La Pandemia come porta del Socialismo planetario – Il Pensiero del giorno è affidato a Franco Cavalli

In marcia verso un mondo migliore

“O socialismo o barbarie!”

Il Dottore bacchetta l’Avvocato

(dal CdT)  Molti pensatori di sinistra stanno perciò sviluppando degli spunti attorno a cui progettare un mondo migliore. Bisogna buttare definitivamente a mare l’ordoliberismo tedesco (a cui in fondo si riferisce l’avvocato Tettamanti più che a Keynes), secondo cui tutta la società (compresa la politica) deve essere gestita dalle cosiddette regole del mercato, che alla fine impregnano, come aveva già previsto Marx, anche la nostra vita privata.

Una delle lezioni principali che dobbiamo imparare dall’attuale crisi è che chi lavora è molto di più di una semplice risorsa. Il lavoro dovrà quindi essere de-mercificato, ciò che significa proteggere alcuni settori (quelli che si sono ora riconosciuti come essenziali) dalla legge del libero mercato e quindi retribuirli molto meglio. Questo significherebbe anche assicurare che tutti abbiano accesso al lavoro, alla dignità che questo conferisce o a meccanismi equivalenti (per esempio reddito di cittadinanza).

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Il Coronavirus in molti lo stramaledicono ma per alcuni sembra essere… come il cacio sui maccheroni. Per il marxista Cavalli una grande chance. Un nuovo mondo, finalmente il socialismo!

Noi lo vediamo, in primis, come una grave e troppo facile minaccia alla nostra – già striminzita e pericolante – libertà.

Addendum. I settori “essenziali” debbono essere retribuiti “molto meglio”. Si può essere d’accordo.

Una domanda però ci viene alla mente: quali lavori “essenziali” svolgeranno coloro che saranno gratificati con il “reddito di cittadinanza”?