Parcheggi vitali a Gandria! – Interpellanza al municipio di Lugano

Interpellanza

Parcheggi vitali a Gandria

foto Pixabay

 

 SITUAZIONE PARCHEGGI GANDRIA – aggiornata al 1° giugno 202

 

Il nuovo dispositivo di parcheggio per Gandria

Progettato dal Dicastero Spazi Urbani, prevede lo spostamento a monte della barriera che delimita l’area riservata ai residenti del nucleo, con l’aggiunta di 34 posti auto. Rispettivamente diminuiscono da 80 a 50, i posti utili per residenti primari della zona alta del paese, operatori, ospiti, residenti secondari e turisti.

Dopo una riunione tra Municipio, commissione di quartiere, Polizia e firmatari della moratoria, si decide di Introdurre un periodo di test di 2 mesi, da marzo ad aprile, che con l’emergenza Covid-19 si protrae anche nel mese di maggio. Durante il weekend dell’Ascensione i ristoratori di Gandria denunciano diverse cancellazioni di prenotazione perché i clienti non hanno trovato posteggi liberi, mentre al di sotto della nuova barriera almeno 20 stalli erano sempre completamenti liberi. Su pressione del gruppo moratoria, giovedì 28 maggio il Municipio decide di aprire la nuova barriera fino al 7 giugno, data di ripresa dei battelli, per “aiutare i commerci nel weekend di Pentecoste”, ma non viene presa nessuna precauzione per limitare il traffico nella zona residenti, in quanto la vecchia barriera è stata nel frattempo rimossa. Disagi e tensioni si sono generati nei giorni successivi in quanto alcuni turisti hanno occupato i posti destinati ai residenti primari.

La posizione dei cittadini del quartiere di Gandria

La maggioranza della popolazione, di ristoratori, di commercianti, di associazioni e società attive in loco, era contraria al nuovo dispositivo: infatti in dicembre è stata firmata una petizione che chiedeva di rinunciare, o concedere una moratoria della sperimentazione, in ragione delle prevedibili dannose conseguenze per la vita e l’economia locali.

A fine del periodo di prova il “Gruppo Moratoria” ha ribadito il ritiro della nuova regolamentazione, visti i disagi generati, e la richiesta di tornare alla limitazione precedente la sperimentazione grazie al ripristino della vecchia barriera e della vecchia segnaletica.

Parcheggio fuori barriera

Con la configurazione in prova, rimangono 50 posti auto nel posteggio sulla Cantonale di cui la metà sono occupati da conviventi, artigiani, residenti di Gandria alta, collaboratori/trici familiari e professionali. Negli altri 25 dovrebbero parcheggiare i clienti della ristorazione e del turismo, una trentina di famiglie proprietarie di residenze secondarie, i villeggianti in pensione o in affitto, gli escursionisti, ecc… Non sorprende che una situazione già prima disagevole, diventi esplosiva.

Popolazione e mondo associativo auspicano, sollecitano o promuovono alternative ecosostenibili: carpooling, boat pooling, car sharing, biciclette elettriche, navette bus e battello. Ciononostante sono minimi i margini di permeabilità per coloro che arrivano in auto. A media scadenza, si può forse contenerla, ma difficilmente ridurla.

Situazione pericolosa e ambientale del traffico

La nuova barriera ha anche creato innumerevoli disagi per chi decide di recarsi a Gandria, in primo luogo il divieto per chi transita dalla dogana direzione Gandria. Il divieto di svolta a sinistra implica il dover percorrere 5 km (Castagnola e ritorno) per accedere al posteggio sulla Cantonale, così anche per quei commercianti che finito di scaricare la merce devono portare il loro mezzo fuori dalla barriera. Per il momento chi esce dal posteggio sulla Cantonale è costretto a percorrere 2 km (fino a zona dogana) per ritornare in direzione Lugano. Inoltre la strada è già saturata dal transito transfrontaliero. Queste situazioni producono maggior inquinamento e situazioni a rischio incidente, molto pericolose, per chi prova a trovare soluzioni diverse da quelle che impone il codice stradale.

Bilancio della prova

Fin dall’inizio dell’esperimento, nella prima metà di marzo, malgrado la bassa stagione turistica e la pandemia incalzante, si sono rilevati picchi di saturazione del parcheggio fuori barriera, i disagi riprendono dal 1° maggio con il de-confinamento e si acutizzano nel week end dell’Ascensione.

Gli allarmi di tutto esaurito ritmano le giornate dalle 10 alle 20 con effetto massiccio di annullamenti di pasti e visite turistiche, oltre a lunghe attese per chi non può fare a meno di parcheggiare. Ma nel contempo Il nuovo parcheggio residenti continua a presentare vaste zone vuote.

Ruolo di tampone del parcheggio mediano

Il parcheggio mediano di 30 posti, prima aperto a tutti, aveva un vitale ruolo da tampone, accoglieva di notte i residenti del nucleo e di giorno tutti gli altri. Durante la prova è restato in gran parte vuoto, offrendo uno spettacolo sgradevole per chi deve fare dietro front e esasperante per la trentina di persone che si giocano il posto di lavoro. Nella configurazione preesistente, i disagi contenuti erano equamente ripartiti. Il dispositivo in prova introduce una forzatura normativa e uno sbilanciamento a favore dei residenti primari del nucleo.

Visioni per Gandria

Attorno a Gandria e ai 30 parcheggi restanti si giocano diverse visioni per il villaggio. Alcuni residenti e associazioni si stanno impegnando per creare attività di interesse culturale e associativo, la stessa città di Lugano intende investire 3,3 milioni di Frs. per il progetto SPIN, di cui anche la ex casa comunale di Gandria farà parte con un Museo alla memoria storica, ma con la nuova barriera le proposte resteranno fine a se stesse.

L’ente turistico Lugano Region e Ticino turismo offrono Gandria a largo campo nelle loro proposte. La misura in prova, nell’ostacolare l’accesso, dà una preoccupante contro-visione. Con l’apporto dei social media, che offrono un veloce “passaparola”, ne risulterà un chiaro invito a stralciare il villaggio come meta di interesse e prediligere rive più accoglienti. I danni potrebbero essere difficilmente reversibili. La popolazione di Gandria auspica visioni chiare e strategiche, nell’interesse di tutti gli attori coinvolti.

Per le facoltà concesse chiediamo quindi al Lodevole Municipio:

  • Su quali analisi si fonda il dispositivo sperimentale dei parcheggi di Gandria?
  • Ha potuto disporre del verbale delle assemblee di quartiere che hanno trattato il tema?
  • Quali statistiche ha sugli arrivi nel parcheggio aperto a tutti?
  • Quale sarà la durata effettiva della prova e perché si è prolungata oltre i 2 mesi?
  • Quale bilancio fa della prova del nuovo dispositivo di parcheggio e del traffico nel periodo di prova?
  • In particolare, sa indicare quali sono stati gli effetti sull’economia di Gandria?
  • Perché è stata fatta una fase di apertura senza limitazioni, dopo la sperimentazione?
  • Come valuta Lugano il quartiere di Gandria? Zona discosta e residenziale o località connessa, vitale e turistica?
  • Se la città di Lugano, il suo Ente turistico e Ticino Turismo reputano Gandria, un villaggio dalle connotazioni turistiche, perché si limita la possibilità di visita a molti turisti?
  • Quale Strategia sta intraprendendo per Gandria?
  • Perché togliere ogni protezione al nucleo nel periodo di apertura della nuova barriera, quando una decisione definitiva non era stata ancora presa?
  • Quale peso ha, per il Municipio, l’espressione diretta della cittadinanza, che vive questi luoghi quotidianamente?
  • Quale verifica compie il Municipio in riferimento all’adesione delle CQ al compito statutario di farsi interpreti dell’espressione sociale?
  • Perché le assemblee di quartiere non sono verbalizzate?

 

Raoul Ghisletta (PS)

Sara Beretta Piccoli (MTL)

Giovani Albertini (MTL)

Morena Ferrari Gamba (PLR)

Maruska Ortelli (Lega)

Danilo Baratti (Verdi)

Nicola Schönenberger (Verdi)

Petra Schnellman (PLR)

* * *

FOTO DELLA PRIMA QUINDICINA DI MARZO – LA STESSA SITUAZIONE SI RIPRODUCE A PARTIRE DAL 1° Maggio 2020

 

parcheggio alto per tutti – pieno/ parcheggio mediano per residenti nucleo – vuoto