Le finanze pubbliche: la situazione preoccupante e i nostri rimedi – UDC Ticino

Questo breve testo sintetizza un’ampia serie di concetti che i granconsiglieri Morisoli e Pamini hanno espresso in occasione di una conferenza stampa tenutasi oggi al Palazzo dei congressi.

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Caro contribuente e caro elettore ticinese,

continueremo a parlare di pareggio fragile e provvisorio dei conti, ma non di risanamento. Si sono pareggiati i conti attraverso l’aumento delle entrate, ma il risanamento attraverso misure strutturali e congiunturali sulla spesa atte a garantire il pareggio a lungo termine non c’è stato. Basta vedere la prospettiva negativa del PF 2020-2023 e l’evoluzione generale degli indicatori finanziari.

Nonostante i proclami, i patti di ferro, le scenate tra i partiti di Governo per far finta di contenere la crescita della spesa, per evitare la revisione dei compiti; la spesa cresce inesorabilmente di quadriennio in quadriennio, e in quello appena iniziato crescerà di oltre 1’400 mio (1,4 miliardi) di franchi rispetto a quello precedente.

Che dire poi del debito pubblico, oltre i 2 miliardi, punte mai toccate prima? Tutto questo nonostante che le imposte, le tasse e i balzelli non abbiano mai smesso di crescere, e nonostante che cresceranno ancora nei prossimi anni.

Nel programma del quadriennio la questione del risanamento finanziario (punto 8) viene liquidata in 17 righe facendo riferimento alla norma costituzionale art. 34ter che sancisce il principio dell’equilibrio delle finanze pubbliche. Che altro non è che l’impiego del moltiplicatore cantonale automatico di imposte. Come dire: continuiamo a spendere, non come finora, ma ancora di più, e correggiamo i buchi con imposte, tasse e balzelli.

Per queste ragioni “tecniche” ma soprattutto confrontati con un’assente volontà politica ad intraprendere qualche cosa di concreto in questo quadriennio, riteniamo: necessario, urgente e responsabile proporre delle misure finanziarie per contenere il disastro finanziario che, senza nulla intraprendere, si prospetterà alla fine di questa legislatura. Solo in questo modo il gruppo UDC, unitamente al Partito cantonale, ritiene di poter stimolare Governo, Parlamento e Partiti di Governo ad occuparsi seriamente e con decisione delle finanze pubbliche. Le nostre proposte non sono un’ottusa operazione di pareggio contabile, ma sono ormai da iscrivere in modo trasparente nel capitolo “dei rapporti leali tra Contribuenti-Stato” e in quello più ampio della “giustizia sociale e della giustizia contributiva”.

Piero Marchesi, Sergio Morisoli e Paolo Pamini