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	<title>Ticinolive</title>
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	<description>Quotidiano on line della Svizzera italiana</description>
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		<title>Fitch Ratings declassa la Grecia. Il Fondo monetario sospende i contatti con Atene</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 13:06:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;agenzia di rating statunitense Fitch Ratings ha declassato, giovedì, la nota a lungo termine del debito in moneta estera e in euro della Grecia, portandolo a livello CCC (rischio considerevole, estremamente speculativo) dal precedente B- (altamente speculativo). La nota del debito a corto termine è stata declassata da B (altamente speculativo) a C (rischio di<br /><span class="continua"><a href="http://www.ticinolive.ch/economia/fitch-ratings-declassa-la-grecia-il-fondo-monetario-sospende-i-contatti-con-atene-37888.html">Continua...</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;agenzia di rating statunitense Fitch Ratings ha declassato, giovedì, la nota a lungo termine del debito in moneta estera e in euro della Grecia, portandolo a livello CCC (rischio considerevole, estremamente speculativo) dal precedente B- (altamente speculativo).</strong><br />
<strong></strong><br />
La nota del debito a corto termine è stata declassata da B (altamente speculativo) a C (rischio di perdere il capitale). Fitch ha motivato il declassamento con l’aumento del rischio di uscita della Grecia dalla Zona euro.<br />
&#8220;Il risultato ottenuto alle elezioni legislative del 6 maggio dai partiti anti-austerità e l’incapacità di formare un governo mostrano la mancanza di sostegno politico e pubblico per il programma UE/FMI di aiuti per 173 miliardi di euro – scrive l’agenzia.<br />
Se alle elezioni legislative del 17 giugno si imporranno i partiti anti-austerità, in pericolo è il proseguimento del programma di rigore di bilancio e delle riforme strutturali, così come la permanenza della Grecia nella Zona euro sarà seriamente messa in discussione.<br />
Una tale eventualità si tradurrebbe probabilmente in un default di pagamento su larga scala del settore privato e sulle obbligazioni denominate in euro.<br />
Un’uscita della Grecia dalla Zona euro potrebbe anche causare il downgrade delle note di altri paesi, soprattutto Italia e Spagna.<br />
Il Fondo monetario internazionale ha annunciato che non lavorerà con il governo a interim di Atene e che ha sospeso i contatti con la Grecia sino alle elezioni del 17 giugno.</p>
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		<title>Siria. Imponenti manifestazioni a Aleppo. Homs sotto il fuoco del regime</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 12:44:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Aleppo, seconda città della Siria, è stata teatro venerdì 18 maggio di importanti manifestazioni, le più imponenti dall&#8217;inizio della rivolta contro il regime oltre 14 mesi fa. Migliaia di persone hanno sfilato in diversi quartieri della città, incuranti della repressione dei soldati e degli spari dei cecchini. Nel frattempo, in diverse città della provincia di<br /><span class="continua"><a href="http://www.ticinolive.ch/esteri/siria-imponenti-manifestazioni-a-aleppo-homs-sotto-il-fuoco-del-regime-37885.html">Continua...</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Aleppo, seconda città della Siria, è stata teatro venerdì 18 maggio di importanti manifestazioni, le più imponenti dall&#8217;inizio della rivolta contro il regime oltre 14 mesi fa</strong>.<br />
<strong></strong><br />
Migliaia di persone hanno sfilato in diversi quartieri della città, incuranti della repressione dei soldati e degli spari dei cecchini.<br />
Nel frattempo, in diverse città della provincia di Homs proseguono i violenti bombardamenti contro la popolazione e contro i bastioni delle milizie anti-governative.<br />
Si contano numerose vittime, molti feriti e molte persone condotte in carcere. Tutto questo malgrado la presenza nel paese degli osservatori delle Nazioni Unite.<br />
<strong></strong><br />
La Lega siriana per la difesa dei diritti dell&#8217;uomo ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinchè intervenga d&#8217;urgenza per far cessare la violenza, gli omicidi, la tortura e ogni altro atto commesso dai servizi di sicurezza e dalle milizie del regime.<br />
Diverse organizzazioni locali e estere per la difesa dei diritti civili hanno denunciato la tortura sistematica nelle prigioni siriane, dove almeno 25mila persone sono tenute prigioniere per la loro opposizione al presidente al Assad.</p>
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		<title>Grecia. Alexis Tsipras sfida i gendarmi finanziari della Troïka</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 12:25:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un&#8217;intervista sul Wall Street Journal, il leader della sinistra radicale greca, Alexis Tsipras, manda un chiaro messaggio ai &#8220;gendarmi finanziari&#8221; che imperversano sulla Grecia, ossia Fondo monetario internazionale, Unione europea e Banca centrale europea. Tsipras si dice convinto che l’UE non può abbandonare la Grecia, in quanto avrebbe tutto da perdere, a cominciare dai<br /><span class="continua"><a href="http://www.ticinolive.ch/economia/grecia-alexis-tsipras-sfida-i-gendarmi-finanziari-della-troika-37882.html">Continua...</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In un&#8217;intervista sul Wall Street Journal, il leader della sinistra radicale greca, Alexis Tsipras, manda un chiaro messaggio ai &#8220;gendarmi finanziari&#8221; che imperversano sulla Grecia, ossia Fondo monetario internazionale, Unione europea e Banca centrale europea</strong>.<br />
<strong></strong><br />
Tsipras si dice convinto che l’UE non può abbandonare la Grecia, in quanto avrebbe tutto da perdere, a cominciare dai miliardi di euro che vi ha investito.<br />
Se invece l’UE abbandonerà la Grecia, la Grecia smetterà di pagare il suo debito e in questo modo, precisa Tsipras, il paese avrà i fondi necessari per pagare i salari e le pensioni.<br />
La situazione è critica per tutti, prosegue il leader del partito Syrisa. Sia per la Grecia, che si trova nel bel mezzo di una recessione e di una vera e propria crisi umanitaria, sia per l’Unione europea, che si troverebbe ad affrontare una spaccatura della Zona euro.<br />
Poi aggiunge che la soluzione va verso il rilancio economico e la fine dell’austerità finanziaria. Se la Grecia uscisse dall’unione monetaria, altri paesi potrebbero seguire il suo esempio, con il rischio che nella Zona euro resterebbero solo due paesi: Francia e Germania.<br />
Dunque, conclude Tsipras, l’unica soluzione è trovare un accordo che vada bene a entrambe le parti e non unicamente alla Troïka, malgrado sia lei ad avere il coltello dalla parte del manico.<br />
“La nostra moneta nazionale è l’euro – ha dichiarato – Uscire dalla Zona euro avrebbe molteplici conseguenze negative. E’ qualcosa che noi non desideriamo fare.”</p>
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		<title>Sviluppi imbarazzanti nel processo a Ratko Mladić</title>
		<link>http://www.ticinolive.ch/focus/sviluppi-imbarazzanti-nel-processo-a-ratko-mladic-37877.html</link>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 11:41:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[tribunale penale internazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Al secondo giorno di dibattimento, il tribunale penale internazionale all&#8217;Aja ha sospeso giovedì e per una durata indeterminata il processo contro il criminale di guerra serbo Ratko Mladić. Il giudice Alphons Orie ha sospeso i lavori alla luce degli “errori significativi” commessi dall’accusa nel comunicare per tempo le prove a carico dell’imputato. Il quotidiano della<br /><span class="continua"><a href="http://www.ticinolive.ch/focus/sviluppi-imbarazzanti-nel-processo-a-ratko-mladic-37877.html">Continua...</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Al secondo giorno di dibattimento, il tribunale penale internazionale all&#8217;Aja ha sospeso giovedì e per una durata indeterminata il processo contro il criminale di guerra serbo Ratko Mladić</strong>.<br />
<strong></strong><br />
<a href="http://www.ticinolive.ch/wp-content/uploads/2012/05/mladic_aja.jpg"><img src="http://www.ticinolive.ch/wp-content/uploads/2012/05/mladic_aja.jpg" alt="" title="mladic_aja" width="202" height="200" class="alignleft size-full wp-image-37880" /></a><br />
Il giudice Alphons Orie ha sospeso i lavori alla luce degli “errori significativi” commessi dall’accusa nel comunicare per tempo le prove a carico dell’imputato.<br />
Il quotidiano della Repubblica ceca Lidové noviny critica il lavoro del tribunale : &#8220;Ci si chiede come vi possa essere stato un tale errore. Ratko Mladić è stato catturato nel maggio 2011 e l&#8217;accusa ha avuto un anno di tempo per radunare le prove a suo carico.<br />
Perchè queste prove non sono irrefutabili al punto che il processo possa andare avanti? La situazione è doppiamente imbarazzante perchè il tribunale per i Balcani si trova all&#8217;Aja, nei Paesi Bassi e nel 1995 erano proprio le truppe olandesi che dovevano proteggere Srebrenica e che invece hanno consegnato la popolazione al massacro ordito da Mladić.<br />
Di fronte a quanto accade ora in tribunale, appare chiaro che dagli eventi di Srebrenica non è stato tirato alcun insegnamento.&#8221;</p>
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		<title>Il difficile ritiro anticipato delle truppe dall&#8217;Afghanistan</title>
		<link>http://www.ticinolive.ch/esteri/il-difficile-ritiro-anticipato-delle-truppe-dallafghanistan-37873.html</link>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 11:22:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al summit della Nato a Chicago il 20 e 21 maggio, il presidente francese François Hollande confermerà ufficialmente il ritiro delle truppe da combattimento dall’Afghanistan alla fine del 2012. Due anni prima della scadenza prevista dagli alleati. A Bruxelles la diplomazia americana evoca con prudenza una certa comprensione per la posizione difesa da Hollande. Il<br /><span class="continua"><a href="http://www.ticinolive.ch/esteri/il-difficile-ritiro-anticipato-delle-truppe-dallafghanistan-37873.html">Continua...</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Al summit della Nato a Chicago il 20 e 21 maggio, il presidente francese François Hollande confermerà ufficialmente il ritiro delle truppe da combattimento dall’Afghanistan alla fine del 2012. Due anni prima della scadenza prevista dagli alleati</strong>.<br />
<strong></strong><br />
A Bruxelles la diplomazia americana evoca con prudenza una certa comprensione per la posizione difesa da Hollande. Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen ha espresso il desiderio di incontrare al più presto il presidente francese, proprio per parlare della questione afghana.<br />
Hollande ha detto che la Francia è stanca di vedere i suoi soldati portati al massacro. 83 soldati francesi morti sul campo : Parigi intende certo tener conto delle posizioni degli alleati ma il governo deciderà in tutta indipendenza.<br />
Alla Nato non tutti sono contenti di veder messo in discussione il calendario del ritiro dall’Afghanistan. La speranza è che al summit di Chicago si troveranno posizioni convergenti.<br />
<strong></strong><br />
Sul terreno la Francia ha già iniziato a ridurre gli effettivi. In Afghanistan ha 3&#8217;600 soldati. Il ritiro anticipato del 5. contingente della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza dovrebbe complicare la situazione nella provincia di Kapisa, piazzata proprio sotto la sua responsabilità.<br />
Questa provincia conta centinaia di ribelli e non è certo che dopo la partenza dei francesi l’esercito afghano riesca a controllare l’insurrezione.<br />
Di principio, la fase di transizione dura 18 mesi, durante i quali i soldati afghani sono unicamente “sostenuti” dai soldati della Nato. Un’accelerazione del calendario significa che la Francia si ritira dai combattimenti a partire dall’estate, periodo in cui l’insurrezione è sempre più forte.<br />
Il nuovo primo ministro degli affari esteri francesi, Alain Juppé, ha ricordato a Hollande che il ritiro delle truppe francesi è condizionato dall’accordo degli altri paesi membri della Nato. Di fatto, si dovranno mantenere sul posto gli uomini per proteggere quelli che organizzeranno la difficile logistica del ritiro.<br />
<strong></strong><br />
La manovra militare di uscita dall’Afghanistan sarà la più pesante del suo genere dalla seconda guerra mondiale, in quanto la Forza internazionale di assistenza alla sicurezza conta circa 130mila soldati.<br />
Per il contingente francese lo Stato maggiore ha stimato tra 12 e 18 mesi il tempo necessario per rimpatriare tutto il materiale.<br />
Non va dimenticato il fattore della priorità, che spetta agli Stati Uniti. Washington ha infatti annunciato prima di Parigi di voler rimpatriare entro l’estate circa 230mila soldati.<br />
Oltre che sul calendario del ritiro, a Chicago gli alleati dovranno mettersi d’accordo sul contenuto della missione di sostegno e assistenza alle forze afghane a partire dal 2013 e sono impegnati in negoziati difficili sul finanziamento della sicurezza del paese dopo il 2014.<br />
Sia il portavoce della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza che il presidente dell’Afghanistan Hamid Karzai hanno rammentato che il governo di Parigi si è impegnato a formare i soldati afghani e a sostenere il paese dopo il 2014.</p>
<p><em>(Fonte : Le Monde.fr)</em></p>
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		<title>Aspirante djihadista di Bienne arrestato in Kenya</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 09:02:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno studente svizzero di 19 anni che da mesi era dato per scomparso dal suo domicilio di Bienne, è riapparso in Kenya, a Nairobi, arrestato una settimana fa dai locali servizi anti-terrorismo. La notizia viene riportata dall&#8217;edizione online del Blick, che indica il nome del giovane come Majd N., di religione islamica e giunto in<br /><span class="continua"><a href="http://www.ticinolive.ch/svizzera/aspirante-djihadista-di-bienne-arrestato-in-kenya-37867.html">Continua...</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Uno studente svizzero di 19 anni che da mesi era dato per scomparso dal suo domicilio di Bienne, è riapparso in Kenya, a Nairobi, arrestato una settimana fa dai locali servizi anti-terrorismo</strong>.<br />
<strong></strong><br />
La notizia viene riportata dall&#8217;edizione online del Blick, che indica il nome del giovane come Majd N., di religione islamica e giunto in Svizzera dalla Cisgiordania quando era bambino.<br />
Il motivo ufficiale del suo arresto è il visto di soggiorno, scaduto a fine aprile, ma in realtà le autorità del Kenya lo avrebbero fermato perchè sospettano volesse passare in Somalia e unirsi alle milizie dei guerriglieri islamici al-Shabaab.<br />
Ritengono inoltre che Majd N. sia in contatto con il presunto islamista tedesco, al momento latitante, Andreas Martin Müller, alias Ahmed Khaled Müller.<br />
Intervistati dal Blick, i suoi genitori hanno detto di non conoscere le circostanze dell&#8217;arresto del figlio, ma si dicono sicuri della sua innocenza.</p>
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		<title>Aperture domenicali dei negozi. La politica guarda ai benefici per il turismo</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 07:50:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I negozi aperti di domenica portano beneficio al settore del turismo. Di questo però le leggi federali non tengono conto e così, di fronte ai recenti eventi che chiamano in causa soprattutto due grandi centri commerciali nel Sottoceneri (il Fox Town di Mendrisio e il Centro Ovale di Chiasso), si è mobilitata la delegazione ticinese<br /><span class="continua"><a href="http://www.ticinolive.ch/ticino/aperture-domenicali-dei-negozi-la-politica-guarda-ai-benefici-per-il-turismo-37864.html">Continua...</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I negozi aperti di domenica portano beneficio al settore del turismo. Di questo però le leggi federali non tengono conto e così, di fronte ai recenti eventi che chiamano in causa soprattutto due grandi centri commerciali nel Sottoceneri (il Fox Town di Mendrisio e il Centro Ovale di Chiasso), si è mobilitata la delegazione ticinese alle Camere.<br />
<strong></strong><br />
La deputazione ticinese sta valutando se lanciare un’iniziativa parlamentare per introdurre un’eccezione dedicata espressamente a quei negozi che creano il turismo delle compere, si legge oggi sul quotidiano <strong>La Regione</strong> : &#8220;Eccezione che dovrebbe permettere deroghe alla regola secondo cui il settimo giorno ci si riposa.<br />
&#8230;Mercoledì la proposta è stata discussa nell’ormai tradizionale incontro, a Bellinzona, tra deputati federali e Consiglio di Stato.<br />
&#8220;Non si tratterà comunque di domandare delle aperture generalizzate – ha precisato davanti ai media il presidente della deputazione ticinese Fulvio Pelli – Vorremmo invece che si affini l’elenco di eccezioni, in modo da includere anche il turismo tra i motivi per cui si possono ottenere permessi di apertura domenicale.&#8221;<br />
&#8220;Sarà comunque importante valutare la disponibilità delle Camere federali – ha rilevato il presidente del governo cantonale Marco Borradori – Senza questo primo passo rischieremmo di imbarcarci in un’impresa impegnativa, se non addirittura di trasformare l’idea in un boomerang.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Marco Romano e Fabio Regazzi sull&#8217;aumento di assicurati morosi</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 07:14:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Democrazia attiva]]></category>
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		<description><![CDATA[Trattenere alla fonte i premi dell&#8217;assicurazione malattia obbligatoria degli assicurati morosi con sufficiente disponibilità economica? Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto sulla possibilità di trattenere alla fonte i premi dell’assicurazione malattia obbligatoria per gli assicurati morosi ai sensi dell’art. 64a LAMal in seguito al mancato pagamento dei premi e di cui viene<br /><span class="continua"><a href="http://www.ticinolive.ch/democrazia-attiva/marco-romano-e-fabio-regazzi-sullaumento-di-assicurati-morosi-37861.html">Continua...</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Trattenere alla fonte i premi dell&#8217;assicurazione malattia obbligatoria degli assicurati morosi con sufficiente disponibilità economica?</em><br />
<strong></strong><br />
Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto sulla possibilità di trattenere alla fonte i premi dell’assicurazione malattia obbligatoria per gli assicurati morosi ai sensi dell’art. 64a LAMal in seguito al mancato pagamento dei premi e di cui viene accertata una sufficiente disponibilità economica.<br />
<strong></strong><br />
Il rapporto deve approfondire:<br />
1. l&#8217;effetto dell&#8217;attuale sistema di sospensione: analisi e raffronto tra alcuni cantoni;<br />
2. i criteri e le procedure da intraprendere per consentire ai Cantoni di poter introdurre un sistema di trattenuta alla fonte per gli assicurati morosi di cui viene accertata una sufficiente capacità economico-finanziaria;<br />
3. la fattibilità pratica di una tale riforma e le conseguenze sulle leggi cantonali di applicazione della LAMal.<br />
<strong></strong><br />
Motivazione<br />
Il fenomeno degli assicurati in mora con il pagamento dei premi dell&#8217;assicurazione malattia obbligatoria ha assunto nei Cantoni una dimensione estremamente preoccupante che, in assenza di correttivi, è destinata ad aggravarsi ulteriormente.<br />
Per contenere l’esplosione del numero di assicurati morosi è ipotizzabile costruire un modello di trattenuta alla fonte del premio. La crescita esponenziale dei morosi non è infatti solo determinata da persone realmente indigenti, ma anche da assicurati che sarebbero oggettivamente in grado di pagare il premio, ma che non lo fanno per cattiva gestione delle proprie finanze o per dare priorità ad altre spese. E&#8217; inaccettabile che i costi sanitari di queste persone vadano a carico della collettività e, soprattutto di coloro che, con notevole sforzo, pagano regolarmente l’assicurazione obbligatoria.<br />
Un sistema di trattenuta alla fonte del premio dell’assicurazione malattia obbligatoria è ipotizzabile per l’assicurato moroso ai sensi dell’art. 64a LAMal.<br />
In sostanza, accertata una sufficiente disponibilità economica, l&#8217;Autorità o un&#8217;istanza da essa legittimata emette una decisione di trattenuta &#8211; formale e suscettibile di ricorso &#8211; del premio e lo versa direttamente alla rispettiva cassa, sul modello di quanto già avviene per i beneficiari di prestazioni complementari e della prassi già in vigore in altri Paesi europei.<br />
Il sistema di trattenuta alla fonte è già contemplato nel nostro sistema giuridico, ad esempio nel diritto di famiglia in caso di mancato versamento dei contributi di mantenimento per i figli o per il coniuge (art. 132 e 291 CC).</p>
<p><em>Marco Romano e Fabio Regazzi<br />
Consiglieri nazionali PPD</em></p>
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		<title>Proposta alla Commissione istituzioni politiche sulle iniziative cantonali &#8211; Pierre Rusconi</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 07:08:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Democrazia attiva]]></category>
		<category><![CDATA[commissione istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[pierre rusconi]]></category>
		<category><![CDATA[udc ticino]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel corso della sessione primaverile delle Camere il sottoscritto ha inoltrato una proposta alla Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale chiedendo un cambiamento dell’art. 46 RCN che prevede attualmente che le iniziative cantonali vengano trattate sotto la forma del dibattito breve, durante il quale hanno diritto di parola i relatori delle minoranze delle commissioni,<br /><span class="continua"><a href="http://www.ticinolive.ch/democrazia-attiva/proposta-alla-commissione-istituzioni-politiche-sulle-iniziative-cantonali-pierre-rusconi-37858.html">Continua...</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso della sessione primaverile delle Camere il sottoscritto ha inoltrato una proposta alla Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale chiedendo un cambiamento dell’art. 46 RCN che prevede attualmente che le iniziative cantonali vengano trattate sotto la forma del dibattito breve, durante il quale hanno diritto di parola i relatori delle minoranze delle commissioni, mentre i relatori della commissione e i rappresentanti del Consiglio federale possono chiedere la parola.<br />
I deputati del Cantone che ha proposto l&#8217;iniziativa non possono intervenire, a meno che siano relatori.<br />
<strong></strong><br />
Personalmente ritengo che sia importante che i deputati del Cantone interessato possano, se lo desiderano e se lo richiede una maggioranza di loro, prendere la parola.<br />
Questa mia proposta è stata fatta propria da una minoranza della Commissione delle istituzioni che propone quindi l’introduzione di un cpv. 5 all’art. 46 RCN che va in questa direzione (http://www.parlament.ch/sites/doc/CuriaFolgeseite/2010/20100440/N2%20D.pdf).<br />
Il mio auspicio è che questa minoranza della Commissione riesca a convincere i propri colleghi di partito per trasformarsi in una maggioranza in Consiglio nazionale.<br />
I deputati UDC membri della CIP sostengono questa proposta che rende più federalista il trattamento delle iniziative cantonali e non mancheranno di far passare il messaggio a tutto il nostro gruppo parlamentare.</p>
<p><em>Pierre Rusconi<br />
Consigliere nazionale UDC TI</em></p>
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		<title>Guantanamo : il processo &#8211; Carlo Curti</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 07:04:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[11 settembre 2001]]></category>
		<category><![CDATA[attentati torri gemelle]]></category>
		<category><![CDATA[carcere di guantanamo]]></category>
		<category><![CDATA[carlo curti]]></category>
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		<category><![CDATA[processo 11 settembre 2001]]></category>
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		<description><![CDATA[L’avvocata Cheryl Borman ha commentato che non si può svolgere un processo imparziale contro i cinque accusati dell’attacco terroristico dell’11 settembre negli Stati Uniti, perché le torture e maltrattamenti sono elementi che invalidano ogni procedimento penale. Le dichiarazioni della Borman sono state fatte domenica 6 maggio in una conferenza stampa nella base navale di Guantanamo,<br /><span class="continua"><a href="http://www.ticinolive.ch/ospiti/guantanamo-il-processo-carlo-curti-37855.html">Continua...</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’avvocata Cheryl Borman ha commentato che non si può svolgere un processo imparziale contro i cinque accusati dell’attacco terroristico dell’11 settembre negli Stati Uniti, perché le torture e maltrattamenti sono elementi che invalidano ogni procedimento penale</strong>.<br />
<strong></strong><br />
Le dichiarazioni della Borman sono state fatte domenica 6 maggio in una conferenza stampa nella base navale di Guantanamo, luogo del processo contro Khalid Sheikh Mohammed, Ramzi Binalshibh, Waleed Bin Attash, Mustafa Ahmad al-Hawsawi, e Ali Abd al-Aziz Ali.<br />
Questi cinque presunti membri dell’ organizzazione terroristica Al-Qaeda sono accusati d’aver organizzato e partecipato agli attacchi a New York, a Washington DC e in Pennsylvania, nel 2001.<br />
Con l’avvocata c’erano alla conferenza stampa, il comandante di Marina Walter Ruiz, rappresentante militare di Mustafa Ahmad al Hawsawi, e David Nevin, esperto in pena di morte e avvocato di Khalid Sheikh Mohammed.<br />
“Il capo della procura va per le università e i Forum dicendo che questo è un sistema giusto e imparziale, ma è così per lui che non ha esperienza nei casi di pena di morte. Quello che succede di nascosto è un’ altra cosa e il mondo deve conoscere quello che succede nella realtà &#8211; ha sottolineato la Borman.<br />
Il comandante Ruiz, avvocato militare di al Hawsawi, ha detto che: “Il trattamento nella prigione è un grande problema e che si continua a lavorare di nascosto e in segreto”.Ruiz si è unito a coloro che non hanno fiducia nel processo che potrebbe iniziare nel maggio del 2013, come ha proposto il giudice militare James Pohl.<br />
<strong></strong><br />
Un decennio dopo il tragico attacco contro New York, Washington DC e la Pennsylvania, che fece circa tremila vittime, i cinque accusati affrontano la pena di morte per aver commesso i delitti di cospirazione, azioni di terrorismo, sequestro di aerei. Inoltre saranno giudicati per omicidio premeditato, violazione delle leggi di guerra con attacchi a non combattenti, distruzione di beni civili, danni fisici intenzionali e distruzione di proprietà.<br />
Il giudice incaricato del processo penale ha chiamato le parti a trattare le mozioni tra il 12 e il 15 giugno ed ha posto come limite per lo svolgimento del processo il 5 maggio del 2013.<br />
Gli accusati hanno passato quasi sei anni nelle prigioni della base navale statunitense di Guantanamo, situata arbitrariamente in territorio cubano e altri tre anni in carceri clandestine della CIA dopo la loro cattura.<br />
Il tema delle torture e del trattamento disumano è tra i reclami più importanti degli avvocati difensori che portano come uno dei peggiori esempi quello di Khalid Sheikh Mohammed, al quale è stata praticata per 183 volte, nel 2003, la tecnica conosciuta come waterboarding (asfissia simulata).<br />
Gli investigatori vincolati al processo sostengono che buona parte delle confessioni dei cinque imputati accusati di terrorismo sono state ottenute con l’uso della tortura durante interrogatori della CIA; con quei metodi, cioè, che l’amministrazione del presidente Barack Obama ha dichiarato “legali”.<br />
Più democratici di così… si muore!</p>
<p><em>Carlo Curti, Lugano</em></p>
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