I democristiani confederati si chiameranno “die Mitte”? – I dubbi di Sergio Morisoli

PENSIERO DEL GIORNO  Boh? Mi chiedo, se tolgono la “C” con tutto ciò che si vede e non si vede, in cosa si differenzierà? In tedesco diventerebbe facilmente Die marMitte, e in italiano diventerebbe il “centro”. Ma in Ticino sarebbe il “centro” di cosa? Ma è il nome che devono cambiare o il modo di far politica? È vero, dopo i moretti anche l’aggettivo cristiano può essere ingombrante per chi vuole il quieto vivere (declino). Spero per loro in un colpo di lucidità.

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Secondo me i Democristiani – che non stanno più nella pelle dalla voglia di diventare ex – inseguono un’illusione.

I loro timori sono facilmente individuabili. Nel Nuovo Mondo, dove impera il Pensiero Unico Politicamente Corretto, temono di trovarsi irrimediabilmente “out”. E allora cambiano. Si pensi, per fare esempi recenti, alle loro posizioni (e voti) su famiglia e gender, o sull’esercito. 

Abbandonare la “C” (zucchina e romanda) per aumentare il volume dei voti? Presidente Pfister, lei mi sembra troppo ottimista. Provi a domandarsi: che cosa resterà?

Resterà una modesta lobby politica che – abbandonate le sue tradizioni e larga parte dei suoi princìpi – cercherà di far credere di essere “al centro”. Al centro di che? A metà strada tra Socialismo e Populismo? A mio avviso l’esito più probabile è una perdita di consensi.

Il partito aveva un riferimento antico – superato, insinueranno i maligni – ma storicamente grande e ben riconoscibile. Senza di esso, senza quella ingombrante C, l’elettore non rischia di guardare da un’altra parte?