“Le radici cristiane non si possono buttare fuori dalla finestra. Io la C non la toglierei”

Alessandra Zumthor, candidata al municipio di Massagno, intervistata da Francesco De Maria.

 

Francesco De Maria  Ci parli, per incominciare, del suo nuovo lavoro.

Alessandra Zumthor  Da gennaio sono la nuova responsabile della comunicazione dell’OSI, l’Orchestra della Svizzera italiana. Una bellissima professione, che combina l’esperienza nel giornalismo con la musica classica, da sempre una mia passione. Quando studiavo all’università, in parallelo avevo conseguito un diploma di pianoforte al conservatorio… che ora si rivela utile.

Tracci un bilancio della sua prima esperienza elettorale. Quali i lati più positivi? Quali i più negativi?

Durante la campagna per il Consiglio di Stato, un anno, fa, ho avuto modo di conoscere ogni angolo del Ticino, come non l’avevo mai visto prima: una “full immersion” di contatti umani, di simpatia e affetto che mi ha dato molto. Ho scoperto con piacere che la visione e i valori che propongo sono condivisi da molti, mentre i confronti con chi la pensa diversamente sono stati interessanti, costruttivi e mai troppo sopra le righe. Anche il risultato finale -terza dietro al ministro eletto e a quello uscente- mi pare soddisfacente, considerati i pochi mesi di esperienza politica alle spalle. L’aspetto invece negativo è stata la fretta con cui spesso “si saltava” da un evento all’altro, esperienza per altro condivisa da molti candidati.

Le sarebbe piaciuto diventare granconsigliera?

Sì, sarebbe stata un’occasione interessante. Però il partito aveva stabilito che i cinque candidati al Consiglio di Stato avrebbero fatto campagna solo per quella carica e mi sono adeguata a questa scelta.

Ci descriva la situazione politico/partitica di Massagno alla vigilia delle Comunali 2020.

Il PPD si presenta con una lista oggettivamente forte, con l’obiettivo di confermare i suoi quattro municipali e i 14 consiglieri comunali uscenti (e forse persino tentare qualcosa in più) in congiunzione con Generazione Giovani (i giovani PPD) e i Verdi liberali. Seguono, a distanza, il PLR, con cui per altro si collabora bene, i socialisti/Verdi e la Lega.

Lei è candidata al Municipio, dunque si trova in competizione con gli uscenti. Come ha impostato la sua campagna elettorale?

In modo tranquillo, senza sgomitare, consapevole del valore degli uscenti e anche del fatto che le Comunali hanno dinamiche molto diverse dalle Cantonali. Lì è stata un’ottima occasione per farmi conoscere in politica da Chiasso ad Airolo, ora si tratta di concentrarsi sui temi d’interesse per un solo Comune, per quanto di medie-grandi dimensioni. Ho un solo dispiacere: purtroppo, a causa delle precauzioni che tutti dobbiamo seguire per evitare il diffondersi del coronavirus, tutti gli eventi pubblici di Massagno sono stati cancellati e quindi ho meno occasioni per incontrare di persone le concittadine e i concittadini. È vietato persino stringere la mano… cerco di rimediare con qualche dépliant e manifesto, ma non è la stessa cosa.

Ho avuto il mio domicilio a Massagno per 35 anni e ricordo bene la Massagno degli anni Cinquanta. Lei non può! Figure mitiche come il sindaco Grignoli, il maestro Bottani, il maestro Bignasca, il direttore Robbiani, il parroco don Andina. Ricordo l’elezione del consigliere federale Giuseppe Lepori, fecero suonare le campane a festa. Oggi ho un po’ perso i contatti. Mi dica: come si vive oggi a Massagno? Quali le specialità e le eccellenze del luogo?

Massagno è un Comune bellissimo: vivo, frizzante, pieno di iniziative e attività, ideale per le famiglie. C’è una scuola elementare nuova di zecca con una grande palestra, parchi, società sportive, decine e decine di associazioni che promuovono la vita comunitaria. Siamo a due passi dal centro città e dalla stazione, ma con un’atmosfera ancora da Comune a sé e angoli che ricordano la campagna. A parte questo periodo “blindato” per il coronavirus, c’è ogni momento qualcosa da fare, un incontro sportivo (pensiamo al basket), una sagra, un evento culturale. C’è attaccamento alle tradizioni e sguardo aperto alla modernità, con un fermento continuo e un progetto dopo l’altro. Il prossimo sarà il grande cantiere per coprire i binari delle FFS e creare un ampio parco in zona Trincea: in tempi di entusiasmo verde è anche un bell’esempio di concretezza, senza limitarsi a proclami e denunce che spesso non hanno nessun seguito pratico. Non per niente, come candidati del PPD abbiamo scelto l’immagine simpatica di “api operose” al servizio del territorio.

A Massagno il potere, da tempo immemorabile, è nelle mani del PPD. Come si comporta l’opposizione? Che cosa ottiene, che cosa combina? Collabora?

L’opposizione è rappresentata essenzialmente dal PS, che in questo Comune pare avere un atteggiamento critico “a prescindere”: qualsiasi cosa si proponga, il no è assicurato. Senza per altro mostrare di credere nel Comune, che viene definito tristemente come una specie di “dormitorio” destinato a scivolare passivamente nella grande Lugano. Una visione distorta della realtà, che mi auguro però possa cambiare nella prossima legislatura, in nome di un atteggiamento più costruttivo e collaborativo, a favore in definitiva del bene comune.

In via Lepori – dove c’erano (credo) due ville e un piccolo parco –  hanno costruito enormi palazzi con una quantità impressionante di appartamenti. Che cosa pensa di questa operazione immobiliare?

Se fosse stata solo tale, avrei avuto delle perplessità, anche perché l’aumento degli sfitti è sotto gli occhi di tutti. Ma l’operazione porta con sé anche un nuovo parco pubblico per la cittadinanza, in accordo con gli imprenditori, e questo a mio avviso la giustifica almeno in parte.

Il territorio di Massagno è minuscolo. Qual è il suo angolo preferito?

I parchi e le stradine attorno alla piccola chiesa della Madonna della Salute.

Il 1° agosto 2019 il PLR riunito a Melide votò a maggioranza la congiunzione della sua lista con quella del PPD. I liberali radicali hanno avuto modo di pentirsi della loro decisione. I pipidini ne sono soddisfatti? Pensano di ripetere l’esperienza?

Questo dovrebbe chiederlo al presidente cantonale Dadò. Il dato di fatto è che si è conservato il seggio di un Consigliere nazionale ma si è perso il Consigliere agli Stati… non è un bilancio eccezionale.

Ho sentito dire che alcuni esponenti del partito CVP (Svizzera interna) stanno meditando… di far sparire la C. Che motivo possono avere? È un’idea saggia? Lei lo farebbe?

No, non lo farei. Per me le radici cristiane fanno parte integrante del partito, pur lette alla luce dei tempi contemporanei: non si possono buttare fuori dalla finestra. Forse oltralpe ritengono marginale questo aspetto.

Esattamente 25 anni fa moriva il vescovo Eugenio Corecco, una personalità autorevole e molto amata. Lei come lo ricorda?

Avevo vent’anni e purtroppo la maggior parte della sua attività pastorale in quegli anni mi era “sfuggita”: non ero nei gruppi di ragazzi che ebbero la fortuna di conoscerlo personalmente. In seguito, me ne sono fatta un’idea di grande spiritualità ma anche di un vescovo pronto a immergersi nella realtà contemporanea e a capirla nelle sue diverse sfaccettature.

Lei è (anche) una donna di TV. E dunque, la RSI la incarica di realizzare un programma di 60 minuti sulla crisi del Coronavirus. Come lo progetta?

Cercando di sentire storie ed esperienze personali, di chi magari si è ammalato ed è guarito, oppure ha sopportato un periodo di isolamento. E poi con esperti sul tema, medici, epidemiologi, che sappiano dare un quadro reale della situazione, senza puntare sul facile allarmismo.

Per finire… ho tenuto in serbo la domanda fatale e “obbligatoria”: Massagno si aggregherà mai con Lugano?

No, non ne ha motivo. Per lo meno non con me.

Esclusiva di Ticinolive