“La millantata gravità del mostro” – Pensiero del giorno

Sorgono dubbi legittimi sulla gravità del virus

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Proprio perché l’informazione ufficiale è a senso unico, noi pensiamo che sia importante far sentire qualche voce discordante. Alcuni si indigneranno. Ad altri farà piacere. Buona lettura.

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A commento degli articoli a firma Fabio Pontiggia, in prima pagina del CdT di giovedì 8 e venerdì 9 ottobre, che in buona parte condivido, aggiungerei che le notizie ufficiali sulla millantata gravità del mostro, risultano di difficile comprensione osservando che il numero di decessi dei primi sei mesi è stato inferiore a quello dei primi sei mesi dello scorso anno, e che le malattie che mietono più vittime, come cancro, infarti, incidenti, ecc. sono scomparse dai comunicati ufficiali (per dare più risalto al mostro o per essere conteggiate come sue vittime, come pare sia successo in altri Paesi?).

Non va inoltre sottovalutato il pesante accento messo sui «contagiati» (che in linguaggio medico preistorico sarebbero i malati, oggi i «portatori del virus»), con un po’ meno peso sui «contagiati asintomatici» (che, sempre nel linguaggio medico preistorico sono i portatori sani), rapportato al peso 0 che viene con un assordante silenzio attribuito nei vari comunicati ai guariti ed ai «non positivi».

Le quarantene poi sono importantissime (psicologicamente), utili a seminare un panico assolutamente fuori luogo, soprattutto quando, dopo i titoloni coi numeri dei «quarantenati», si omette sistematicamente di comunicarne i risultati, così, delle circa ventimila persone «imprigionate» a gruppi, per una decina di giorni per gruppo, fra luglio e agosto, se ben ricordo, fra rientrati da ferie, discotecari ecc., non si è più sentito niente, il che lascia pensare che nessuno sia risultato né positivo né tanto meno in pericolo, altrimenti sai quanti «speciali» ci avrebbero propinato tutti i media.

L’ultima di cui ho sentito, quella della scuola alberghiera di Losanna, con 2.500 persone messe in quarantena, fa eccezione, con un articoletto a bordo di una pagina interna (scandalosamente fuori luogo se paragonato ai titoloni che annunciavano la misura), che parla di 28 positivi (l’1,1%), 7 dei quali l’avevano superato indenni, se ho ben capito, 21 in osservazione, e nessuno con conseguenze, quindi mi chiedo il perché delle previsioni generali pessime, sulla base unicamente del numero dei «contagi», risultante da un numero di tamponi fino a tre o quattro volte maggiore, omettendo sistematicamente di comunicare i numeri della gravità vera, quella delle conseguenze pesantine, o peggio gravi, ma accompagnando ogni comunicato da previsioni catastrofiche, da fine della vita sul pianeta, mai avveratesi finora.

Ma soprattutto mi chiedo come mai le fonti ufficiali, quelle che sponsorizzano le «misure di protezione» invasive della sfera privata, non hanno mai, e dico mai, suggerito comportamenti in grado di stimolare le difese immunitarie naturali di cui ognuno di noi è dotato, gratuitamente, da madre natura; e la domanda è rivolta specialmente a quei 529 medici (su circa 1.700 iscritti all’ordine, più i non iscritti), e a chi li ha presentati come «la maggioranza», che hanno perorato presso il Consiglio di Stato l’obbligo della mascherina per tutti, da mane a sera, omettendo sia di descriverne i lati negativi, sia di suggerire comportamenti nutrizionali e di assunzione di vitamine utili e a costi irrisori, rispetto a diverse delle varie «cure».

Che la chiave stia nel «gratuitamente» o nei «costi irrisori»? E che lo scopo vero dei burattinai di questa coreografica pièce, non sia la salute pubblica ma l’implementazione di un grande fratello? A vantaggio di chi, e suggerito da chi, esattamente? La politica ha ancora il compito di governare o è diventata lo strumento di entità a cui interessa dominare da dietro le quinte, monopolizzando produzioni, commerci, tracciamenti e sanità, con l’attiva collaborazione di schiere di lobbisti? Personalmente vedo in queste situazioni i veri problemi per la salute pubblica e per la nostra civiltà.

Ferruccio Galfetti, Ponte Tresa