La stella danzante di Frida Kahlo a Milano – di Cristina T. Chiochia

Dal 10 ottobre 2020 al 28 Marzo 2021 presso la Fabbrica del Vapore 

Si intitola : “Caos Dentro”, la nuova mostra che si inaugura in questi giorni a Milano su Frida Kahlo. Dopo varie tappe espositive, arriva anche in Lombardia questa mostra originale che fa eco alla celebre frase “ bisogna ancora portare in sé un caos per poter generare una stella danzante” di Friederich Nietzsche.

Vero e proprio percorso emozionale che, come recita il comunicato stampa è un vero “percorso sensoriale altamente tecnologico e spettacolare che immerge il visitatore nella vita della grande artista messicana, esplorandone la dimensione artistica, umana, spirituale. Prodotta da Navigare con il Comune di Milano, con la collaborazione essenziale e fattiva del Consolato del Messico di Milano, della Camera di Commercio Italiana in Messico, della Fondazione Leo Matiz, del Banco del Messico, della Galleria messicana Oscar Roman, del Detroit Institute of Arts e del Museo Estudio Diego Rivera y Frida Khalo, la mostra è curata da Antonio Arévalo, Alejandra Matiz, Milagros Ancheita e Maria Rosso e rappresenta una occasione unica per entrare negli ambienti dove la pittrice visse, per capire, attraverso i suoi scritti e la riproduzione delle sue opere, la sua poetica e il fondamentale rapporto con Diego Rivera, per vivere, attraverso i suoi abiti e i suoi oggetti, la sua quotidianità e gli elementi della cultura popolare tanto cari all’artista”.

Uno solo il quadro originale dell’artista esposto. Eppure, attorno alla bellezza di quell’unico quadro si è cucita attorno una mostra unica sul senso del “caos” che aveva dentro questa pittrice. Mostra dal sapore tenero e curioso adatto ad adulti e bambini che parte pero’ dalla tematica profonda del dolore. “Piden Aeroplanos y les dan Alas de Petate” del 1938 fa eco a questi tempi confusi che si stanno vivendo dove una delusione infantile fa eco al ricordo di cio’ che si è e della possibilita’ di esserlo. Quasi una sorta di incantesimo la mostra, offre spazi per la memoria , attraverso le prime sale con la ricostruzione di ambienti domesti e familiari della vita dell’artista e la bella mostra fotografica in collaborazione con la Fondazione Leo Matiz di Bogotà; ecco i desideri espressi di una donna attraverso una sezione dedicata ad abiti e gioielli subito dopo che, ridotta nella sua liberta’ di movimento, (la sezione dei busti dipinti a lei dedicati), non si è mai arresa (la sezione sull’autoritratto ed il suo doppio), diventando parte della storia dell’arte mondiale da celebrare (la mostra di francobolli a lei dedicata) .

E così, da quel piccolo aereo tanto desiderato che la stessa Frida Kahlo descrive: «…mi ritrovai con un costume d’angelo, non so per quale sorta d’incantesimo (fu sicuramente un’idea di mia madre…risulta, infatti, più cattolico trasformare un aeroplano in un angelo). Indossai l’ampia veste bianca, probabilmente cucita alla meno peggio dalla mamma e piena di stelline d’oro. Sul retro, grandi ali di paglia intrecciata, simile a quella con cui in Messico e in tutti i Paesi poveri venivano fabbricati tanti giocattoli e oggetti utili. Che felicità! Finalmente avrei potuto volare!”. Volare. Il senso della massima liberta’ per una donna che, fisicamente, era limitata in tutto. Una stella danzante quindi, che aveva imparato a volare, proprio come nella frase ripresa dal titolo della mostra. E che viveva ed amava la vita incessantemente, come un miracolo. Frida: che amava agghindarsi con fiocchi ,anelli ,collane e passava molto tempo ad adornarsi come fosse lei stessa una creazione di opera d’arte.

Frida: che si identificava con il popolo messicano provando un legame talmente forte che diventava assoluto. Frida che contava su di sé e sulle sue piu’ pure emozioni, attraverso un corpo provato ma che conosce ed esplora, ama incondizionatamente come unico mezzo per rendersi unica e felice.

Del surrealismo di Frida Kahlo molti autorevoli esperti hanno parlato. Surrealismo nato in Sud America, molto prima che in Francia, ma vissuto non come sogno ma come realta’ proprio a causa delle tante ferite, visibili, del corpo di questa donna costretta a portare pesanti busti tutta la vita. Un viaggio nel viaggio della sofferenza, appunto questo “caos dentro” in questa mostra, dove lo spazio finale è riservato alla parte pero’ “ludica e divertente dell’esposizione: la sala multimediale 10D conclude infatti il percorso espositivo. Con la sua combinazione di video ad altissima risoluzione, suoni ed effetti speciali, è una esperienza sensoriale molto emozionante, adatta a grandi e piccoli. Rappresenta un momento unico di “immersione” visiva in movimento dentro il mondo artistico e umano di Frida Kahlo”. Immagini tridimensionali, videoproiezioni e effetti speciali per far comprendere realta’ ed arte, finzione ed esistenza privata.

Nella mostra questo passaggio è molto ben sottolineato in ogni singola sezione, dove la pittrice “di realtà” trova riconoscimento proprio per quel senso che nulla si separa dal nulla. In questo modo, concludendo, la mostra milanese offre lo spunto interessante di una riflessione tra realtà e comunità come processo di ogni singola esistenza.

Tematica sicuramente attuale a causa della pandemia quella del “caos entro” e che affronta con ironia ed artistica bellezza quanto la vita sia pericolosa e corta e che quello che si fa della vita è il proprio destino.

Personaggio eroico, Frida Kahlo, icona, presentata nella mostra come una stella danzante, donna coraggiosa che affronta la propria vita come una continua sfida che, come disse un poeta viene spesso ben vissuta “all’ombra fresca di un albero velenoso”. Da visitare anche data la vicinanza geografica.

Cristina T. Chiochia