Il dramma degli Uiguri rinchiusi nei campi – Dolkun Isa lo racconta alla stampa

Ieri Dolkun Isa, presidente del Congresso mondiale Uiguro, ha incontrato i giornalisti a Villa Castagnola, nel quadro del festival dei Diritti umani. Il presidente si è espresso a lungo sulla repressione esercitata dal governo cinese contro il suo popolo, che ha assunto il carattere di un vero e proprio – ha detto – genocidio.

Chi sono gli Uiguri?

Gli Uiguri sono un’etnia turcofona di religione islamica che vive nel nord-ovest della Cina, soprattutto nella regione autonoma dello Xinjiang, insieme ai cinesi Han. Gli uiguri costituiscono la maggioranza relativa della popolazione della regione (46%). (Wikipedia)

Parla Dolkun Isa: Nel 1949 con la vittoria di Mao Tse Tung nasce la Repubblica popolare cinese e il nostro territorio, che noi chiamiamo Turkistan orientale e i cinesi Xinjiang, viene assoggettato. Nel 1955 ci viene concessa una finta autonomia, la chiamo finta perché ad essa non corrispondono reali diritti. Scopo del governo centrale è l’assimilazione degli Uiguri. Nel 2014, con l’ascesa al potere di Xi Jinping le cose peggiorano rapidamente. Sorgono i campi di “rieducazione” (che sono in verità campi di concentramento) e il controllo della popolazione diviene severissimo. Si pensi che nell’area della capitale vi sono attualmente 960 posti di blocco stradali!

Il triste destino della mia famiglia

I detenuti nei campi sono 3 milioni, ma è solo una stima perché non ci sono informazioni precise. Dal 2016-17 le comunicazioni sono impedite o del tutto bloccate, non c’è internet, non c’è telefono, niente. L’ultimo mio contatto con la mia famiglia l’ho avuto a metà aprile 2017, poi più nulla. Il 12 giugno 2018 ho saputo che mia madre era morta: il decesso era avvenuto il 18 maggio in un campo di concentramento. Mio padre è morto in questo 2020, ma non so nulla di più. Mio fratello maggiore condannato a 17 anni di carcere, mio fratello minore, nel 2016… sparito!

Il governo cinese non ammette nulla

I campi sono “educazionali”, il loro scopo dichiarato è combattere il terrorismo. Ma nei campi ci sono molti intellettuali, professori, medici. Che bisogno hanno di essere “rieducati”? I campi si espandono a dismisura. Nel 2019 sono stati creati 380 nuovi campi. A proposito di terrorismo: io sono il numero 3 in una lista di 11 massimi terroristi. A causa di ciò sono stato più volte arrestato mentre ero in viaggio all’estero, persino a Roma!

La Cina popolare non ama le religioni

Vale non solo per i musulmani, ma anche per i cattolici o i buddisti. Migliaia di moschee sono state distrutte, i nostri riti sono vietati, persino il digiuno. Noi siamo musulmani sunniti, ma di un sunnismo moderno.

Silenzio di Stato

Il Coronavirus si era già manifestato in Cina nell’ottobre-novembre 2019 il ma il governo lo ha nascosto. Questa accusa, non nuova, va ovviamente al di là della questione uigura.

Quanti siamo. Cifre ufficiali e ufficiose

Gli Uiguri sono per le statistiche 11,6 milioni, con 1 milione e mezzo residenti in altri stati. Le nostre stime sono molto più alte e si attestano a 22,5 milioni.

Never again?

Dopo gli orrori della seconda guerra mondiale il mondo aveva promesso “never again!” ma in realtà contro il mio popolo è in atto un genocidio.

Al termine della conferenza stampa ai giornalisti viene consegnata una documentazione, che non abbiamo ancora avuto il tempo di esaminare a fondo. Sulla copertina di uno degli opuscoli spicca la scritta “Vogliamo essere rispettati come esseri umani. È troppo chiederlo?”

Il quadro generale è chiaro. Il governo cinese considera gli autonomisti/indipendentisti uiguri come “terroristi” e agisce di conseguenza. Gli stati islamici importanti – come Arabia Saudita, Pakistan o Egitto – non si muovono in favore degli uiguri 1) per motivi di interesse economico  2) perché sanno di essere essi stessi attaccabili sul piano dei diritti umani. Perciò gli uiguri giocano l’unica carta che resta loro tra le mani e tentano di sensibilizzare e mobilitare l’opinione pubblica internazionale.

Pomeriggio di notevole interesse nella elegante Villa Castagnola.