Wuhan, il diario della scrittrice Fang Fang – di Vittorio Volpi

Quattro milioni di lettori l’hanno seguita ogni notte
La censura arrivava puntualmente al mattino

Wuhan – Foto Wiki commons (China News Service) https://creativecommons.org/licenses/by/3.0/deed.en

Per capire di piu’ come sono andate le cose in Cina con la pandemia, e’ piu’ importante una voce all’interno del paese che cento giornali.

Parliamo non di una persona qualsiasi, ma di una scrittrice di valore: Fang Fang (nome vero Wang Fang) che ha vinto nel 2010 un premio famoso, il Lu Xun. Non passera’ alla storia per i suoi romanzi, ma per il suo diario semiclandestino che ha pubblicato su un twitter mandarino WEIBO.

Ben 4 milioni di lettori l’hanno seguita ogni notte, perche’ al mattino successivo, i suoi scritti erano regolarmente oscurati dalla censura. Ha seguito in tempo reale, dall’inizio alla fine, cio’ che succedeva e soprattutto come la gente piu’ debole veniva trattata.

Fang Fang cita cio’ che scrisse Karl Max: “ Un popolo che considera i sovrani dei benefattori, e’ un popolo che si prostra. La civilta’ non e’ basata sul numero dei grattacieli e delle automobili, non e’ legata alla potenza militare, alla tecnologia e neanche all’arte. L’unico criterio per valutare la civilta’ di una nazione e’ il modo in cui tratta la gente vulnerabile”.
Ed e’ per questo che ha seguito passo per passo il lock-down ed il comportamento delle autorita’, criticando quando diveniva necessario.

Wuhan, immagine Pixabay

In un’intervista del 31 Marzo scorso, la scrittrice ha sostenuto di avere avuto le prime avvisaglie dell’epidemia e del disastro imminente dal fratello che il 31 Dicembre le disse che aveva notizia che le autorita’ avevano informato Organizzazione Mondiale della Sanita’ di una polmonite dovuta a cause misteriose. Solo alla meta’ di Gennaio Fang Fang e gli amici si resero conto che il problema era grave e che solo allora il governo cinese lo riconosceva .

Per questo nell’intervista con Caixi confermo’ di essere stata furiosa per il ritardo di 20 giorni fra lo scoppio del Corona Virus e l’intervento governativo, ritardo che ha fatto danni incommensurabili in Cina e nel mondo.

Per le sue affermazioni ha ricevuto parecchie critiche: l’hanno accusata di essere una sabotatrice, di essere stata sottoposta al lavaggio del cervello da parte occidentale ed ancor peggio.

Ha risposto con coraggio, sostenendo di essere sopravvissuta alla terribile prova della Rivoluzione Culturale: “Anche voi dovrete combattere per uscire puliti dalla spazzatura e dalle tossine che vengono riversate nelle vostre menti di ragazzi.”

Conosciamo tutti la storia di quel medico Li Wengliang, vessato dalle autorita’ per aver allertato che stava rilevando casi incomprensibili di polmonite virale. Il povero medico e’ in seguito deceduto, vittima lui stesso del virus. Fang Fang ha scritto i suoi sentimenti per Li : “ tutta Wuhan piange per lui….quella notte e’ stato portato in cielo sulle onde delle lacrime piante per lui… Li Wengliang e’ stato un raggio di cielo nella notte scura e pesante.”

Ha terminato alla sessantesima puntata il suo diario; la provincia dell’ Hubei era stata liberata dal lock down.

Si e’congedata con un addio, confermando al pubblico, che ancora avrebbe sentito parlare di lei, citando San Paolo: “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede.”

I suoi diari sono un invito a riconciliarci con la vita. Fintanto che esisteranno persone coraggiose e libere come Fang Fang potremo continuare a sperare in un mondo migliore.

Vittorio Volpi