Oggi il ritorno degli studenti tra i banchi di scuola

Oggi più di cinquantamila studenti ticinesi sono tornati sui banchi di scuola, in presenza, come deciso qualche settimana fa. La mascherina è consigliata dalle medie in su, sconsigliata alle elementari, per tutti però valgono le regole di distanziamento sociale. Visibile l’emozione nei ragazzi di poter finalmente tornare alla normalità, alla quotidianità scolastica tra amici e insegnanti.

Entusiasta per l’inizio dell’anno scolastico anche il direttore del DECS Manuele Bertoli, che sulla sua pagina Facebook scrive: “Oggi si ritorna finalmente a scuola a classi intere: la scuola più bella ed efficace, una scuola fatta di relazioni e di confronto faccia a faccia.L’ultima volta era venerdì 13 marzo, oltre 5 mesi fa. Le esperienze fatte nel frattempo, con il ritorno a una scuola parzialmente in presenza nelle scuole obbligatorie alla fine dello scorso anno, sono state preziose e ci hanno permesso di pianificare in modo più consapevole con le misure necessarie il ritorno a scuola per l’anno scolastico 2020/2021”.

Meno soddisfatto invece il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) che aveva già sottolineato qualche  settimana fa che ci sono delle evidenti lacune nel piano di ritorno a scuola del DECS. Un piano che, secondo SISA, non tiene conto delle richieste del movimento studentesco. Si contesta in particolare una mancanza di misure necessarie a sostenere gli studenti dopo l’impegnativo periodo del lockdown. Tra queste la mascherina, obbligatoria qualora non si possano rispettare le distanze di sicurezza. Gli studenti del secondario superiore ne riceveranno 10 unità che dovrebbero bastare più o meno per due settimane. Secondo il SISA, dato che le distanze di sicurezza non possono essere rispettate quasi mai, è indispensabile che lo stato offra le mascherine gratuitamente. Altre rivendicazioni riguardano le ripetizioni che spesso vengono affidate ad associazioni e soggetti esterni: “Le ripetizioni devono essere assicurate dalla scuola pubblica e dai suoi docenti, il cui organico – se insufficiente – può e deve essere potenziato a tale scopo”.