Il Pontefice invita a ritrovare il silenzio e a liberarsi dallo smartphone

Papa Francesco ha lanciato un monito estremamente attuale, toccante e profondo. La storia non dimentica, ha detto e non perdona. Ma noi, noi stiamo perdendo tutto.

Incontrando la Comunità Laudato si’ in Vaticano Papa Francesco ha lanciato un monito: liberarsi dalla prigionia del cellulare, ritrovare il silenzio, la capacità di guardare negli occhi ci sta di fronte, di comunicare de visu, e di contemplare la natura.

Serve fermarsi, perché il cuore non si fermi – “Per non dimenticare, bisogna tornare a contemplare; per non distrarci in mille cose inutili, occorre ritrovare il silenzio; perché il cuore non diventi infermo, serve fermarsi. Non è facile. Bisogna, ad esempio, – dice il Papa – liberarsi dalla prigionia del cellulare, per guardare negli occhi chi abbiamo accanto e il creato che ci è stato donato. Contemplare è regalarsi tempo per fare silenzio, per pregare, così che nell’anima ritorni l’armonia, l’equilibrio sano tra testa, cuore e mani; tra pensiero, sentimento e azione. La contemplazione è l’antidoto alle scelte frettolose, superficiali e inconcludenti”. Papa Bergoglio si rivolge poi alla natura, e invita a contemplarla, non a commercializzarla.

“Oggi, la natura che ci circonda non viene più ammirata, ma ‘divorata’”. Siamo diventati voraci, dipendenti dal profitto e dai risultati subito e a tutti i costi. Lo sguardo sulla realtà è sempre più rapido, distratto, superficiale, mentre in poco tempo si bruciano le notizie e le foreste. Siamo malati di consumo”. Poi, il Coronavirus: “Anche la pandemia lo ha dimostrato: la salute dell’uomo non può prescindere da quella dell’ambiente in cui vive. E poi evidente che i cambiamenti climatici non stravolgono solo gli equilibri della natura, ma provocano povertà e fame, colpiscono i più vulnerabili e a volte li obbligano a lasciare la loro terra.”

Quindi, un messaggio ambientalista: “L’incuria del creato e le ingiustizie sociali si influenzano a vicenda: si può dire che non c’è ecologia senza equità e non c’è equità senza ecologia”.

In conclusione, l’appello “a impegnarsi per salvaguardare la nostra casa comune. È un compito che riguarda tutti, specialmente i responsabili delle nazioni e delle attività produttive. Serve la volontà reale di affrontare alla radice le cause degli sconvolgimenti climatici in atto”. Non bastano impegni generici e non si può guardare solo al consenso immediato dei propri elettori o finanziatori. Occorre guardare lontano, altrimenti la storia non perdonerà. Serve lavorare oggi per il domani di tutti. I giovani e i poveri ce ne chiederanno conto”.

Bergoglio conclude così: “Occorre guardare lontano, altrimenti la storia non perdonerà. Serve lavorare oggi per il domani di tutti. I giovani e i poveri ce ne chiederanno conto”.