Trump Vs Twitter: il Tycoon vuole censurare Twitter, perché Twitter gli ha censurato i Tweets

Il social li bolla come “falsi” i tweets, lui minaccia di limitare la censura appostagli da Twitter 

Twitter aveva bollato come “possibilmente fuorvianti” alcuni tweet del Presidente Trump, in merito allo spinoso argomento sui brogli elettorali, dovuti al voto per posta negli Stati Uniti. The Donald ha risposto con un provvedimento drastico e dinamico, di limitare la censura ai Social, ovvero di impedire che i socialnetworks, come Twitter e Facebook, censurino “troppi” (a detta del Tycoon) post pubblicati dagli utenti. In realtà la crociata di Trump è prettamente contro Twitter, poiché il direttore e l’inventore di Facebook, Zuckerberg, si è palesemente posto contro il suo rivale Twitter, sostenendo che i social non siano “arbitri”, ovvero “non debbano decidere se sia vero o meno tutto ciò che la gente scrive online. “In generale – ha concluso – le aziende dei social non dovrebbero essere in grado di farlo”.

La “vendetta” del Tycoon, è arrivata senza farsi attendere: ha proposto (o meglio annunciato) di controllare o di chiudere le piatteforme social. La “colpa” di Twitter era stata quella di inserire irriverenti note sui tweet di Trump, in cui bollavano la notizia come falsa e rinviavano ad altri giornali. Indispettito per le annotazioni, Trump ha così minacciato di chiudere la piattaforma.

Per la prima volta, dunque, Twitter aveva “osato” smentire Trump. La sta pagando cara: il social dell’uccellino in calo a Wall Street, dove perde l’1,51%. Twitter aveva quindi accusato Trump di diffondere fake news, Il Tycoon l’ha quindi, per tutta risposta, accusato di “sopprimere la libertà di parola”.

Nonostante le ragioni del presidente paiano plausibili, un certo malessere per io sprovveduto linguaggio verbale nonché per l’intemperanza nelle misure da parte di The Donald si sta diffondendo anche tra i repubblicani.

La questione bollente dei “post incriminati” si rivolgerebbe in particolare a un caso, accaduto nel 2001: la morte di Lori Klausutis, ex collaboratrice parlamentare di Joe Scarborough, acerrimo nemico di Trump ed ora conduttore di Msnbc, avvenuta in Florida, mentre Scarborough era a Washington. Trump avrebbe quindi accusato Scarborough di essere un “assassino” e, secondo alcuni, sarebbe stato il vedovo di Lori a chiedere al Tycoon di muovere (e rispolverare) la spinosa e rischiosissima accusa. A Twitter non era piaciuto il Tweet, così tutto ha avuto inizio.