Azzolina: “Le lezioni a distanza sono un obbligo per i docenti”

Azzolina: “Le lezioni a distanza sono un obbligo per i docenti”

La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha rilasciato un’intervista nella quale sancisce l’obbligo, per i docenti di scuole secondarie di insegnare a distanza. Si dice soddisfatta poiché, in tutto questo male, qualcosa per non-nuocere è venuto: si tratta dell’arretratezza della didattica italiana in ambito tecnologico.

“Eravamo arretrati, nella cultura digitale” dice la ministra “Su questo occorrerà riflettere. Si parla da anni di Piani per la digitalizzazione. […] Trasformare questa crisi in opportunità è la sfida che ci si para davanti. Dobbiamo e vogliamo vincerla. Ancora troppe disparità fra un istituto e l’altro. Ma la scuola ha saputo reagire, questo va detto. Dobbiamo esserne fieri.”

Azzolina parla poi dell’Esame di Stato che molti ragazzi si troveranno, quest’anno a dover sostenere o a distanza o a non dover sostenere. Due gli scenari possibili: o si rientra a scuola il 18 maggio oppure, dice la ministra, e allora ci si organizzerà per affrontare meno prove di quelle previste ma comunque per perseguire l’esame in presenza, altrimenti, se l’emergenza sarà prolungata, ci si organizzerà con i consigli d’istituto e il voto medio potrebbe essere già il risultato finale.

Per quanto riguarda le Università, invece, il ministro Manfredi prevede che da settembre si potranno riavere lezioni in presenza ma “con un modello molto flessibile”, ma dubita fortemente che gli studenti rientreranno negli atenei il 18 maggio. “sarebbe estremamente rischioso” dice, le scuole non andrebbero riaperte almeno fino a settembre”. L’obiettivo del ministero, ha reso noto Manfredi, diviene quello di aumentare la platea delle borse di specializzazione: inserirne altre 5 mila in più delle 9 mila presenti per finanziare i medici.

Nelle università sono entrate in vigore importanti proroghe: da quelle per il pagamento delle tasse, prorogata di almeno un mese a quello dell’anno accademico in generale, prolungato addirittura sino a giugno 2020. Nel 95% degli atenei, spiega Manfredi, si fanno già esami a distanza; i corsi online vengono seguiti da più dell’80% rispetto a prima degli studenti; ovvero 1 milione e 200mila di ragazzi.

Le frequenze sono quindi aumentate e la didattica digitale si è specializzata, sia per gli scolari che per gli universitari, con conseguente ovvia drastica restrizione dei contagi e con diminuzione dell’inquinamento.  In tutto questo gran male, qualcosa di buono è emerso.