L’agenda di Bertoli è nelle mani degli allievi – Una breve opinione

La prima domanda che mi viene alla mente è questa: sarà stato un grossolano errore di valutazione o una deliberata provocazione? Io non ho dubbi e dico due. Soprattutto perché Bertoli è un uomo esperto e astuto, non uno sventato, benché la gestione del suo dipartimento in nove lunghi anni sia stata infelice e avara di successi.

Era giusto raccogliere la provocazione? Naturalmente sì, e bene ha fatto l’UDC a reagire (anche perché non può aspettarsi che lo facciano… altri).

La sinistra, fortemente radicata nella scuola, ha sempre cercato – per decenni, sin dai remoti anni Settanta – di influenzare politicamente i ragazzi. Questo non viene nemmeno percepito come un abuso da chi lo compie, perché (in fondo) si tratta di insegnare loro la Verità. Attenzione però! Il marchingegno – obiettivamente scorretto – non funziona sempre.

A prima vista l’Agenda ha un’impostazione “thunberghiana” (detto per inciso il maledetto Virus ha gravemente offuscato il trionfo di Greta e l’ha quasi messa nell’angolo) e sembra esortare i ragazzi a manifestare per le strade, marinando la scuola. Meglio un’ora di sit-in per salvare il pianeta o un’ora di pallosissima lezione? Detto tra noi, in confidenza: saranno sei mesi che i ragazzi non vanno a scuola.

(francesco de maria, risposta a una domanda del Mattino)

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Il primo commento che viene alle labbra è: “come spararsi in un piede”. Ma è un commento superficiale, perché saranno stati attentamente valutati e previsti i possibili effetti della provocazione. Se gli allievi manifestano in strada (per salvare il pianeta) invece di andare a lezione, ecco che potrebbe essere l’inizio di una nuova era scolastica, rivoluzionaria. A tutto vantaggio della sinistra.

NOTA. Nell’agenda si menziona chiaramente il DSS (collaborazione e finanziamento). Ci domandiamo se il consigliere di Stato De Rosa sia davvero favorevole a questa iniziativa, che assume l’aspetto oggettivo di un abuso (non siamo in grado di rispondere al nostro auto-interrogativo).