Scuola, in Italia ritorno a Settembre

Lucia Azzolina, ministra dell’Istruzione

L’Associazione Nazionale presidi esclude lezioni con mascherine ed esclude anche il distanziamento sociale, per i più piccoli, dicono, sarebbe impossibile. Si pensi invece – è la proposta – a riorganizzare il ritorno sui banchi con le dovute precauzioni.  In primis, il ritorno diversificato da regione a regione (il che non sembra propriamente fondamentale, poiché alcuni studenti studiano in altre regioni rispetto alle loro d’origine), poi una dotazione straordinaria di personale ATA e docenti (il che è ulteriormente assurdo, poiché nei concorsi che si pondera di bandire sono contemplati solo gli insegnanti precari, non le nuove leve); infine, (e questa sembra veramente una necessità, in contraddizione, però, con quanto asserito sopra,) si parla di adottare più spazio: cosa comunque difficoltosa perché lo spazio, materialmente parlando, nelle strutture, manca. Antonello Giannello, Presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, è molto chiaro: “Se i bambini tornano a scuola, i morti aumentano. Non possiamo scimmiottare quello che avviene nelle fabbriche.” Lena Gisi, della CGL scuola, sostiene una sanificazione delle aree comuni (giardini, palestre) mentre Rino di Meglio sostiene che bisognerà adattarsi al distanziamento sociale, nonché comprendere che un mix di lezioni in presenza e lezioni a distanza sarà necessario.

Per parte mia, posso esprimermi a doppio titolo: da insegnante, in quanto da laureata magistrale in lettere classiche a 23 anni (ho conseguito i 24 cfu previsti dal ministero), potrei accedere al concorso… se solo questo fosse previsto per noi, giovani nuove leve. Purtroppo non è così: si parla di mancanza di docenti, eppure si propone il concorso solo per coloro che sono in graduatoria da tempo o per i precari. Nessuna proposta per i giovani neolaureati come me. Continuiamo a sperare.

Posso esprimermi anche da studentessa, poiché sto conseguendo la terza laurea in filosofia, per avere una seconda abilitazione all’insegnamento così, oltre al greco-latino-storia e italiano potrò insegnare filosofia (eppure, quando si ponderava di aprire il concorso anche ai neolaureati, si prevedeva una sola classe di concorso, di modo che se anche hai due lauree devi per forza concorrere per una sola. (Che assurdità)). Sto seguendo le lezioni a distanza, tutte online e devo ammettere che mi trovo molto bene. Il Ministro Manfredi ha felicemente notato come le frequenze da parte degli universitari alle lezioni siano aumentate dell’80%, per parte mia devo asserire che se da un lato manca il confronto personale con il docente durante le lezioni frontali, dall’altro lo studente guadagna nel potersi riascoltare quando e come vuole la lezione, per poter meditare a riguardo e successivamente formulare le domande da porre al docente. Inoltre c’è da tenere in conto, oltre all’ovvia diminuzione dei contagi, la diminuzione dell’inquinamento, nonché delle spese per gli studenti fuori sede.  Penso che, al di là della drammaticità che stiamo vivendo, la didattica digitale sia un grande salto in avanti per l’educazione. L’unico neo in tutto ciò è l’ovvia chiusura delle biblioteche: studiare su apparati elettronici è tutt’altra cosa che su un bel libro. (vuoi mettere?).