Il picco vertiginoso è al 26 marzo… e oggi è il 25 maggio

La radioTV, i giornali, i portali snocciolano ogni giorno – e più volte al giorno – i numeri del Coronavirus. Noi non lo facciamo ma comprendiamo benissimo la necessità di informare il pubblico, anche se la pratica, alla fine, risulta esasperante.

Non vogliamo usare lo scellerato Virus per cambiare il mondo, ma probabilmente qualcuno questa intenzione ce l’ha. Se i dati migliorano – e i numeri parlano un linguaggio chiaro – dobbiamo muoverci con prudenza in direzione della normalità. “O socialismo o barbarie!”. No, amico. Niente socialismo e niente barbarie. Normalità.

Riprendiamo un interessante post di Martino Rossi, accompagnato da un grafico (media mobile su 3 giorni).

MARTINO ROSSI  Sono dunque trascorse le due settimane di incertezza dopo il drastico allentamento delle misure di chiusura. Tutto bene, lo possiamo dire con sollievo, anche perché (vedi curva rossa all’estremità destra del grafico) era apparsa una lieve risalita dei nuovi contagi, subito rientrata. Siamo ormai (dato medio di venerdì, sabato e domenica) a una sola unità di nuovi contagi, e pure a una sola unità di decessi (curva blu). Se guardate al vertice (159 nuovi contagi il dato medio su tre giorni del 26 marzo), il cammino percorso negli ultimi due mesi è magnifico. La salita della curva nel primo mese dopo il primo contagio accertato (il 25 febbraio) era stata rapidissima. La discesa è stata più lenta. Ma ora, da tre settimane, si “ondeggia” a livelli sempre molto bassi, sotto i 5 nuovi casi (in media mobile di tre giorni). Non roviniamo il risultato raggiunto, continuiamo così, senza paure ma con ragionevolezza!