Canada: 16 morti nella strage più grave della storia del paese

Shock in Canada dove almeno 16 persone, tra cui una poliziotta, sono state uccise a colpi di pistola in diverse località della Nuova Scozia. L’autore della strage è un odontotecnico di 51 anni, Gabriel Wortman, ucciso durante il suo arresto avvenuto ben 12 ore dopo l’inizio della sparatoria. Per tutto il tempo l’uomo ha girato per il territorio vestito da poliziotto, a bordo di un’auto simile a quella della polizia, sparando apparentemente senza alcun criterio.

Si tratta della strage più grave della storia del Canada, dove fenomeni di questo tipo sono estremamente rari. L’ultima volta che un fatto del genere ha sconvolto il paese è stato nel 1989 quando uno studente uccise 14 donne al Politecnico di Montréal, per poi togliersi la vita.

Non sono chiari i motivi del folle gesto. Secondo il capo della Royal Canadian Mounted Police Brenda Lucki, la maggior parte delle vittime non sono legate in alcun modo all’assassino. Tuttavia il fatto che l’uomo si sia procurato l’auto della polizia e l’uniforme parla chiaro di un gesto premeditato. Inoltre alcuni media riferiscono che secondo i vicini Wortman ha dato fuoco alla propria casa ed altri edifici nelle vicinanze prima di spostarsi con l’auto.

Le prime segnalazioni sono arrivate sabato sera e non appena la polizia ha rinvenuto le prime vittime a tutti i residenti è stato raccomandato di rimanere chiusi in casa. “L’inseguimento è terminato stamattina quando il sospetto è stato localizzato. Posso confermare che è morto” ha riferito un portavoce delle autorità domenica mattina. Tra le vittime della strage anche un’agente della polizia di nome Constable Heidi Stevenson, al servizio da 23 anni e madre di due adolescenti.

“È con grande tristezza che ho appreso della violenza insensata che ha avuto luogo in Nuova Scozia e ha falciato la vita di molti, incluso quella di un membro della Royal Canadian Mounted Police (RCMP)” ha dichiarato il premier Justin Trudeau. Mentre il primo ministro di Nuova Scozia Stephen McNeil ha parlato di “uno degli atti di violenza più folli nella storia della provincia”.