Diventeremo alberi? – di Carlo Curti

immagine Pixabay

Lo stato di Washington ha legalizzato il compostaggio dei cadaveri. È il primo stato degli U.S.A. in cui si potrà scegliere di trasformare i propri resti in terriccio da consegnare ai propri cari per essere usato per piantare fiori o alberi. Il processo è considerato dai suoi sostenitori come un’alternativa alla sepoltura e alle cremazioni più rispettoso dell’ambiente, oltre che vantaggioso per le città dove ormai lo spazio per i cimiteri è molto ridotto.

Il metodo proposto da “Recompose”(nome del progetto) funziona così: Il corpo della persona morta viene messo in un contenitore di acciaio esagonale riempito con erba medica, schegge di legno, paglia, altri materiali organici e batteri; il contenitore viene poi sigillato e riscaldato a 55°C, nel giro di 30 giorni il cadavere si decompone naturalmente, trasformandosi in un terriccio ottimo per concimare. È lo stesso metodo già usato da molti allevatori per gestire i resti del bestiame.

Confessiamolo: Diventare un albero di limone è una bella aspirazione. Una volta, a scuola, si veniva interrogati sul proprio futuro: Voglio diventare astronauta, medico, calciatore; Ora ci stiamo avvicinando all’inorganico, a grandi passi, nel silenzio totale degli ex centri spirituali della ex umanità.

Alcuni interrogativi: Il concime è l’antipasto del mangime ?

A tempo debito, dieci, venti, trent’anni, dai limoni passeremo alle cotolette energetiche?

Il progetto andrà avanti spedito visto che la materia prima non manca?

Ci sarà modo di tornare indietro?

No, una volta rotte le uova si prosegue nella frittata. Per riavere le uova bisogna allevare un pulcino, con molta pazienza, sempre che ne esistano ancora.

La prospettiva di sedersi all’ombra di un ex consigliere di stato, però non è male.

Carlo Curti, Lugano