Guerzoni (responsabile di Amnesty international Ticino), Attilio Cometta (delegato cantonale all’integrazione degli stranieri), Gabriela Giuria Tasville (Fondazione diritti umani), Isabella Medici Arrigoni (responsabile Helvetas Ticino), Ilario Lodi (responsabile Pro Juventute Ticino), Matteo Ferrari (DSS e Conferenza cantonale dei genitori), Daniele Bollini e Maurizio Binaghi, (esperti di storia), Aurelio Sargenti, Gian Carlo Werner, Marco Guaita, Alessandro Franciotti, Nunzia Conte (docenti), Leonardo Ruinelli e Federico Bolzani (studenti universitari).

Come si sono espressi gli esperti sul livello medio dei partecipanti?

Il livello medio è stato giudicato buono. Quest’anno erano più preparati gli allievi delle scuole medie, rispetto agli studenti liceali, forse perché questi ultimi sono molto più impegnati con lo studio e la preparazione della maturità federale.

Nella sua attività lei è sempre stato in contatto con il DECS. Qual è il giudizio di Manuele Bertoli su “la Gioventù dibatte”? Quali funzionari del dipartimento hanno collaborato con lei?

Nel 2011 Manuele Bertoli assunse la direzione del DECS. Gli presentai il progetto, ne apprezzò subito metodologia e finalità educative e decise di sostenerlo in modo convinto. Il suo giudizio è quindi molto positivo e ogni anno porta il saluto dell’autorità politica e del Dipartimento a docenti e allievi impegnati nei dibattiti.

Per finire, comunichi ai giovani con una frase il seguente concetto: “la politica non è solo importante, può essere anche leale e bella”.

Questo il mio messaggio ai giovani: la politica è spezzare il guscio egoistico dei propri interessi personali per occuparsi del bene comune, a volte è frustrante, ma può regalare grandi soddisfazioni, pertanto non siate indifferenti ai problemi della società, impegnatevi per realizzare valori, idee e progetti nei quali credete.

Esclusiva di Ticinolive