“Ieri in banca una signora proclamava ‘moriremo tutti!’ mentre la cassiera spruzzava in giro disinfettante”

Alessandra Noseda intervistata da Francesco De Maria

“Credo che i nostri avi abbiano gestito meglio la peste del seicento”

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Alessandra Noseda è biologa e imprenditrice. Da sempre interessata alla politica, è stata consigliera comunale UDC a Lugano ed è attualmente candidata al consiglio comunale di Monteceneri per la Lega dei Ticinesi.

Nella mia lista (segreta) di personalità da intervistare Alessandra occupava un posto privilegiato. Io speravo che accettasse, e la mia speranza è stata esaudita.

Un’intervista di Francesco De Maria.

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Francesco De Maria  All’inizio voglio mostrarmi cinico e provocatorio. Siamo sotto elezione (e vicini al 17 maggio!): questa violenta bufera favorisce la Destra?

Alessandra Noseda  Facile sedere sullo scranno in tempo di pace, è nella necessità che si vede chi vale e gli attuali politici, parlo di una condizione globale a livello dell’Europa intera, stanno mostrando una infantile incapacità mortale. Non si parla di scelta a destra o sinistra, il popolo ora invoca gente di cultura e cervello (rari nantes) in grado di dare soluzioni vere e percorribili, e che diano garanzia di una futura guida seria.

Molti reclamano a gran voce la chiusura della frontiera a sud. Quale sarebbe l’impatto psicologico (con conseguenze politiche) di una tale misura?

L’inevitabile chiusura della frontiera, allo stato attuale cerottino su un organismo dissanguato, evidenzierà, se mai ce ne fosse ancora bisogno, la mancanza di tempismo, la dispersione in parole senza azioni efficaci, l’agitarsi a vuoto di chi è stato sciaguratamente eletto. In poche parole crollo definitivo già annunciato della fiducia degli elettori.

Il Ticino ha un consigliere federale ticinese. Come dovrebbe comportarsi Ignazio Cassis? E che cosa ha fatto sin qui?

Direi che è la Svizzera ad avere un Consigliere federale ticinese, il quale si comporta in linea col Consiglio federale tutto: da proclami altisonanti ed irritanti (mai dirò prima gli svizzeri) ad azioni contro ogni buonsenso (Oh Italia, lascia passare i frontalieri). Si sarebbe dovuto ricordare di essere medico prima che politico, tenere conto del parere della comunità scientifica seria e non dell’economia e combattere insieme agli omologhi europei per adottare le semplici misure della nonna: se uno è malato non stargli vicino. Isolare completamente la Cina per alcune settimane già dal mese di gennaio, informare serenamente la popolazione dell’influenza in arrivo e far adottare le (attualmente inutili) misure di protezione. Quello che invece è stato fatto ha trasformato l’influenza in una catastrofe.

Noi conosciamo abbastanza bene i membri del Consiglio federale. Conosciamo i loro nomi, le loro facce e – in linea di massima – le loro idee politiche. Immaginiamoli in una seduta di crisi. Chi fa che cosa? Berset, Cassis, gli altri? Chi è alleato con chi? Chi vien messo in minoranza?

Credo di conoscerli solo di faccia e di facciata. Conosco ciò che le loro sedute producono, nulla di buono da troppi anni. Ciò che viene messo in minoranza è l’interesse della Confederazione.

Lei è una biologa laureata. Ci dia il suo parere professionale e scientifico su questa calamità mondiale e locale, e faccia il punto ad oggi 11 marzo 2020. Quali sono le “specialità” del Coronavirus? Come mai può avere effetti lievi o gravissimi? Con quali farmaci viene curato A) nei casi lievi B) nei casi acuti? Come sopraggiunge la morte?

La disquisizione su “ influenza banale” o “ influenza pericolosa” è stato il fatale errore concettuale iniziale che ha portato alla serie di decisioni sconsiderate che stiamo subendo: l’influenza non è mai “ banale”. È una malattia stagionale che può essere sostenuta da virus differenti e che porta a morte ogni anno migliaia di persone. Per questo ogni anno c’è la raccomandazione al vaccino, sberleffata e demonizzata da molti. Quando si contrae non esistono cure specifiche, solo di sostegno all’organismo per le complicazioni che insorgono negli individui già deboli. Il “ Coronavirus” in realtà sono ceppi differenti di cui in Ticino ne circolano da anni almeno due. Questo specifico nuovo SARS-CoV-2 detto COVID-19 è di estrema contagiosità riuscendo a passare tra organismi che si tengono a distanza di metri, pare fino a 4 e mantiene le sue caratteristiche infettive sulle superfici esposte all’aria. I risultati delle ultime ricerche pubblicati su Nature della scorsa settimana mostrano che il COVID-19 utilizza una proteina presente su tutte le cellule dell’organismo come porta d’ingresso per infettarle: per questo è così pericoloso per i soggetti già debilitati, attacca su molti fronti oltre ad essere un SARS, acronimo di Sindrome Respiratoria Acuta Severa. Gli effetti mortali si sono visti su individui già indeboliti da altre patologie, di organismi sani attaccati e deceduti non ne avuto notizie scientifiche.

Perché in Europa è stata colpita la Lombardia? È un puro caso? Qual è il suo giudizio sul sistema sanitario lombardo?

Posso solo esporre un ragionamento: essendo la Lombardia un polo economico a livello mondiale va da sé che l’affluenza di persone provenienti dai paesi di punta, attualmente estremo oriente, sia più intenso rispetto agli altri paesi europei. Inoltre la Lombardia ha cominciato subito con i controlli sulla popolazione e soprattutto non ha nascosto i dati, contrariamente alla Germania, facendosi additare da untore. Non conosco abbastanza il sistema sanitario lombardo, vedo però una forte reazione con prese di posizione (isolamento di interi paesi) che da noi sarebbero impensabili.

Nelle presenti circostanze i social assumono un’importanza enorme. Vedo due aspetti: A) La “gente” può esprimersi liberamente, al di fuori degli schemi e delle barriere ufficiali B) L’interazione tra i blogger, portata a livelli ossessivi, fomenta una diffusa isteria. Condanniamo i social? Sono un fattore destabilizzante?

La diffusa isteria a cui i social fanno da cassa di risonanza, è stata ed è fomentata dai media che, ingolositi dagli scoop, da più di un mese non parlano d’altro dicendo per lo più cose insensate. La gente male informata reagisce riportando spaventata sui social quanto acquisito aggiungendo le proprie fantasie. E la psicopatologia di massa si radica: ieri in banca una signora proclamava “moriremo tutti” mentre la cassiera spruzzava in giro disinfettante, un quadro forsennato. Non sono i social un fattore destabilizzante, sono il mezzo di diffusione delle pericolose scemenze martellate da televisione e giornali.

Abbiamo visto, e più volte, Vitta, De Rosa e Merlani. Hanno parlato e deciso bene? Hanno conquistato la fiducia della popolazione?

Direi purtroppo di no. E non solo loro, tutto il Consiglio di Stato ha data una magra prova di sé. Decisioni prese e poi ritratte, giustificate con la classica arrampicata sui vetri per di più arrogante. Del resto l’albero si vede dai frutti, una situazione peggiore non si sarebbe potuta immaginare. Credo che i nostri avi abbiano gestito meglio la peste del seicento.

LiberaTV pubblica una notevole intervista con il dottor Denti, presidente dell’Ordine dei medici. Denti non si allinea alle autorità e pretende cose che l’autorità non sembra disposta a concedere. Come valuta la posizione di Denti?

Denti è medico, presidente dell’Ordine. Parla secondo quanto ha studiato e letto e ha proposto misure di buonsenso che naturalmente sono cadute inascoltate. Probabilmente è proprio questa sua incapacità ad ossequiare gli interessi politici che non lo ha fatto eleggere.

Al dottor Denti si contrappone con fermezza il dottor Cavalli, assolutamente contrario – per motivi medici? per motivi politici? – alla chiusura della frontiera. Lei da che parte sta?

Se avessi potuto decidere io, al primo sentore dell’influenza avrei non solo sbarrato le frontiere per qualche settimana, ma isolato i Cantoni e fatto pressione sugli europei per fare lo stesso. Senza forzature dissennate, informato serenamente la popolazione di che cos’è l’influenza e giustificare i criteri adottati come via di scampo dal normale contagio che quest’anno avrebbe interessato tutti. Organizzato alla televisione interviste con virologi e ricercatori, intercalando programmi distensivi e messaggi positivi, non martellando con politici disorientati e parolai. Attivando parallelamente le misure di protezione dell’economia non saremmo arrivati al disastro globale attuale. Il dr. Cavalli si oppone alla chiusura, cerottino attualmente inevitabile quanto inutile.

Lei è una mamma, anche se i suoi figli sono grandi; io ero un docente. Le chiudiamo le scuole?

Sono state chiuse….

Abbiamo finito. Prenda un calendario, si concentri e faccia un cerchietto rosso attorno alla data in cui il picco sarà raggiunto e il Coronavirus comincerà a declinare. Il giorno della nostra salvezza!

Non me lo chieda, ci vorrebbe una strega. Immagino che con l’arrivo della bella stagione il COVID-19 si potrebbe comportare come tutti, sparisca per lasciare il posto ai fratellini parainfluenzali. Ma mi domando: quando arriverà la bella stagione?

Esclusiva di Ticinolive