“Siamo de facto in UE” – Intervista a Maurizio Gilardi, candidato leghista a Monteceneri

“Senza il Mattino non ci sarebbe la Lega”

“Negli uffici di via Monte Boglia lo sentivo urlare e sbraitare”

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Ticinolive è notoriamente “luganocentrico” – se è una colpa, siamo colpevoli – ma oggi è andato in gita nel (non troppo remoto) comune di Monteceneri. Per scoprire poi che il candidato al CC che desiderava intervistare era (in origine)… di Aldesago!

Ci ha colpito una sua affermazione, che suona rassegnata e sconfortata: “siamo de facto in UE”. L’abbiamo messa in evidenza nel titolo. Sulla votazione del 17 maggio la nostra previsione è uguale alla sua. Il grande capitale, che vede l’indipendenza del Paese non più come un valore ma come un impedimento e un fastidio, alla fine la spunterà. Che cosa ci resta da fare? Facile. Batterci con onore.

Un’intervista di Francesco De Maria.

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Francesco De Maria  Perché lei è leghista? Da quanto tempo lo è?

Maurizio Gilardi  Sono leghista perché ho vissuto in prima persona, seppur ancora minorenne, la nascita del movimento molto da vicino, la transizione di mio padre Francesco dalle fila di un “partito storico” alla Lega (è stato uno dei fondatori della sezione di Lugano nel bunker di via Monte Boglia) la politica era stagnante ed il panorama politico ticinese stava cambiando grazie al Mattino e alla Lega di Giuliano Bignasca e Flavio Maspoli. Mio padre mi ha insegnato quanto sia importante comprendere, cogliere e cambiare.

Il comune di Monteceneri è un comune nuovo, di recente aggregazione. Quanti abitanti ha? Quali le sue caratteristiche principali (territorio, economia, società)?

Monteceneri nasce dall’aggregazioni di 5 comuni nel 2010. Ha una popolazione di circa 4’600 abitanti. È un Comune sviluppatosi sul fondovalle, un tempo zona di transito, lo dimostra la presenza della Casa dei Landfogti, la cui storia è raccontata dalle sue pareti affrescate con gli stemmi araldici dei rappresentanti confederati che vi si fermavano per trovare ristoro prima di entrare a Lugano. Oggi Monteceneri è diventato un Comune centrale per il Canton Ticino, con gli accessi alle principali arterie di comunicazione. È anche un importante polo turistico grazie alla riconversione dell’area sciistica del Tamaro, le aree di svago e gli innumerevoli sentieri montani con i percorsi di mountain bike. C’è ancora un forte potenziale di sviluppo sia residenziale che artigianale e commerciale.

Per quale motivo Mezzovico-Vira non ha partecipato all’aggregazione?

Bisognerebbe chiederlo alla popolazione di Mezzovico che ha bocciato il progetto di aggregazione sorprendendo molti di noi. Personalmente credo che i contrari non abbiano saputo cogliere l’opportunità a lungo termine di creare un nuovo Comune forte e basato su un concetto di progettualità e pianificazione globale per tutto il comprensorio ma abbiano deciso solo in base al moltiplicatore d’imposta.

Mi descriva la conformazione politica del suo comune: municipio e consiglio comunale.

Il Municipio attuale di 7 membri è composto da 2 seggi leghisti (uno dei quali si è dichiarato indipendente lo scorso anno), 2 liberali, 2 popolari democratici e 1 socialista.

Il Consiglio comunale di 31 membri è composto da 8 seggi della Lega, 11 Liberali, 8 popolari democratici, 4 socialisti.
Al momento esiste una buona collaborazione nell’esecutivo dettata dal buon senso, quindi oltre gli steccati politici grazie ai rappresentanti PPD, al socialista e al nostro municipale leghista.

Quali sono le urgenze e i progetti per Monteceneri? Quali le principali proposte della Lega?

Bisogna fare una distinzione tra urgente ed importante, vorremmo realizzare tanti progetti entro un breve termine, ma come in molti altri Comuni le finanze non ce lo permettono. Dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra investimenti e attrattività fiscale. Gli stabili comunali sono sicuramente una priorità, in particolar modo le sedi scolastiche non più idonee. La situazione finanziaria del Comune necessita di un maggior rigore, non sto dicendo che dobbiamo spendere meno ma spendere meglio. La pianificazione di aree industriali e commerciali di elevata qualità che attirino aziende interessanti, sempre nel rispetto delle componenti ambientali. La strategia del nostro gruppo è di progettare e realizzare con una visione a lungo termine per creare un comune dove è bello poter vivere e non pagare troppe tasse.

Nei prossimi giorni il Mattino della Domenica compirà 30 anni. Quanto deve la Lega al suo foglio di battaglia? Quanto è cambiata la Lega nel corso del tempo, che cosa rimane del suo spirito “rivoluzionario”?

È capitato che qualche rappresentante del movimento si sia distanziato dai toni del Mattino e che il Mattino abbia talvolta picchiato duro su qualche politico della Lega, ma la realtà è che senza il Mattino non ci sarebbe la Lega e senza la Lega il Mattino non avrebbe più senso di esistere. La Lega è cambiata, è passata da movimento di protesta a movimento di maggioranza relativa. È giusto che sia cambiata per arrivare dove è arrivata. Lo spirito rivoluzionario scorre ancora dentro molti di noi, non svanirà tanto presto!

Giuliano Bignasca è morto esattamente 7 anni fa. Come lo ricorda?

Frequentavo spesso gli uffici di via Monte Boglia con mio padre, lo sentivo urlare e sbraitare ogni volta, ma alla fine accennava sempre un sorriso e lasciava trasparire tutta la sua bontà. Tra tutte le caratteristiche di Giuliano quella che più mi ha colpito è stata la sua generosità; quante volte l’ho visto mettere in mano una banconota ai bisognosi che passavano nel suo ufficio…

Si dice (ed è vero): il Centro è sotto pressione. Qual è a suo giudizio il tallone d’Achille dei partiti “borghesi”? Perché declinano?

Si sta tornando a una polarizzazione degli schieramenti, anche se i valori ed i principi sono cambiati rispetto al passato, inoltre è subentrata in questo schema la componente ecologica/ambientale che aumenta la pressione al centro. Se penso al nostro cantone c’è da dire (ed è vero) che i nostri partiti borghesi hanno speso gli ultimi anni a pianificare le loro campagne contro la Lega, invece che a favore di qualcola…

Lei mi ha detto, con molta modestia: sono candidato in un piccolo comune di periferia. Come vede l’elezione nella grande Lugano?

Seguo attentamente ciò che succede a Lugano, sono nato ad Aldesago e sia mio padre che mio fratello hanno fatto parte del legislativo cittadino. È sempre difficile fare previsioni, ma credo che la Lega (anche grazie all’onda positiva dell’UDC) riconfermerà i tre municipali uscenti. Il PPD anche senza Angelo Jelmini e malgrado le polemiche legate alla composizione della propria lista dovrebbe mantenere il seggio. Vedo semmai l’incognita in casa PLR dopo l’uscita di Michele Bertini, politico capace, carismatico ma soprattutto una “macchina da voti” e dall’altra parte una sinistra riorganizzata che si sente rinvigorita dagli ultimi risultati ottenuti… Però per riuscire a cambiare la ripartizione dei seggi a Lugano forse ci vuole qualcosina in più.

Per me è importante che Lugano porti avanti i suoi progetti e mantenga una posizione di primo piano a livello svizzero e internazionale. Chi non vorrebbe vivere, lavorare o insediare la propria azienda a Lugano? Lugano è bellissima, dobbiamo solo renderla più vicina alle altre città svizzere ed estere. Se Lugano va bene anche la periferia di Lugano ne beneficia, anche Monteceneri.

Il 17 maggio si voterà sulla disdetta della Libera circolazione. La destra può vincere nel Ticino? La destra perderà in Svizzera? L’Accordo quadro sarà firmato?

La libera circolazione è legata agli accordi bilaterali, senza la prima ci verrebbero negati i vantaggi bilaterali, sia le aziende di produzione che di servizi potrebbero avere gravi conseguenze. Il Consiglio federale fa leva proprio su questo aspetto, rivendicando comunque la “via autonoma della Svizzera” che non fa parte dell’UE.

Sarà anche vero che de jure non ne siamo membri, ma proprio per quanto ho appena citato sopra, de facto lo siamo. La destra probabilmente in Ticino vincerà, perché sarà un voto emozionale, non legato agli effetti della libera circolazione ma piuttosto legato ai problemi quotidiani dei ticinesi. In Svizzera penso proprio che l’iniziativa non passerà. Con una nota di rassegnazione dico che forse è meglio così, non ho voglia di assistere a un 9 febbraio bis….

L’accordo quadro sarà firmato, come ho detto prima siamo de facto in UE. Non firmandolo ci troveremmo ancor più ostaggi di questo meccanismo del quale siamo stati complici.

Il settore finanziario ha perso molto. Perderà ancora di più? Oppure troverà una via, magari innovativa, per riprendersi?

Sono una persona ottimista, per me c’è sempre una ripresa, ma le cose sono cambiate, un tempo era sufficiente attendere il naturale ciclo dell’economia che questa si riprendeva. Oggi non è più così, non è più prevedibile, è chiaro che la capacità di innovarsi e reinventarsi gioca un ruolo determinante. Questo è compito sì della politica che deve creare le condizioni necessarie, ma anche delle aziende, degli imprenditori e soprattutto è compito del singolo individuo. Troppo spesso assistiamo allo scarico di responsabilità sulla politica, però questa è un’altra storia….

Borradori e Zali hanno idee molto chiare sull’aeroporto. Anche lei? Faccia una previsione per il 26 aprile (2 votazioni).

Se non ci fossero di mezzo 70 persone o famiglie che si trovano senza lavoro mi scapperebbe da ridere! Invece di discutere su come impiegare, valorizzare, e trarre vantaggio dal rilancio di una struttura esistente come l’aeroporto di Lugano, si è speso tempo a discutere, riempire le pagine dei quotidiani, raccogliere firme per i referendum ed infine gridare allo scandalo per i licenziamenti che non sono altro che la conseguenza logica dell’azione dei referendisti.
Sarcasticamente mi vien da pensare che noi ticinesi siamo un po’ masochisti.

Non sono in grado di fare una previsione, ma è chiaro che se LASA decreterà il fallimento il 30 aprile, possiamo anche rimettere nel cassetto tanti bei progetti di richiamo internazionale che la città ha elaborato.

Per finire, si presenti ai suoi potenziali elettori con uno slogan vincente!

Si leggono molti slogan in questo periodo, diciamo che l’offerta sul mercato è satura e non ne vorrei inventare di nuovi. Mi piace portare sempre a termine tutto ciò che inizio, quindi mi va molto bene lo slogan della Lega dei Ticinesi di Lugano, NEM INNÀNZ per portare avanti ciò che il nostro gruppo ha iniziato 10 anni fa a Monteceneri.

Esclusiva di Ticinolive