Karin Valenzano Rossi sul destino di Lugano Airport – Intervista di Francesco De Maria

Questa importante intervista ha avuto una realizzazione alquanto laboriosa (ma c’è). In essa la capo gruppo PLR in Consiglio comunale avv. Karin Valenzano Rossi si esprime in modo approfondito e senza troppi giri di parole sulle vicissitudini di Lugano Airport.

L’intervista non contiene sorprese o colpi di scena particolari. Ripercorre in modo puntuale gli avvenimenti degli ultimi anni e, in buona sostanza, ribadisce la linea del partito. Saremo lieti (detto sul serio) di dar spazio anche ad opinioni contrastanti.

Un’intervista di Francesco De Maria.

NOTA. Abbiamo pensato – ma eravamo ancora in giugno – di realizzarla dopo aver pubblicato in esclusiva un articolo di Martino Rossi (19 giugno). Lo potete leggere QUI.

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L’intervista è suddivisa in tre parti: passato, presente e futuro.

 

PASSATO

Francesco De Maria  Lugano Airport è stato stroncato dal coronavirus?

Karin Valenzano Rossi  Il coronavirus non c‘entra nulla. Certo, ha senz‘altro contribuito a peggiorare la situazione, come d‘altronde in ogni settore economico a livello mondiale, ma certamente la situazione drammatica di LASA ha origini pregresse, che nulla hanno a che vedere con la pandemia. Però il Coronavirus è arrivato come il “cacio sui maccheroni” a fornire una scusa molto comoda a chi non sapeva più che pesci pigliare o a che santo votarsi. Scusa usata e abusata per giustificare l‘ingiustificabile, addirittura con l’aggiramento delle procedure e evitando di coinvolgere il legislativo.

Negli ultimi tre anni di grave crisi può descrivermi la linea del PLR Luganese?

Il PLR Luganese ha chiesto al Municipio e a LASA di avere una strategia concreta, che potesse giustificare e legittimare l’immissione di ulteriori fondi pubblici nella struttura aeroportuale. Ha semplicemente chiesto di conoscere prima di poter deliberare per investire milioni dei cittadini senza essere disposto a rilasciare cambiali in bianco.

In quest’ottica, dopo le dimissioni di alcuni membri del CDA di LASA, che erano un chiaro segnale di allarme della situazione di impasse in cui già versava LASA, il PLR ha nominato una persona con grande esperienza nel campo dell’aviazione e di aeroporti, in particolare l’ex direttore dell’aeroporto di Ginevra, che potesse supportare la definizione di una strategia.

Almeno dal 2017 quando il Municipio aveva licenziato il messaggio da ca CHF 20 mio per i famosi Hangar, per la sistemazione del posteggio esterno e per l’acquisto dei terreni nel comparto aereoportuale, il PLR Luganese ha chiesto a gran voce al Municipio e a LASA di voler prevedere una strategia concreta, poiché in quel messaggio era già evidente che quanto dichiarato non fosse coerente e allineato con quanto invece stava accadendo nel mondo reale dell’aviazione e più in particolare ad Agno, dove le difficoltà di Darwin/Adria Airlines venivano affiancate dalle avvisaglie e dalle manovre di dismissione della linea da parte di Swiss, sotto gli occhi di tutti ma evidentemente non di LASA e del Municipio.

Lo stesso PLR aveva chiesto, e ottenuto, la “divisione” del messaggio al fine di poter deliberare il credito necessario per la costruzione dei soli Hangar, per rispondere alle crescenti richieste dell’aviazione generale, rimettendo la trattazione del tema controverso dell’acquisto dei terreni, una volta nota e approvata la strategia per il futuro dello scalo. Proprio durante la trattazione di quel messaggio, ci si era però accorti che LASA versava già in una situazione prossima al sovraindebitamento e alla perdita di capitale (famigerato art. 725 CO che impone di portare i libri in Tribunale) e che era tenuta quindi in vita solo grazie ai tecnicismi delle postergazioni e del finanziamento di liquidità da parte della Città (tra l’altro, senza il preventivo coinvolgimento del legislativo, sic!). Io stessa, con una email in tardissima serata, poco prima della mezzanotte del 18 aprile 2018, suggerivo alla Commissione della Gestione di chiedere al Municipio, invece dell’ambizioso messaggio di CHF 20 mio per hangar e terreni senza strategia ulteriore, di licenziare un messaggio municipale da trattare in Consiglio comunale con la clausola dell’urgenza per ricapitalizzare LASA in modo sufficiente, così da permetterle di poter elaborare una strategia adeguata alla situazione in tutta serenità, senza la spada di Damocle del fallimento. In quel momento vi sarebbe stato ancora sufficiente consenso politico ad una simile ricapitalizzazione.

Avevamo anche chiesto il coinvolgimento dei privati, per ipotizzare una transizione che valorizzasse l’aviazione generale.

Purtroppo, rimasi inascoltata. La lotta politica era ormai innescata: guai a sollevare richieste, perplessità, domande o suggerimenti improntati al buon senso. LASA e il Municipio, capitanati dal Sindaco nel contempo Presidente del Consiglio di amministrazione di LASA, con un fronte compatto e violentissimo del movimento leghista, che non ha lesinato colpi bassi e attacchi personali (proseguiti senza fondamento anche per l’ultimo messaggio sul credito per la ricapitalizzazione) hanno spinto – contro ogni logica – affinché si deliberasse almeno sugli hangar (unico spazio di accordo politico) e che non si affrontasse il tema della precaria situazione finanziaria di LASA. La storia ha dimostrato che è stata una mossa inutile, immediatamente neutralizzata dai ricorsi dei privati, che già erano pendenti e il cui esito era verosimile.

I colpi di scena non sono poi mancati, poiché l’unica strategia visibile è stata quella dei proclami roboanti, immediatamente sconfessati dai fatti impietosi. Chi non ricorda l’imbarazzante siparietto della ripresa della linea da parte di Skywork?

Purtroppo la storia si è ripetuta, e aggravata, subito dopo che il Municipio – a fine maggio 2019 – ha licenziato il Messaggio per la ricapitalizzazione con la partecipazione del Cantone, grande assente fino ad all’ora. Nell’agosto 2019 l’annuncio di Swiss di voler abbandonare Agno, le richieste del PLR di aggiornare la strategia, di predisporre un piano B per i dipendenti vista la necessità di ridimensionamento e di coinvolgere immediatamente i privati per l’aviazione generale. A queste richieste si è contrapposta l’ostinazione del Municipio e l’affondo leghista a chi osava chiedere una strategia e una gestione oculata delle risorse pubbliche oltre all’idiosincrasia della sinistra al concetto di ricapitalizzazione.

Il PLR Luganese ha continuato a sostenere l’aeroporto, chiedendo però una strategia realistica e l’immediato coinvolgimento dei privati. Il messaggio è stato modificato in questo senso, ma solo di facciata, per farci ingoiare la pillola amara. La strategia e il coinvolgimento dei privati non sono mai arrivati e i soldi pubblici …. buttati al vento! Anzi, bruciati in pochi mesi

Con il senno di poi, essa si è rivelata corretta? È stata vincente? Se il partito ha sbagliato, dove ha sbagliato?

La linea del PLR Luganese è sempre stata coerente, abbiamo sempre sostenuto lo scalo, chiedendo però che venisse elaborata una strategia adeguata e poi che venisse rispettata oltre al coinvolgimento dei privati. Sono ancora convinta che quanto richiesto fosse corretto e l’unica strada per poter dare un futuro all’aeroporto. È di fatto quello che oggi il Municipio sta cercando di fare, purtroppo con un ritardo di almeno due anni, ma forse molti di più rispetto a quando si sarebbe dovuto diligentemente fare.

Se c’è stato un errore da parte del PLR, è stato quello di aver comunque dato fiducia al Municipio e a LASA, soprattutto nell’ultima combattuta votazione in consiglio comunale del novembre 2019, quando si è approvato il messaggio municipale modificato ed era stato assicurato l’immediato coinvolgimento dei privati e misure per il contenimento della spesa e invece erano solo manovre per imbonire.

Noi ci riferiamo in genere al Municipio come a un’unità collegiale. Ma qual è stata in particolare la linea seguita nel corso della vicenda dai due municipali PLR Bertini e Badaracco?

Il Municipio è senz’altro un organo collegiale, che però decide spesso a maggioranza. Come noto io non siedo in Municipio e non sono quindi in grado di riferire in merito a quanto accaduto nell’esecutivo. Per quanto mi consta, i Municipali PLR erano allineati alla linea del PLR Luganese. L’on. Bertini si è anche più volte espresso in merito sugli organi di stampa.

È pacifico tuttavia che per imprimere la direzione è necessario avere la maggioranza, e questo sia nell’esecutivo sia nel legislativo. L’attuale composizione non permette di imprimere la direzione.

Si potrebbe forse dire: sono stati commessi tantissimi errori ma, tutto sommato, il crollo finale era inevitabile. Dunque … nessuno ha colpa. Giusto così?

Non sono d’accordo! Se si fosse capitalizzato il consenso politico e quello della cittadinanza quando ancora non era compromesso, individuando delle strategie realistiche che tenessero in considerazione quanto stava accadendo, anticipando la soluzione che si vuole percorrere oggi almeno di 2/3 ma forse addirittura 5 anni, avremmo già oggi uno scalo operativo, con il coinvolgimento dei privati e simile ad Altenrhein o Samaden. Invece l’ostinazione e la linea dei proclami hanno prevalso sulla ragionevolezza.

Dallo “studio dell’Università di San Gallo” pochi si erano lasciati convincere. Che cosa conteneva di buono? In quali punti era illusorio?

Lo studio del Centro di competenze aviatorie di San Gallo ha risposto alle domande che sono state poste da LASA sulla base di premesse falsate e non corrispondenti alla realtà di Agno. D’altronde, sono stati utilizzati dati validi a livello svizzero, quando lo scalo di Agno aveva una tendenza diametralmente contraria a quella a livello nazionale e con un orizzonte temporale di quasi 30 anni. Lo studio è stato poi completato, in modo più verosimile, per l’aviazione generale, ma comunque inadeguato alla situazione reale dello scalo.

Il tentativo di coinvolgere il Cantone al 40% poteva essere una valida idea? Se no, perché?

Francamente penso sia stata una mossa incauta, poiché ha esteso il conflitto politico a tutto il Cantone, per una partecipazione minoritaria e per importi tutto sommato modesti rispetto agli investimenti del Cantone per le infrastrutture pubbliche, che Lugano avrebbe potuto affrontare sola. Era purtroppo chiaro da tempo il disinteresse del Cantone per lo scalo luganese. Il coinvolgimento cantonale, che dal profilo ideale condivido, ha dato fuoco alle polveri per i referendum.

Il 28 maggio sarebbe stato il giorno delle due votazioni (referendum). Chi avrebbe vinto?

Impossibile da indovinare. La sensazione è che i referendum avessero la meglio, determinando così la morte immediata di LASA senza che la Città avesse predisposto un piano B per evitare il grounding dello scalo. Ecco perché il Coronavirus non c’entra nulla! Senza Covid si sarebbe votato a maggio e l’ipotesi di soccombere era reale. Il Municipio non aveva predisposto alcun piano B per la sopravvivenza dello scalo, malgrado la concessione sia della Città e non di LASA. Se ne sarebbe lavato le mani con l’alibi del “popolo sovrano”. Il sospetto che si sia spinto per arrivare lì non sapendo che pesci pigliare è purtroppo attendibile.

 

PRESENTE

La “liquidazione ordinata” di LASA è avvenuta? Il Municipio gestisce l’aeroporto? Il CC è stato regolarmente coinvolto?

La liquidazione di LASA è in corso. Quanto “ordinata” sia, lo diranno forse i posteri. La decisione è avvenuta d’imperio ad opera del Municipio, millantando un’urgenza dettata dal Covid, quando sappiamo che si sarebbe comunque arrivati lì al momento della votazione prevista per maggio. Ma tant’è! Il legisalativo non è stato coinvolto. Il dibattito politico bandito. C’è stata la solita conferenza stampa di annuncio e la sera prima della prevista messa in liquidazione, con l’appuntamento già fissato per l’indomani mattina dal notaio per la liquidazione, un’informativa alla sola Commissione della gestione.

Insomma, il legislativo è chiamato ora a prendere atto ed eventualmente ratificare quanto operato, senza comunque alcuna possibilità reale di sindacare quanto fatto. Insomma: messa via senza il prete.

Le trattative con i privati a che punto sono? Chi le conduce? Quali segnali sono giunti?

Spero siano a buon punto. Non sappiamo nulla. Le conduce il Municipio direttamente, coadiuvato da esterni. Speriamo meglio di come è stato gestito il dossier aeroporto e LASA negli ultimi 4 anni.

Quali aiuti supplementari bisognerebbe offrire ai dipendenti di LASA che hanno perso il lavoro?

Purtroppo i dipendenti sono stati strumentalizzati in tutta questa fase, proprio per fare pressione sul consiglio comunale che doveva votare i crediti, illudendoli che ciò sarebbe bastato a garantire loro il lavoro. Abbiamo visto come è andata. Sono personalmente rattristata di questa strumentalizzazione, che ha fatto strame della dignità dei lavoratori stessi, a cui sono da sempre molto vicina e solidale.

 

FUTURO

Nella situazione attuale che cosa si può ancora salvare di Lugano Airport? E qual è la via da percorrere?

L’infrastuttura aeroportuale e la relativa concessione vanno salvaguardate e la relativa gestione passata ai privati, che potranno garantire il mantenimento delle attività di aviazione generale, mantenendo nel contempo la struttura per le possibili forme innovative di collegamento con altre destinazioni. Una Città come Lugano non deve perdere infrastrutture che possano garantire anche in futuro una complementarità dei vettori di trasporto.

Se tutto andasse storto il Municipio potrebbe/dovrebbe continuare da solo (ovviamente senza voli di linea)?

Confido che si riesca a trovare una soluzione adeguata per il coinvolgimento dei privati, in caso contrario sarebbe davvero un fallimento su tutta la linea per la Città. Un fallimento nella gestione di una propria partecipata (LASA), tanto da determinare la dismissione di un infrastruttura di collegamento. Il tutto con l’immissione a perdere di svariati milioni dei contribuenti.

Dovrebbe coprire un deficit per quale ammontare annuo?

Non conosco le cifre aggiornate di una simile ipotesi.

Ai suoi occhi una simile soluzione sarebbe accettabile?

È prematuro dare una risposta a questo quesito. Innanzitutto bisognerebbe ancora interrogarsi per sapere se il mantenimento della struttura senza il coinvolgimento dei privati e con la sola aviazione generale assolverebbe ancora un compito pubblico, rispondendo ad un’interesse della collettività. Senza voli di linea o collegamenti alternativi e innovativi, in particolare con la Romandia, è difficile ipotizzare un’interesse generale, che giustifichi annualmente l’immissione di fondi dei contribuenti. Mi riservo di approfondire il tema, qualora malauguratamente si dovesse presentare questo scenario.

Un esito “radicale”, dismissione pura e semplice, è pensabile?

Preferisco non pensarci ma conservare speranza per il buon esito delle trattative con i privati.

La questione aeroporto quanto, in che modo e favore di chi potrebbe influire sull’esito delle Comunali 2021?

Difficile fare previsioni. La comunicazione è purtroppo viziata da chi fa la voce più grossa e veicola messaggi ad effetto. Il dibattito politico serio e costruttivo è bandito. La logica vorrebbe che chi ha ostinatamente spinto LASA verso il baratro, strumentalizzando lavoratori e emozioni, ne abbia nocumento; l’esito alle urne però spesso non segue la logica.

Termino con un’ultima inevitabile, moraleggiante domanda: che insegnamenti trarre da questo disastro?

 Cominciare a fare politica vera e non quella dei proclami, ossia occupandosi degli interessi della Città al posto di coccolare il proprio consenso personale. Questo presuppone però la capacità, il coraggio e la volontà di prendere decisioni talvolta anche impopolari e sostenerle nell’interesse della collettività.

Esclusiva di Ticinolive