Gauguin Matisse Chagall al Museo Diocesano di Milano – Un percorso emozionale unico

La Passione nell’arte francese dei Musei Vaticani

di Cristina T. Chiochia

Esistono domande urgenti che, in particolar modo ora nel mondo ed in particolar modo in Italia, la società moderna si pone ed a cui cerca di rispondere. Una di queste è sicuramente il dolore umano, la malattia, la morte. Temi che idealmente, in una mostra inaugurata di recente a Milano, pone questi interrogativi attraverso l’arte. E non un’arte qualsiasi, ma quella contemporanea, in particolar modo francese e l’avvicina alle collezioni papali. L’arte di Gauguin, Matisse, Chagall e tanti altri; e lo fa durante un tempo, quello appena aperto della Quaresima e della Pasqua, che in particolare a Milano ed in particolare in questo periodo, assume contorni di riflessione molto ampi in un contesto di rinnovamento dell’arte sacra declinato da grandi artisti a cavallo del XIX e XX secolo.

Dal 21 febbraio 2020 al 17 maggio 2020 a cura di Nadia Righi -direttrice del Museo Diocesano e Micol Forti- responsabile della Collezione di Arte Contemporanea dei Musei Vaticani, si potranno ammirare  quindi più di 20 opere, alcune esposte raramente, che ripercorrono i temi del dolore, del sacrificio e della speranza, attraverso la Passione di Cristo presso il Museo Diocesano di Milano.

La mostra, dal sottotitolo evocativo di “La passione nell’arte francese dai Musei Vaticani”, propone un percorso emozionale unico, in particolare alla luce dei difficili momenti che la città di Milano in Italia sta vivendo a seguito del nuovo dpcm contenenti le misure per il contenimento dei contagi del coronavirus. Non solo quindi una riflessione sulla “modernità” delle opere proposte in rapporto alla loro attualità e la tradizione dell’arte sacra tra fine ottocento e novecento per la Santa Sede, ma anche uno spunto di riflessione sulla Passione e sulla Resurrezione di Cristo, presso le collezioni di arte dei Musei Vaticani di Roma.

Sacrificio e speranza. L’artista Profeta e Poeta insieme, custode della bellezza del mondo. Ecco i temi proposto nell’allestimento delle sale della mostra presso il Museo Diocesano. Interpretati, come recita il comunicato stampa ” con una capacità di visione potentemente innovativa e attuale”. Quattro ambienti quindi e quattro nuclei tematici, dal tema dell’Annunciazione a quello della Resurrezione del Cristo.Come ha sottolineato Barbara Jatta, dopo due anni dalla prima collaborazione dei Musei Vaticani ed il Museo Diocesano, dal vasto nucleo “francese” della Collezione “sono state estrapolate opere che permettono una riflessione anche di natura catechetica sulla Passione”.

Grandi artisti francesi, come specificato nel comunicato stampa, quali Paul Gauguin, Auguste Rodin, Maurice Denis, Georges Rouault, Marc Chagall, Henri Matisse e altri ancora con opere :”incentrate sui temi “intorno” alla Passione di Cristo, in un percorso che consente di far luce su diversi aspetti del delicato rapporto fra modernità e tradizione nell’arte e nella Chiesa, fra XIX e XX secolo.Sono anni cruciali in cui gli artisti, soprattutto in Francia, partecipano attivamente al dibattito che interessa il rinnovamento dell’arte sacra contemporanea e il delicato dialogo tra arte e spiritualità.

La necessità di rispondere alle domande sempre più urgenti poste dalla società moderna spinge gli artisti a riflettere e sperimentare: stili, linguaggi, espressioni, tecniche differenti mostrano un universo artistico e spirituale di grande fascino e intensità nel quale tradizione e innovazione, passato e modernità, convergono e si integrano”.

Concludendo quindi, una bella occasione per scoprire il ruolo dell’arte come “medicina” ai mali del mondo e l’arte contemporanea, come modo di avvicinare la fede ad un società che, parafrasando Papa Montini  trova nel ’arte “un luogo nel quale esprimere dubbi, ricercare verità, bellezza e significato, comunicare conoscenze e sperimentare, senza alcuna distinzione o preclusione rispetto alla fede e alla cultura cui apparteniamo”.Un modo sicuramente quindi per esorcizzare la paura del dolore di questi periodi così difficili e drammatici, a livello mondiale.