L’agenda ufficiale rossoverde che i reazionari definiscono “faziosa” – Pensiero del giorno

È assegnato al professor Aurelio Sargenti

“Che l’agenda scolastica ufficiale 2020/21 – uno strumento che serve ai giovani per annotare l’orario scolastico, le date delle verifiche, le comunicazioni dei docenti e altro – metta al centro dell’attenzione degli allievi di scuola media e di prima liceo «la salvaguardia del territorio e dell’ordine, il rispetto reciproco, la civiltà» mi pare addirittura un’ovvietà.

Lo fa dando visibilità agli slogan che gli stessi studenti hanno gridato lungo le nostre strade di venerdì, giorno in cui hanno ottenuto il permesso dai loro governi di fare civica fuori dalle aule scolastiche e di incontrare i sindaci delle città per chiedere loro di adoperarsi con maggiore energia per la salvaguardia del mondo.

A proposito: perché l’UDC non ha seppellito di interpellanze i governi cantonali che hanno permesso agli studenti di assentarsi dalle aule scolastiche per tre venerdì per scendere in piazza? Il nostro mondo pone molte sfide e soffre di molti problemi. Il consumismo infinito non può abitare in un pianeta dalle risorse finite. Non esiste un pianeta di scorta: c’è solo una Terra e i nostri ragazzi lo sanno benissimo perché il loro futuro è su questa Terra.” (dal CdT odierno)

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Dopo le aspre critiche scagliate dai reazionari contro l’Agenda del DECS, ecco le truppe bertoliane alla riscossa. Punta di diamante ne è il professor Aurelio Sargenti, già direttore a Lugano 2. Sargenti in età matura (non tocca davvero a noi celiare su questo punto) ha scoperto il piacere della politica, candidandosi al municipio di Lugano sulla lista Rossoverde delle comunali 2020, poi annullate per pandemia. Speriamo. vivamente che la sua candidatura venga confermata per il 2021.

Docente di italiano, in grado di produrre una prosa forbita e non zoppicante, pieno d’entusiasmo e di visioni, Sargenti è un candidato temibile e non privo di chance. Il Corriere gli concede ampio spazio. Noi – anche per ragioni anagrafiche – simpatizziamo per lui e gli teniamo i pugni.

Sargenti ha anche concesso una bella ed impegnata intervista a Ticinolive (vedi qui), che lo segue con interesse.

Ma com’è fatta la scuola di Sargenti (o, ampliando, di Sargenti-Bertoli)? Leggendo l’articolo odierno, molto eloquente, lo scoprirete. Per l’essenziale essa è fatta di ragazzi che si siedono in piazza “per tre venerdì” e di governi (consigli di Stato, municipi) che “danno il permesso”: rassegnati, intimoriti, eventualmente entusiasti, magari speranzosi di qualche vantaggio obliquo.

Volete la scuola di Sargenti (o, ampliando, di Sargenti-Bertoli)? Una cosa è certa, la potete avere!