C’è il rischio che i rivoltosi “antirazzisti” distruggano un monumento del Seicento, a Livorno

Oggi a Livorno si terrà una manifestazione dell’ormai nato (e noto) movimento BLM ovvero Black Lives Matter, aggregazione mondiale di protestanti per le aggressioni presumibilmente razziste da parte delle autorità nei confronti di persone di colore. Una manifestazione nata da un proposito anche legittimo, che è però sfociata, in America e in Inghilterra, in aberranti atti di vandalismo nei confronti di statue di personaggi storici: sotto la furia dei rivoltosi antirazzisti è capitolata la regina Vittoria, è stato decapitato Cristoforo Colombo, vandalizzato Winston Churchill e molte altre vittime illustri. A Londra, il sindaco Saddiq Khan ha addirittura acconsentito a rimuovere le statue di alcuni benefattori dell’Inghilterra (fondatori di scuole ed ospedali) per il loro passato da colonialisti.   

Il monumento dei 4 mori a Livorno (foto wikipedia) la statua in marmo è di Giovanni Bandini; i quattro mori in bronzo del Tacca

Nei giorni della distruzione delle statue, in cui l’Occidente sembra volere epurare la propria storia “bianca e di potere” in quanto tale, acconsentendo ai vandalismi perpetratigli, anche l’Italia ha da temere: Livorno, in cui oggi si terrà la manifestazione dei BLM, ha una statua.

Un capolavoro di monumento bronzeo, realizzato dall’erede spirituale del Bernini, Pietro Tacca (Carrara, 1577- Firenze, 1640), che raffigura il granduca di Toscana, Ferdinando I de’ Medici, trionfante su quattro pirati barbareschi (persecutori e saccheggiatori, nella realtà della storia, delle coste italiche nonché spina nel fianco per i commerci), rappresentati da quattro Mori in catene.

Data l’orribile sorte toccata ai personaggi fondatori della Storia moderna e contemporanea, ridotti a un cumulo di macerie o necessitanti, come nel caso di Churchill, di una barriera protettiva per arginare i vandalismi dell’antirazzismo, si pondera, dunque, se mandare alcune forze dell’ordine per proteggere il capolavoro bronzeo del Tacca.