Giappone: il passato che ritorna con il virus – di Vittorio Volpi

Tokyo – Immagine Pixabay

Il Giappone sembrava avere brillantemente superato la prima ondata del virus e ci si domandava come avesse fatto a fare così bene rispetto ad altri.

Come è stato possibile che un paese con 126 milioni di abitanti e con milioni di visitatori cinesi all’anno abbia avuto poche centinaia di contagiati e poche decine di vittime?

Sembrava un miracolo,anzi alcuni ritenevano che il governo per tenere duro e mantenere le date sulle Olimpiadi, avesse un po’ “taroccato” i dati perché in Giappone vivono più di 35 milioni di giapponesi over 65, anziani, diciamo con migliaia di cittadini centenari, dava quindi l’impressione di aver sconfitto la legge di gravità.

Questa degli anziani è una delle giustificazioni date dall’Italia per esempio per giustificare l’alto tasso di mortalità . Ma controllando i dati, risulterebbe che per quanto riguarda i cittadini con più di 65 anni l’Italia è in linea come tutti gli altri, più o meno il 21%. Il Giappone con una situazione più esposta aveva dato risultati migliori.

Ma ora, sono cambiate le carte in tavola. La paura per la “seconda ondata” è diventata di colpo molto preoccupante. Si paventerebbe addirittura, senza drastici interventi, di arrivare a 70-100’000 casi dagli attuali 4667 e con solo 94 deceduti.

Va detto che il Giappone ha proclamato solo da lunedì scorso lo “stato di emergenza”, dopo 3 settimane di tentennamenti politici che ne hanno ritardato il provvedimento esteso a 7 prefetture che includono i due pesi massimi di Tokyo (13 milioni di abitanti) ed Osaka.

Ma qui casca l’asino. Il Giappone ha leggi diverse che non concedono al governo o chi per esso, come ad esempio le Province, di esercitare il famoso diritto di “lockdown” con norme fortemente restrittive.

Per capire, bisogna fare un passo indietro; dopo la resa della Seconda Guerra Mondiale il Giappone finì occupato dalle Forze Alleate.

Sotto la regia del grande Generale McArthur, a Washington non volevano che la nuova Costituzione conferisse rilevanti poteri al nuovo governo. Scritta in pochi giorni gli americani imposero una nuova Costituzione che con le purghe di dirigenti e lo smantellamento dell’apparato militare facesse sbollire a lungo al Sol Levante la voglia di ritornare una potenza militare.

Una delle limitazioni a tutt’oggi è che lo Stato può chiedere “l’obbedienza del pubblico”,ma non ha il potere di imporre l’obbligo di ubbidire. Ad esempio il governo non può usare la polizia per rimandare cittadini a casa, può solo suggerire sperando nell’adesione volontaria.

A complicare le cose, Abe, il Primo Ministro, non ha spinto a fondo la leva per bloccare le aziende. Solo la raccomandazione di introdurre lo smart working. Anche per non danneggiare l’economia già in recessione.

Inoltre i ministeri hanno dato suggerimento di usare la mascherina, cosa molto usuale nella vita dei giapponesi.

Di fatto, finora la vita a Tokyo è continuata normalmente. In un’intervista recente un giovane, apprese le nuove misure con le quali il governo raccomandava di diminuire i contatti sociali del 70% , dissentiva: “ma come faccio? Il mio lavoro è di contattare persone, inoltre i treni sono pieni”.

Da lunedì il governo consegnerà 50 milioni di mascherine (2 per famiglia) e circa 3 mila dollari in contanti per un totale di 13 milioni di famiglie degli oltre 50 milioni.

La filosofia del Governo è contante subito (cassa) per i bisognosi e per le piccole aziende, mentre per le misure anticicliche se ne parlerà più avanti.

Insomma, per il gigante economico che sembrava avercela fatta e che alcuni avevano commentato “quasi un mistero“, la storia non è finita.

Lo aiuterà ancora il “kamikaze”, il vento degli spiriti, che a volte li ha salvati nella storia?

Vittorio Volpi