Troppe morti nelle case per anziani ticinesi – Commissione parlamentare d’inchiesta! La vuole l’MPS

Il testo è molto lungo, estremamente dettagliato e irto di cifre: tra tutti i granconsiglieri gli MPS sono quelli che lavorano di più e per il loro impegno meritano ammirazione.

Quanto all’istituzione di una CPI non esitiamo a dichiararci contrari (non che la nostra opinione abbia un peso). Lo scopo di un simile “spettacolo parlamentare” è sin troppo evidente, come lo sono i vantaggi (in particolare mediatici). Riconosciamo tuttavia all’estrema sinistra una grande capacità di lavoro e un’aggressiva tenacia che, alla fine, qualche risultato numerico lo ottiene.

* * *

Richiesta di costituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta (LGC articolo 39) / Gestione dell’emergenza COVID-19 nelle case per anziani (CPA) da parte delle autorità cantonali e delle direzioni

immagine pixabay

  1. Premessa

La pandemia COVID-19 ha causato nel nostro cantone un importante numero di decessi. Al momento attuale siamo quasi vicini ai 350 decessi; da quanto indicato del medico cantonale quasi la metà di essi sono persone che risiedevano in CPA. A tali cifre si aggiungono quei decessi avvenuti in CPA che, per mancanza di analisi effettuate, sono attribuite ad altre patologie.

Ricordiamo che in Ticino al momento sono circa 4’600 le persone che risiedono in CPA, ospitati in 68 strutture diverse.

Sulla base delle informazioni fornite dal medico cantonale dottor Merlani i decessi non risultano essere ripartiti proporzionalmente fra le 68 strutture. Essi si concentrano in 29 CPA. Da parte nostra abbiamo analizzato tutti gli annunci funebri pubblicati dai due quotidiani ticinesi dal 10 marzo, data del primo decesso COVID, e riconducibili a persone degenti in CPA.

Ebbene dagli annunci funebri pubblicati dal 10 marzo al 30 aprile (ossia in 51 giorni) emerge che vi sono 14 le CPA nelle quali percentualmente vi è stata una forte concentrazione di decessi: 146 su un totale di 965 ospiti ossia 15,1% di decessi. Chiaramente non è dato di sapere quanti sono COVID e quanti non COVID.

Nello stesso periodo sono apparsi sui due quotidiani altri 79 decessi riconducibili a persone degenti in altre 19 CPA con 1609 ospiti. Abbiamo dunque una percentuale di decessi del 4.9%.

Riassumendo e sulla base degli annunci funebri pubblicati dal 10 marzo al 30 aprile 2020, in 14 CPA vi è stato un tasso di mortalità del 15%; in altre 19 CPA la percentuale è stata unicamente del 4.9%, ossia tre volte inferiore.

* * *

Segue una serie di tabelle con numeri assoluti e percentuali relativi alle CPA del Cantone (tra le quali la famosa di Sementina).

Soprattutto viene posta la domanda fondamentale: gli anziani nella CPA sono stati sfavoriti rispetto agli altri ammalati? E chi ha preso le decisioni operative?

* * *

Il testo si conclude con la richiesta formale.

Alla luce di queste considerazioni il Gruppo MPS-POP-Indipendenti chiede formalmente, sulla base dell’articolo 39 della Legge sul Gran Consiglio e sui rapporti con il Consiglio di Stato, la costituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta che indaghi su come le autorità cantonali e le direzioni delle CPA abbiamo gestito l’emergenza COVID nelle CPA.

Tra i diversi quesiti ai quali la Commissione dovrebbe rispondere vi dovrebbero essere, oltre a quelli che il nostro esposto indirettamente suggerisce (applicazione delle direttive nelle CPA, tempestività delle decisioni e delle direttive del Medico cantonale, nonché qualità e completezza delle stesse), anche i seguenti:

– ad un certo punto della pandemia è stato deciso dalle autorità cantonali che i pazienti in case per anziani risultati positivi non dovessero più essere trasferiti e ricoverati in strutture ospedaliere? Chi ha preso tale decisione e sulla base di quali considerazioni?

– una decisione di questo tipo, qualora fosse stata presa e messa in pratica come noi ipotizziamo e come molti indizi sembrano concludere, configurerebbe una disparità di trattamento tra pazienti anziani che vivono in casa propria e che quindi sono stati direttamente ricoverati in strutture ospedaliere e pazienti degenti in CPA che questa possibilità non l’hanno avuta; con disparità nell’accesso ai mezzi terapeutici con ipotizzabili disparità dal punto di vista delle possibilità di superare la pandemia

Per il Gruppo MPS-POP-Indipendenti

Simona Arigoni, Angelica Lepori, Matteo Pronzini