Venerdì sera ai tempi del “Corona” – Un pensiero in diretta da Parigi

del professor Francesco Russo

Fine della prima settimana di telelavoro (obbligato) causa Coronavirus. In Francia gli spostamenti sono limitati al minimo: supermercato, farmacia, o corsetta (di al massimo due km secondo il regolamento, …). Oltretutto per ogni spostamento ci vuole un’autocertificazione. Se non hai la stampante la devi ricopiare a mano: tutto concorre all’ isolamento totale insomma.

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Tutto questo lo dobbiamo a un’amministrazione cieca e sorda. In Italia la gente moriva a raffica e qui tutti se la spassavano alla grande. Fino a sabato sera, ristoranti e i bar erano affollatissimi, la movida parigina proseguiva senza sosta, autobus e metro erano carichi all’inverosimile, nessuna mascherina.

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Lo stesso presidente Macron (che ora ci dice che siamo in guerra) fino a una decina di giorni fa frequentava il teatro, sogghignando “la vita continua con il Corona”. Un po’ come il caro Zingaretti (in Italia) che prendeva l’aperitivo milanese festeggiando e ridendo.