Presiedere il PLR non è facile

Bixio Caprara avrà un successore il 3 ottobre di quest’anno. È la notizia del giorno. Ripensiamo ai presidenti che abbiamo conosciuto.

1978  BARCHI  1988  PELLI  2000  MERLINI  2010  GIANORA  2012  CATTANEO  2017  CAPRARA  2020

Le prime tre coprono 32 anni, le ultime tre 10. È un’osservazione che va fatta.

Fabio Pontiggia (Pensiero del giorno) tributa un vibrante omaggio al “sovrano” e “poderoso” Peo Barchi, che anche noi collochiamo una spanna sopra gli altri.

“Dopo la presidenza sovranamente e intelligentemente poderosa di Pier Felice Barchi (altra epoca) e dopo il primo terremoto elettorale (5 aprile 1987), il PLR ha avuto presidenti costretti tutti a fare i conti con i conti elettorali che non tornavano più: Fulvio Pelli, Giovanni Merlini, Walter Gianora, Rocco Cattaneo. Per dire che le difficoltà non sono di oggi e non sono un’esclusiva di Bixio Caprara”.

La crisi del PLR può essere vista – osiamo dire, a rischio di farci smentire – anche come crisi della dirigenza. Si ha un bel dire (sono frasi che piacciono) “bisogna costruire dal basso”, “facciamo un sondaggio”, “facciamo un gruppo di lavoro”, “facciamo un evento”, eccetera. Un capo autorevole e carismatico può fare la differenza.

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Nello stesso editoriale odierno il direttore del Corriere ci ha non poco sorpresi con la seguente valutazione (comitato del 1° agosto a Melide)

“Di sua diretta responsabilità presidenziale, ha dovuto confrontarsi con lo smacco storico della sconfitta al Consiglio degli Stati nelle ultime dolorose elezioni federali. Sappiamo che Caprara non era convinto della strategia fondata sul tandem PLR-PPD, sospettiamo anzi che l’abbia in qualche modo subita”.

Ci domandiamo come un partito possa prendere in tutta fretta una decisione così critica… se il presidente non ne è convinto. Certo Pontiggia dispone di informazioni più approfondite.

Noi c’eravamo andati. Era una torrida giornata d’estate. A un certo punto esce dal capannone, con gli altri, un mio buon conoscente – persona colta, intelligente e ascoltata. “Là dentro – mi fa, trepidante – il Sì è al 75 % “.

Si teneva un po’ alto ma nella sostanza aveva ragione. “Buona fortuna” gli sussurrammo, amichevoli.