Gilbert & George. The Locarno Exhibition – Sabato 16 maggio riapre Casa Rusca

16 maggio – 18 ottobre 2020 
A cura di Gilbert & George e Rudy Chiappini

Gilbert & George GOD SAVE THE BEARD, 2016 Tecnica mista, 254 x 377 cm © 2020 Gilbert & George – courtesy Galerie Thaddaeus Ropac, London, Paris, Salzburg

Per la felicità di tutti gli amanti dell’arte dopo due mesi di lockdown riaprono i musei, ricominciano le mostre e gli eventi. Abbiamo sofferto e ora è tempo… di recuperare.

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Il Museo Casa Rusca inaugura la nuova stagione espositiva ospitando la coppia più provocatoria dell’arte contemporanea internazionale: Gilbert & George.

Gilbert & George BEARDBABY BEARDBABY, 2016 Tecnica mista, 151 x 127 cm © 2020 Gilbert & George – courtesy Galerie Thaddaeus Ropac, London, Paris, Salzburg

Si tratta di un evento di grande importanza poiché gli artisti – sulla scena artistica da oltre cinquant’anni – hanno eccezionalmente accettato di esporre le loro opere a Locarno, dopo aver tenuto mostre nei più prestigiosi musei del mondo, dal Centre Pompidou di Parigi all’Art Museum di Shangai, dalla Tate Gallery di Londra, al MoMA di New York.
The Locarno Exhibition, progettata in stretta collaborazione con Gilbert & George, si concentrerà su cinque gruppi di opere realizzate tra il 2008 e il 2016 che vertono, come spesso accade nei loro lavori, su tematiche controverse del dibattito odierno. Una selezione di sessanta opere imponenti e dirompenti, scelte con cura appositamente per ogni spazio del Museo, caratterizzate da immagini intense e cromatismi accesi, dominate da una caleidoscopica simmetria speculare, trasformerà ogni sala in un grande affresco dalle violente cromie, dando vita ad un’esperienza affascinante e coinvolgente, che comunicherà al pubblico l’essenza del lavoro del duo artistico inglese.

Gilbert & George © 2020 Gilbert & George

L’arte di Gilbert & George
Gilbert & George sono inseparabili dal loro incontro alla Saint Martin’s School of Art, avvenuto nel 1967. Londra, con il suo melting pot di culture, religioni, correnti politiche, musicali e letterarie, è il crogiolo ideale per l’inizio della loro carriera. Il duo ottiene il plauso della critica per la leggendaria performance del 1970 The Singing Sculpture, in cui si affermano come “sculture viventi”. Uniti nella vita e nella professione, fedeli a loro stessi, indipendenti, da allora si presentano sempre insieme come un’unica entità artistica, eccentrici nello stile e nel modo di porsi (con il classico aplomb britannico che li caratterizza), immancabilmente vestiti con outfit impeccabili, convinti che le loro vite e la loro arte sono indissolubili. Amati dal pubblico, osannati da musei e gallerie, il loro atteggiamento pluralista mescola performance, scultura e grafica pop in un unicum accessibile a tutti (e non potrebbe essere diversamente, dato il leitmotiv che da sempre guida la loro pratica: “Art for All”).

Obiettivo principale del loro lavoro è produrre un’arte democratica e di forte impatto comunicativo, che sfida le convenzioni dell’élite e della società borghese e che analizza in profondità la complessità della condizione umana. Gilbert & George sono perciò interessati a riprendere esperienze di ogni tipo, un proposito che non esclude dalla rappresentazione artistica proprio nulla, neppure le cose più disturbanti o innominate per eccessivo perbenismo. Affrontando argomenti solitamente estranei alle sale museali e che possono colpire alcuni visitatori gli artisti, con il loro vissuto, per primi si sottopongono a tale minuzioso esame, mettendo in scena sé stessi, in un’ottica che vede coincidere l’artista e l’opera d’arte: “Essere sculture viventi è la nostra linfa, il nostro destino, la nostra avventura, il nostro disastro, nostra vita e nostra luce” dichiarano, indicando nel rapporto tra l’arte e la vita l’asse portante della loro poetica.

Gilbert & George JAVA, 2008 Tecnica mista, 226 x 381 cm © 2020 Gilbert & George – courtesy Galerie Thaddaeus Ropac, London, Paris, Salzburg

La mostra si concentra sulle tematiche più controverse e urgenti del dibattito contemporaneo, da sempre, alla base della loro ricerca: sesso, razza, religione, politica, identità all’insegna di pochi comuni denominatori: l’ironia pungente, il rifiuto delle etichette e la voglia di mettere tutto in discussione, senza necessariamente fornire risposte alle domande suscitate.

L’arte di Gilbert & George nasce da un punto di osservazione privilegiato: la loro casa-studio situata nell’East End londinese, un quartiere dove la convivenza tra diverse fasce sociali, etnie, valori e costumi permette loro di essere costantemente in contatto con i molteplici aspetti della vita quotidiana di una grande metropoli. Attraverso un’osservazione meticolosa del tessuto urbano, Gilbert & George s’impadroniscono della ricca varietà di graffiti, scritte e testi affissi abusivamente nelle strade vicino alla loro abitazione. Ne scaturisce un repertorio ricco di immagini allo stesso tempo elettrizzanti e spaventose, teatrali, austere, bizzarre, in cui i due artisti dividono la scena con titoli di giornali, avvertimenti, pubblicità erotiche, scorci urbani, iconografia religiosa, bandiere e slogan.

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