Abusi sessuali e CPI negata. La polemica infuria, violenta – Avete detto “par condicio”? Ecco qua

Per prima va all’attacco la Lega.

Insabbiamento della CPI: ecco come il PS, assieme al PLR, difende le donne

La Lega dei Ticinesi reputa scandalosa la decisione – presa ieri dal Gran Consiglio a risicata maggioranza a seguito del voto compatto del PS e del PLR – di non istituire una Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI) sugli abusi sessuali commessi da un ex funzionario PS del DSS, e forse coperti dal suo superiore pure PS.

Il partito socialista, sedicente difensore delle donne, compie l’ennesima giravolta a 180 gradi e si oppone all’istituzione della CPI adducendo pretesti ridicoli: evidentemente solo perché gli inchiestati sono suoi esponenti. Si fosse trattato di leghisti…

Come sempre a sinistra, vige il sistema dei due pesi e delle due misure.
II PLR dal canto suo si schiera ancora una volta con il PS, a dimostrazione che l’ex partitone è ormai completamente in balìa dell’ala “radico-socialista”, e decreta l’insabbiamento dell’inchiesta parlamentare su reati meschini.

Quando si dice la coerenza: le esponenti della sinistra presentano grottesche interrogazioni parlamentari sulle “tutine da ginnastica sessualizzanti” e poi, per motivi partitici, si oppongono all’istituzione di una CPI per far luce su gravi reati a sfondo sessuale che vedono coinvolta l’amministrazione cantonale.
Inutile dire che dalle signore che manifestano vestite di viola per i diritti delle donne non giunge alcun commento sulla riprovevole votazione parlamentare: si vede che anche la dignità della donna si afferma solo a seconda della convenienza partitica.

Ancora una volta, grazie al tandem PS-PLR, prevalgono la doppia morale e l’insabbiamento. Si spera per lo meno che gli elettori, e soprattutto le elettrici, ne prenderanno buona nota.

Lega dei Ticinesi

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Poi contrattacca vigorosamente il PLR.

Vili attacchi personali e regolamenti di conti privati dopo il NO alla CPI

Il PLRT è incredulo di fronte ad atteggiamenti meschini e indegni di uno Stato di diritto

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Il tenore di alcuni interventi durante il dibattito di ieri in Gran Consiglio a proposito della possibile istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI) sul “caso DSS” ha lasciato purtroppo perfettamente intendere le vere finalità giustizialiste dei promotori; sarebbe diventata un processo alle intenzioni, una caccia alle streghe e uno strumento di bassa propaganda politica, con toni inquisitori e prevedibile strumentalizzazione di aspetti delicatissimi.

Purtroppo, nel dibattito che ha seguito la decisione della maggioranza del parlamento, la realtà ha però superato la fantasia. Lo squallore di alcuni interventi – anche e soprattutto a firma di rappresentanti eletti dal popolo – su differenti canali comunicativi – in particolare sui social media – non fa che confermare i peggiori timori espressi dal PLRT in sede di dibattito. Come partito fondato sui valori di libertà, giustizia e responsabilità ci batteremo con tutte le nostre forze per stigmatizzare questo genere di approccio, che sfrutta scientemente il paravento della difesa dei più deboli per meri fini personali. Non disdegnando neppure vili attacchi personali, ingiustificati e ingiustificabili, con grave disprezzo verso tutti coloro, rappresentanti di ogni partito politico che si sono permessi di dissentire, gravi al punto da mettere in discussione il principio della libertà d’espressione.

Come PLRT esprimiamo la nostra solidarietà a tutte le persone toccate da questo atteggiamento meschino e indegno di uno Stato di diritto. Ci aspettiamo allo stesso modo da parte di tutti coloro che condividono i principi della democrazia liberale che caratterizza il nostro paese un segnale forte e chiaro. La democrazia ringrazierà.

PLRT

Immagine di copertina: Wiki commons (Bad intensionz)  https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/deed.en