Gli Accordi di Abramo tra Israele, Emirati Arabi e Bahrein in funzione (anche) contro Erdogan

Sono stati chiamati gli “Accordi di Abramo” col nome del Padre comune per Ebraismo e Islam, gli accordi che dovrebbero portare la “Pax Americana” – ulteriore motivo per cui Trump è candidato al Nobel per la pace – tra Israele, Emirati Arabi Uniti e Bahrein, per la normalizzazione delle loro relazioni.

La cerimonia per la firma degli accordi si è tenuta a Washington dove, per l’occasione sono convenuti il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu, e i ministri degli Esteri di Emirati e Bahrein, Abdullah bin Zayed Al-Nahyan e Abdullatif al-Zayani.

Tutti e tre i leader hanno ringraziato Trump per la sua “ferma leadership” e “gli sforzi” della sua squadra per raggiungere l’intesa.

Mentre, però, alla Casa Bianca si celebravano gli Accordi di Abramo, nello stesso momento, nella Striscia di Gaza venivano lanciati due razzi e risuonavano le sirene ad Ashkelon e Ashdod; a causa delle schegge, due i feriti lievi.

La speranza di Washington e di Gerusalemme, è che al passo rivoluzionario di Abu Dhabi segua quello degli altri Paesi del Golfo, comunque in funzione antiturca, contro l’ormai aggressivo pericolo di Erdogan.

L’atteggiamento di Recep Tayyip Erdogan nella regione è, infatti sempre più aggressivo e preoccupante.

Subito dopo il lancio dei missili, un portavoce di Hamas ha commentato “Gli accordi di normalizzazione tra Bahrein, Emirati e l’entità sionista non valgono la carta sulla quale sono scritti. Il popolo palestinese continuerà la sua lotta fino a che non avrà ottenuto tutti i suoi diritti”.

Nel frattempo, il dipartimento della Giustizia statunitense ha ordinato a un canale di Al Jazeera di registrarsi come “agente straniero”, il canale in questione, AJ+, network di notizie che sede negli Stati Uniti ma di proprietà della qatariota Al Jazeera, ha dovuto così iscriversi al registro degli “agenti stranieri” alla luce del fatto che è coinvolto in “attività politiche” per conto del governo di Doha. AJ+, che come canale è specializzato in video brevi molto popolari nei social media in inglese, arabo, francese e spagnolo, è chiaramente capitata in mezzo nelle recenti mosse del presidente Trump per il Medio Oriente.

Riguardo a questo fatto, una lettera, firmata da Jay I. Bratt, capo del dipartimento per il controspionaggio del dipartimento della Giustizia è stata inviata ad AJ+, in essa, come spiega il New York Times, è scritto “Il giornalismo progettato per influenzare la percezione americana di una questione di politica interna o delle attività di una nazione straniera o della sua leadership si qualifica come ‘attività politica’. Anche se quel giornalismo si considera ‘equilibrato’”.