Kim è vivo o morto? 50/50 – di Vittorio Volpi

Non si può ancora dire se il Rispettato Maresciallo sia in vita o meno. Se fosse vero che due indizi fanno una prova, per avere conferme ce ne manca uno. È la mancanza di chiarezza per quello che è successo il 15 aprile scorso.

In occasione di una importante festività nordcoreana – “il Giorno del Sole” – si è costatata la sua assenza a una celebrazione nazionale per commemorare la nascita di Kim Il Sung, il “Grande Leader”, nonno di Kim Jong Un. È stato come il suono di una campana rotta. Per la prima volta il Rispettato Maresciallo (oppure il “bombarolo”, secondo la definizione di Trump) non si è presentato ad un evento irrinunciabile per l’erede della dinastia Kim (monarchia rossa) iniziata 72 anni fa, esattamente nel 1948.

Yo Jong incontra una delegazione USA guidata dal Segretario di Stato Mike Pompeo – Foto Wiki commons (USA, Dipartimenti di Stato)

Il 21 aprile scorso un’agenzia giornalistica di Seoul, specializzata in vicende nordcoreane, ha reso noto che Kim Jong Un aveva subito un intervento cardiaco il 12 aprile e, dimesso dall’ospedale, era stato trasferito in una delle sue ville.

La notizia ha scatenato il finimondo. Analisti, politologi, spie, TV e giornali si sono messi alla frenetica ricerca dello scoop. La ridda di notizie, di certezze e negazioni sta imperversando tuttora. Come scrive il Corsera, per esempio, giovedì sera Trump ha smentito le condizioni critiche di Kim: “penso che la notizia non sia corretta… spero che Kim stia bene”.

Uno dei maggiori specialisti di Cina Francesco Sisci (cattedra universitaria a Pechino, con forti contatti negli alti ranghi cinesi) è di parere decisamente contrario e ha commentato che Kim potrebbe essere addirittura sotto terra: “che io sappia è già morto, l’annuncio potrebbe essere divulgato anche tra mesi”.

Due domande ci vengono spontanee. La prima: perché la Corea del Nord è così importante da richiedere questa preoccupazione?

Le risposte sono due. 1) Il regime di Pyongyang ha, come scrive il Financial Times, infrastrutture militari con un ingente arsenale. Alcuni analisti attribuiscono alla Corea del Nord un potenziale da 15 a 60 bombe nucleari che, con i missili di ultima generazione Hwasong-15 ICBM – tecnologia russa – possono colpire gli Stati Uniti, per non parlare del Giappone, che è sull’uscio di casa. Quindi ciò che accade nella Corea del Nord è molto importante.

La seconda domanda riguarda l’eventuale successione. Sarà pacifica  o c’è il rischio di una lotta di potere? Finora “i Kim”, con metodi duri, campi di concentramento per i dissidenti e pene di morte hanno evitato i conflitti interni, ma qualora ci fossero dissidi sulla successione le conseguenze potrebbero essere gravissime.

La Corea del Nord non è un paese benestante: è probabile che il 40% della popolazione soffra di malnutrizione. Le sanzioni economiche aggravano la situazione e persino il Corona virus potrebbe essere un ulteriore colpo per un incontrollabile deterioramento. Il confine tra Corea del Nord e Cina è lungo 1500 km. Vista la carenza di strutture sanitarie il virus potrebbe causare un vero disastro umanitario.

Foto Wiki commons – Autore: 사요미 – https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/deed.en

Vediamo ora gli scenari di un’eventuale successione nel caso di morte di Kim. Molti analisti ritengono che la sorella Yo Jong potrebbe essere la candidata. Le immagini degli ultimi giorni la ritraggono sul cavallo bianco ai piedi del monte Paektu (i Kim farebbero risalire la loro origine proprio alla dinastia Paektu) e Yo Jong sarebbe la discendente “dinastica”.

I Kim hanno eliminato brutalmente i loro oppositori anche se parte della loro stessa famiglia. Ricordiamo l’assassinio del fratello all’aeroporto di Bangkok o la condanna a morte dello zio Jang Song Thaek eseguita nel 2013.

Da anni è rientrato a Pyongyang il fratellastro di Kim Jong Il, Kim Pyong Il, trattenuto all’estero per precauzione per decenni con funzioni diplomatiche. Potrebbe fungere da reggente per assistere Yo Jong.

Per ora però la morte di Kim Jong Un è al 50%. La prossima notizia resta avvolta dall’interrogativo “È in vita o è morto?”

Vittorio Volpi

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NOTA. Ticinolive il 25 aprile ha dato – appoggiandosi a varie fonti – la notizia della morte di Kim. A tutt’oggi essa non è confermata. L’articolo di Vittorio Volpi, molto più ampio, lascia aperta tale possibilità.