Quanto ci costi o Cassa malati! – L’iniziativa di Paolo Pamini – Intervista

Francesco De Maria  Eccessivo l’aumento dei premi in Ticino. È giusto accusare Berset?

Paolo Pamini  Politicamente sì come capo dipartimento, tuttavia dietro di lui è l’amministrazione federale ad essersi mossa. Le radici del problema non stanno nelle persone bensì nelle regole del gioco. Negli anni ’90 Ruth Dreifuss a Berna e Pietro Martinelli in Ticino hanno venduto la LaMal come la soluzione contro il rincaro dei costi della salute. Non serve sprecare parole per giudicare tale promessa fatta dalla sinistra (che ora si indigna) e bevuta dai partiti borghesi.

Il consigliere di Stato De Rosa “non accetta” l’aumento. Ma che cosa può fare, in concreto?

Ben poco. La politica cantonale non può influenzare i premi e farlo credere significa prendere in giro le cittadine e i cittadini dando false speranze. Il DSS potrebbe invece analizzare le cause dei maggiori costi ticinesi, verosimilmente legate sia alla domanda sia all’offerta di prestazioni sanitarie. Oggi mercoledì 23 settembre 2020 come UDC abbiamo depositato una mozione proprio in tal senso.

Secondo lei si può dimostrare che l’aumento è “abusivo”? Oppure è, al contrario, doloroso ma corretto?

Non conosco sufficientemente in dettaglio il sistema e i dati per giudicare. Trovo sospetti i valori delle riserve, ma questo è più un problema di regolamentazione del settore che di scelte delle casse malati, che prudenzialmente è naturale vogliano aumentare le proprie riserve godendo del regime oligopolistico offerto loro dallo Stato.

L’iniziativa parlamentare Pamini, del 2018, quale attenzione ha ricevuto sinora dal Gran Consiglio?

L’iniziativa parlamentare elaborata IE526 “Modifica dell’art. 32 della Legge tributaria: piena deducibilità dei premi di cassa malati”

https://www4.ti.ch/poteri/gc/messaggi-e-atti/ricerca/risultati/dettaglio/ user_gcparlamento_pi8%5Battid%5D=98536&start=16

è stata depositata il 15 ottobre 2018. Era seguito un breve scambio telefonico con il presidente UDC Piero Marchesi e l’allora Consigliere di Stato Paolo Beltraminelli, non contrario di principio all’idea. L’iniziativa era il pendant cantonale di una simile proposta fatta dall’allora Consigliere Nazionale Marco Chiesa a Berna. Poi più nulla né da parte del Governo né da parte della commissione sanitaria. Secondo l’art. 102 cpv. 3 LGC

https://m3.ti.ch/CAN/RLeggi/public/index.php/raccolta-leggi/legge/num/93

il Consiglio di Stato avrebbe avuto due mesi di tempo per dire se, entro 9 mesi, si sarebbe espresso in materia (con un controprogetto). Dopo 18 mesi, l’iniziativa viene direttamente messa in votazione plenaria anche in assenza di rapporto commissionale.

Lei ha calcolato con precisione l’ammontare del mancato introito per le casse statali qualora lo sgravio fiscale venisse accettato dal GC ?

Nella telefonata del 3 ottobre 2018 con Beltraminelli e Marchesi, mi era stato detto che un aumento del 20% della soglia (da CHF 5k a CHF 6k) avrebbe lasciato alle cittadine e ai cittadini tra CHF 12 milioni e CHF 15 milioni in più. Pertanto la piena accettazione della misura potrebbe lasciare dal 2021 grossomodo CHF 70 milioni a disposizione del ceto medio che non può godere dei sussidi di cassa malati. Naturalmente nulla impedisce ad altre forze politiche sensibili al tema di proporre degli emendamenti sulla soglia per cercare di raggiungere un consenso politico.

Tra poco, già in ottobre, sull’iniziativa Pamini si voterà. Pensa che possa passare? Più precisamente, quanti voti potrà raccogliere? E da chi?

Noi vogliamo uscire dal teatrino annuale dove ci si piange addosso senza poi di fatto cambiare nulla per le cittadine e i cittadini che soffrono degli aumenti dei premi (e non si tratta dei ceti bassi, i cui premi sono già oggi pagati dal Cantone). Sulla base di quanto detto ieri martedì 22 settembre 2020 in aula durante i dibattiti sul Consuntivo 2019, confido che vi sia un ampio fronte interpartitico a sostegno della proposta. In caso contrario potremo facilmente conoscere i volti di chi predica bene ma razzola male. Come detto sopra, se i soldi del tesoro cantonale sono un problema ma si vuole davvero raggiungere un risultato condiviso non mi offendo se altre forze politiche proporranno degli emendamenti relativi alle soglie. Bocciare l’iniziativa con la scusa che causa troppe minori entrate non è coerente per chi ieri ha riconosciuto pubblicamente il problema.

Insomma, che si passi in qualche modo dalle parole ai fatti.

Esclusiva di Ticinolive