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	<title>Ticinolive</title>
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	<description>Quotidiano on line della Svizzera italiana</description>
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		<title>Lugano. E&#8217; morta Mariuccia Medici</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 07:56:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ticino]]></category>
		<category><![CDATA[mariuccia medici]]></category>
		<category><![CDATA[teatro popolare svizzera italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Mariuccia Medici si è spenta giovedì mattina all&#8217;età di 102 anni, compiuti il 18 febbraio. La popolare e carismatica attrice era ospite dell&#8217;istituto Casa Serena a Lugano. Protagonista di serie televisive, commedie radiofoniche e lavori teatrali, Mariuccia Medici è stata senza dubbio la più celebre attrice del teatro ticinese. Una carriera che aveva iniziato nel<br /><span class="continua"><a href="http://www.ticinolive.ch/ticino/lugano-e-morta-mariuccia-medici-32944.html">Continua...</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mariuccia Medici si è spenta giovedì mattina all&#8217;età di 102 anni, compiuti il 18 febbraio. La popolare e carismatica attrice era ospite dell&#8217;istituto Casa Serena a Lugano.<br />
<strong></strong><br />
Protagonista di serie televisive, commedie radiofoniche e lavori teatrali, Mariuccia Medici è stata senza dubbio la più celebre attrice del teatro ticinese. Una carriera che aveva iniziato nel 1938, parallelamente all&#8217;attività di maestra di scuola elementare.<br />
Nel 1999 aveva partecipato alla creazione del Teatro Popolare della Svizzera Italiana, di cui è stata una figura di spicco sino al 2007.</p>
<p><a href="http://www.ticinolive.ch/wp-content/uploads/2012/02/mariuccia.jpg"><img src="http://www.ticinolive.ch/wp-content/uploads/2012/02/mariuccia.jpg" alt="" title="mariuccia" width="320" height="214" class="alignleft size-full wp-image-32945" /></a></p>
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		<title>Soldati USA bruciano esemplari del Corano a Kabul. Bilancio: 5 morti</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 16:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[rogo del corano]]></category>
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		<description><![CDATA[Lunedì sera nella base militare di Bagram a Kabul, la capitale dell&#8217;Afghanistan, un gruppo di soldati statunitensi ha bruciato diversi esemplari del Corano, il libro sacro della religione islamica. Gli scontri che sono seguiti a questo atto di aperta provocazione hanno causato la morte di cinque manifestanti e il ferimento di decine di persone, tutti<br /><span class="continua"><a href="http://www.ticinolive.ch/esteri/soldati-usa-bruciano-esemplari-del-corano-a-kabul-bilancio-5-morti-32935.html">Continua...</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lunedì sera nella base militare di Bagram a Kabul, la capitale dell&#8217;Afghanistan, un gruppo di soldati statunitensi ha bruciato diversi esemplari del Corano, il libro sacro della religione islamica.<br />
Gli scontri che sono seguiti a questo atto di aperta provocazione hanno causato la morte di cinque manifestanti e il ferimento di decine di persone, tutti colpiti dai colpi sparati dai soldati americani.<br />
<strong></strong><br />
Al grido di Morte all&#8217;America e Morte a Obama, centinaia di persone inferocite sono scese nelle strade di Kabul e altre città afghane armate di sassi e spranghe di ferro. Le manifestazioni e gli scontri si sono concentrati soprattutto attorno alle basi militari occidentali.<br />
<strong></strong><br />
Esasperato da quella che ha definito &#8220;l&#8217;idiozia di certi bulli in divisa&#8221;, il capo del Pentagono Leon Panetta ha presentato le scuse degli Stati Uniti al popolo afghano. Lo stesso è stato fatto dal generale americano John Allen, comandante delle Forze Nato in Afghanistan.<br />
Questi incidenti, che si ripetono periodicamente, complicano il delicato equilibrio strategico e diplomatico del governo americano nella regione.<br />
Attualmente Washington sta cercando di avviare negoziati di pace con i gruppi talebani nel Qatar e prosegue il ritiro delle sue truppe. Secondo il programma dell&#8217;amministrazione Obama, tutti i soldati statunitensi dovrebbero lasciare l&#8217;Afghanistan entro il 2014.</p>
<p>Nella foto dell&#8217;agenzia AFP, un uomo brandisce un esemplare di un Corano parzialmente bruciato, durante una manifestazione anti-americana tenutasi martedì davanti alla base militare di Bagram, a Kabul, Afghanistan.</p>
<p><a href="http://www.ticinolive.ch/wp-content/uploads/2012/02/kaboul.jpg"><img src="http://www.ticinolive.ch/wp-content/uploads/2012/02/kaboul.jpg" alt="" title="kaboul" width="524" height="357" class="alignleft size-full wp-image-32936" /></a></p>
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		<title>Buenos Aires. Treno fuori controllo uccide decine di persone</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 16:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[buenos aires]]></category>
		<category><![CDATA[incidente treno buenos aires]]></category>

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		<description><![CDATA[È di diverse decine di morti (il numero è ancora imprecisato) e di centinaia di feriti il bilancio dell’incidente ferroviario avvenuto oggi nella stazione Once di Buenos Aires, una delle più importanti della capitale argentina. Stando alle prime ricostruzioni, un convoglio passeggeri in entrata nella stazione alla velocità di circa 20 chilometri orari si è<br /><span class="continua"><a href="http://www.ticinolive.ch/esteri/buenos-aires-treno-fuori-controllo-uccide-decine-di-persone-32931.html">Continua...</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>È di diverse decine di morti (il numero è ancora imprecisato) e di centinaia di feriti il bilancio dell’incidente ferroviario avvenuto oggi nella stazione Once di Buenos Aires, una delle più importanti della capitale argentina</strong>.<br />
<strong></strong><br />
Stando alle prime ricostruzioni, un convoglio passeggeri in entrata nella stazione alla velocità di circa 20 chilometri orari si è trovato con i freni non funzionanti ed è andato a sbattere contro il marciapiede.<br />
Nell&#8217;impatto i vagoni si sono incastrati gli uni negli altri, alcuni per diversi metri di profondità. Il treno trasportava circa 2&#8217;000 passeggeri.</p>
<p><a href="http://www.ticinolive.ch/wp-content/uploads/2012/02/buenos-aires.jpg"><img src="http://www.ticinolive.ch/wp-content/uploads/2012/02/buenos-aires.jpg" alt="" title="buenos-aires" width="512" height="318" class="alignleft size-full wp-image-32932" /></a></p>
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		<title>Bruxelles blocca 493 milioni di euro destinati all&#8217;Ungheria</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 16:09:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[economia ungheria]]></category>
		<category><![CDATA[fondi europei]]></category>
		<category><![CDATA[viktor orban]]></category>

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		<description><![CDATA[Con una decisione senza precedenti, la Commissione europea ha deciso di bloccare 493 milioni di euro di aiuti destinati all&#8217;Ungheria. Un blocco conseguente ai ripetuti richiami all&#8217;ordine all&#8217;indirizzo del governo del premier ungherese Viktor Orban, che rifiuta di portare correttivi all&#8217;eccessivo deficit economico del paese e che recentemente ha deciso di nazionalizzare la Banca centrale<br /><span class="continua"><a href="http://www.ticinolive.ch/economia/bruxelles-blocca-493-milioni-di-euro-destinati-allungheria-32926.html">Continua...</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con una decisione senza precedenti, la Commissione europea ha deciso di bloccare 493 milioni di euro di aiuti destinati all&#8217;Ungheria.<br />
Un blocco conseguente ai ripetuti richiami all&#8217;ordine all&#8217;indirizzo del governo del premier ungherese Viktor Orban, che rifiuta di portare correttivi all&#8217;eccessivo deficit economico del paese e che recentemente ha deciso di nazionalizzare la Banca centrale del suo paese, violando così lo statuto di indipendenza di cui beneficiano le banche centrali.<br />
<strong></strong><br />
La proposta deve comunque ancora essere approvata dagli Stati membri dell&#8217;Unione europea, un voto che avverrà il mese di marzo.<br />
In seguito Budapest avrà tempo sino a dicembre per conformarsi alle direttive comunitarie. Se non lo farà, il blocco dei fondi sarà applicato da inizio 2013.<br />
<strong></strong><br />
Il Commissario europeo per gli affari economici Olli Rehn ha dichiarato che &#8220;questa proposta va intesa come un incitamento affinchè l&#8217;Ungheria operi una solida politica di bilancio e metta in opera una struttura macroeconomica che garantisca l&#8217;uso appropriato delle risorse messe a disposizione dal Fondo di coesione europeo.&#8221;<br />
Il Fondo di coesione è destinato ai paesi meno sviluppati dell&#8217;Unione europea, per aiutarli a recuperare in tempi accettabili il loro ritardo economico. Finanzia soprattutto progetti di infrastrutture, di educazione e di formazione.</p>
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		<title>Fitch Ratings prepara il default della Grecia</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 15:50:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[debito grecia]]></category>
		<category><![CDATA[default grecia]]></category>
		<category><![CDATA[fitch ratings]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo l&#8217;accordo sul secondo piano di aiuti alla Grecia, l&#8217;agenzia di rating statunitense Fitch ha abbassato la nota sovrana greca a lungo termine a livello C (ossia speculazione, rischio di perdere il capitale). Il rating greco si trova adesso a un solo gradino dal livello più basso della scala di giudizio: D, il livello di<br /><span class="continua"><a href="http://www.ticinolive.ch/economia/fitch-ratings-prepara-il-default-della-grecia-32923.html">Continua...</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;accordo sul secondo piano di aiuti alla Grecia, l&#8217;agenzia di rating statunitense Fitch ha abbassato la nota sovrana greca a lungo termine a livello C (ossia speculazione, rischio di perdere il capitale).<br />
Il rating greco si trova adesso a un solo gradino dal livello più basso della scala di giudizio: D, il livello di default.<br />
<strong></strong><br />
Il 20 marzo il governo di Atene dovrà rimborsare una scadenza del prestito pari a 14.5 miliardi di euro. Fitch ritiene che la proposta di ridurre il peso del debito greco del 53.5% tramite uno scambio di obbligazioni con i creditori privati sia un punto debole di tutto l&#8217;accordo e renderà nuovamente obbligatorio il downgrade della nota del paese.<br />
Quando tutte le operazioni di scambio dei titoli saranno terminate, Fitch procederà dunque a un nuovo giudizio, che inevitabilmente porterà la Grecia a livello D: default.<br />
Il che non è una sorpresa, si tratta anzi di uno scenario atteso da tempo sui mercati, i quali oggi non hanno avuto oscillazioni di reazione. Fitch aveva infatti preannunciato la sua manovra odierna già sei mesi fa.</p>
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		<title>Politica di trasferimento: attenti allo scempio delle nostre valli! &#8211; Fabio Regazzi</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 15:26:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Democrazia attiva]]></category>
		<category><![CDATA[fabio regazzi]]></category>
		<category><![CDATA[raddoppio san gottardo]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è ancora trascorso un anno da quando il popolo del Canton Uri si è espresso, seppur di misura, contro un’iniziativa e un controprogetto che miravano ad evitare l’isolamento viario delle regioni alpine – in particolare del Ticino – a seguito della prospettata chiusura per almeno tre anni della galleria autostradale del San Gottardo. Senza<br /><span class="continua"><a href="http://www.ticinolive.ch/democrazia-attiva/politica-di-trasferimento-attenti-allo-scempio-delle-nostre-valli-fabio-regazzi-32920.html">Continua...</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è ancora trascorso un anno da quando il popolo del Canton Uri si è espresso, seppur di misura, contro un’iniziativa e un controprogetto che miravano ad evitare l’isolamento viario delle regioni alpine – in particolare del Ticino – a seguito della prospettata chiusura per almeno tre anni della galleria autostradale del San Gottardo.<br />
<strong></strong><br />
Senza entrare nei dettagli della consultazione popolare, risulta oltremodo interessante scorrere la lista dei comuni urani che hanno appoggiato, contrariamente al cantone, l’idea di un raddoppio del Gottardo. Quale capolista tra i fautori di un secondo traforo troviamo un comune “illustre” che molti non avrebbero probabilmente mai annoverato tra i potenziali sostenitori di tale soluzione: Göschenen, un paese nel quale oltre il 62% dei cittadini si è espresso a favore del raddoppio del Gottardo.<br />
Cosa sarà passato per la testa dei residenti di questo piccolo comune al portale nord della galleria stradale e ferroviaria del Gottardo? La risposta la troviamo negli ormai innumerevoli studi della Confederazione, che da tempo tentano di dimostrare tecnicamente – con acrobazie degne di un funambolo – la fattibilità della proposta di procedere al risanamento della galleria senza realizzazione di un secondo tubo.<br />
Quanto proposto in questi documenti rappresenta in effetti un goffo tentativo – perché a questo si limita – di minimizzare le deleterie ripercussioni di una chiusura del Gottardo e ripropone la proposta di una “mini strada viaggiante” per trasferire dalla strada alla ferrovia le automobili (da Airolo a Göschenen) e i camion (da Biasca a Erstfeld). Da quando è stata lanciata l’idea sono state prodotte montagne di carta. Quella che all’inizio sembrava una soluzione semplice e pratica si è però rivelata sempre più impegnativa e “da ulteriormente approfondire”.<br />
Ciò ha portato l’Ufficio federale delle strade (USTRA) a ipotizzare un potenziamento del sistema dei treni-navetta e della frequenza di questi ultimi per essere in grado di trasferire, almeno in parte, i volumi prevedibili di automobili e mezzi pesanti attraverso le Alpi, con conseguente esplosione dei costi delle previste infrastrutture (che nel frattempo hanno superato il miliardo di franchi!).<br />
<strong></strong><br />
Il potenziamento non concerne soltanto il numero di navette e il loro costo. Anche le piattaforme che permettono di trasferire i veicoli dalla strada ai vagoni hanno assunto dimensioni ragguardevoli. A Biasca – una delle quattro piattaforme previste in zona alpina – a lato dell’autostrada A2 dovrebbe sorgere una struttura comprendente sei binari, ognuno dei quali accessibile da più strade. Accanto a questo dedalo troveranno posto alcune aree di sosta per ca. 75 camion, nonché diverse installazioni tecniche.<br />
Ma non è finita: occorre aggiungere ulteriori tre chilometri di aree di attesa sull’A2, lungo i quali i mezzi pesanti si incolonneranno per lunghe ore in attesa del trasbordo.<br />
Il tutto per la bellezza di quasi 80 mila metri quadrati (suppergiù il 60% dell’attuale superficie industriale del comune), presso la Piazza della tecnica Ferroviaria (AlpTransit) che di fatto viene triplicata.<br />
Ricordiamo che le infrastrutture AlpTransit hanno trovato posto dopo una risistemazione pianificatoria che ha sottratto a Biasca importanti terreni agricoli e forestali di interesse federale dietro la promessa di compensare altrove le zone naturali perdute.<br />
Non sappiamo che ne sarà di tale compensazione vista l’ampiezza della piattaforma che sovrasterà l’esistente.<br />
<strong></strong><br />
Resta il fatto che sulla piattaforma transiteranno di continuo 38 locomotive, 38 carri-passeggeri e 400 vagoni di carico. Una mole di traffico ragguardevole, che per essere smaltita richiederà verosimilmente  anche un allentamento del divieto di circolazione notturno dei veicoli pesanti sull’autostrada per consentire  il transito di camion e treni per 20 ore su 24.<br />
L’impatto di questi spettri che potrebbero materializzarsi in piena zona alpina (ricordiamo di transenna che anche ad Airolo sorgerà una struttura analoga per il trasbordo delle automobili) non finisce qui.<br />
Nel rapporto sui risultati, ahinoi deludenti, della politica di trasferimento, la Confederazione considera problematica la mancata (prevista) costruzione di simili piattaforme di trasferimento nel nord Italia.<br />
Intuendo che il nostro vicino meridionale – nella migliore delle ipotesi – tarderà a fare i suoi compiti, essa propone la costruzione di una tale infrastruttura proprio in Ticino. Facile immaginare che una volta realizzata questa imponente infrastruttura a Biasca, lo scempio logistico-territoriale che ne deriverà da provvisorio diventerà definitivo.<br />
<strong></strong><br />
Solo una supposizione? Non proprio, visto che questa idea si sta ormai facendo largo fra le fila di alcuni politici che lo hanno già dichiararlo apertamente.<br />
La decisione dei cittadini di Göschenen di approvare un raddoppio del tunnel del Gottardo non deve quindi sorprendere. Anzi! Dimostrando realismo e lungimiranza, hanno intuito che i primi perdenti di una soluzione che gli ambientalisti amano definire “per la protezione delle Alpi” sono proprio loro.<br />
È tempo che anche in Ticino ci si renda conto di cosa ci aspetta: oltre al danno della chiusura del Gottardo, rischiamo fortemente la beffa di veder trasferire sulle nostre autostrade e per i prossimi decenni le lunghe colonne di auto e camion diretti verso le stazioni di trasbordo ad Airolo e Biasca.<br />
Con buona pace dei promotori dell’Iniziativa delle Alpi e soprattutto di chi – in buona fede – ha creduto alle loro promesse, e non da ultimo di quei comuni che si apprestano a sacrificare importanti terreni per ospitare infrastruure estremamente invasive  nel nome di una politica di trasferimento che di ecologico oramai ha solo il nome.</p>
<p><em>Fabio Regazzi<br />
Consigliere nazionale PPD<br />
Co-presidente del Comitato per il completamento del San Gottardo</em></p>
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		<title>Bellinzona. Il PPD invita a Azzurrissima elezioni 2012</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 15:20:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[azzurrissima elezioni 2012]]></category>
		<category><![CDATA[ppd ticino]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 3 marzo 2012 a partire dalle 19.00 presso l&#8217;Espocentro di Bellinzona si terrà la grande cena del PPD Ticino. AZZURRISSIMA ELEZIONI 2012 vuole essere un momento di incontro per tutti i popolari democratici ticinesi. Una serata all&#8217;insegna dell&#8217;allegria e della reciproca conoscenza. La serata prevede alcuni interventi politici, ma soprattutto vedrà la dirigenza cantonale<br /><span class="continua"><a href="http://www.ticinolive.ch/ticino/bellinzona-il-ppd-invita-a-azzurrissima-elezioni-2012-32916.html">Continua...</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 3 marzo 2012 a partire dalle 19.00 presso l&#8217;Espocentro di Bellinzona si terrà la grande cena del PPD Ticino. AZZURRISSIMA ELEZIONI 2012 vuole essere un momento di incontro per tutti i popolari democratici ticinesi. Una serata all&#8217;insegna dell&#8217;allegria e della reciproca conoscenza.<br />
<strong></strong><br />
La serata prevede alcuni interventi politici, ma soprattutto vedrà la dirigenza cantonale del Partito, i gran consiglieri e i rappresentanti alle Camere federali servire la cena ai rappresentanti PPD nei comuni e ai nuovi candidati in vista delle comunali.<br />
<strong></strong><br />
<em>Dal comunicato stampa:</em><br />
<strong></strong><br />
L&#8217;Ufficio presidenziale del PPD ticinese ringrazia tutte e tutti i candidati per essersi messi a disposizione per le prossime elezioni comunali.<br />
Il loro impegno e la loro disponibilità sono linfa fondamentale per tutto il movimento cantonale e nazionale. Il PPD è da sempre presente e operativo nei Comuni e in aprile vuole confermare le proprie posizioni.<br />
L’impegno storico e costante a favore dei nostri Comuni è indiscutibile. Le personalità capaci e popolari nei Comuni non mancano. Pensiamo ai numerosi Sindaci che negli anni, con il proprio impegno e le proprie competenze, hanno modellato comuni attenti ai bisogni dei propri cittadini e sensibili alle problematiche ambientali.<br />
Ma pensiamo anche alle centinaia di candidati e membri di municipi e consigli comunali che dedicano tempo libero, energie e passione alla propria realtà locale. In aggiunta nuove leve si affacciano alla vita politica locale, trovando nel PPD una forza politica che mira alla concretezza, si fonda sui valori che hanno plasmato la nostra società e il nostro Paese, e che alla diatriba preferisce la soluzione dei problemi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Autostrada in città? No grazie &#8211; I Verdi</title>
		<link>http://www.ticinolive.ch/democrazia-attiva/autostrada-in-citta-no-grazie-i-verdi-32913.html</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 15:15:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Democrazia attiva]]></category>
		<category><![CDATA[i verdi]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[semi svincolo bellinzona]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul Foglio ufficiale di martedì 21 febbraio è stato pubblicato il decreto che contiene la richiesta di credito per la progettazione del nuovo semisvincolo di Bellinzona. Come già annunciato gli scorsi giorni, diversi esponenti politici, fra i quali I Verdi, di associazioni e cittadini, hanno deciso di lanciare un referendum contro quest’opera ritenuta assurda, inutile<br /><span class="continua"><a href="http://www.ticinolive.ch/democrazia-attiva/autostrada-in-citta-no-grazie-i-verdi-32913.html">Continua...</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul Foglio ufficiale di martedì 21 febbraio è stato pubblicato il decreto che contiene la richiesta di credito per la progettazione del nuovo semisvincolo di Bellinzona.<br />
Come già annunciato gli scorsi giorni, diversi esponenti politici, fra i quali I Verdi, di associazioni e cittadini, hanno deciso di lanciare un referendum contro quest’opera ritenuta assurda, inutile e costosa.<br />
I motivi che ci spingono a dire No a questa nuova opera viaria sono numerosi e dettati dal buonsenso.<br />
<strong></strong><br />
È infatti assurdo:<br />
. avere tre uscite autostradali su un tratto di 8 km;<br />
· pensare di ridurre il traffico nei quartieri a Nord e nei comuni a Sud di Bellinzona realizzando un semisvincolo che porta il traffico in città;<br />
· realizzare, coi soldi di tutti i cittadini, un autosilo di 933 posti auto per affittarne 580 a  funzionari dell’amministrazione cantonale;<br />
<strong></strong><br />
è invece possibile:<br />
· ridurre il traffico pendolare migliorando e dando priorità all’offerta dei trasporti pubblici attualmente carente nella regione;<br />
· promuovere in modo deciso e coerente una seria politica di mobilità aziendale;<br />
· se necessario, creare nuovi posteggi spendendo meno e senza coinvolgere tutto il traffico in città.<br />
<strong></strong><br />
I formulari di raccolta delle firme si possono già scaricare dai siti www.verditicino.ch e www.wwf-si.ch.<br />
Invitiamo tutti coloro che sono contrari a questa assurda politica di mobilità a firmare e far firmare il referendum scaricando il formulario da internet op firmando in uno delle numerose bancarelle che verranno realizzate.<br />
La prima è prevista questo sabato mattina a Bellinzona. </p>
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		<title>Quando il Credit Suisse regalava la saggezza di Abraham Lincoln</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 15:09:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[abraham lincoln]]></category>
		<category><![CDATA[credit suisse locarno]]></category>

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		<description><![CDATA[In un discorso che tenne di fronte al Congresso nel 1860, il presidente degli Stati Uniti Abraham Lincoln (1809-1865) pronunciò parole che sono rimaste nella Storia: VOI NON POTETE Creare la prosperità scoraggiando il risparmio Dare la forza al debole indebolendo il forte Aiutare il salariato annientando il datore di lavoro Favorire la fraternità umana<br /><span class="continua"><a href="http://www.ticinolive.ch/editoriale/quando-il-credit-suisse-regalava-la-saggezza-di-abraham-lincoln-32910.html">Continua...</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In un discorso che tenne di fronte al Congresso nel 1860, il presidente degli Stati Uniti Abraham Lincoln (1809-1865) pronunciò parole che sono rimaste nella Storia</strong>:<br />
<strong></strong><br />
VOI NON POTETE<br />
Creare la prosperità scoraggiando il risparmio<br />
Dare la forza al debole indebolendo il forte<br />
Aiutare il salariato annientando il datore di lavoro<br />
Favorire la fraternità umana incoraggiando la lotta di classe<br />
Aiutare il povero rovinando il ricco<br />
Evitare fastidi spendendo più di quanto si guadagni<br />
Formare il carattere e la volontà scoraggiando l’iniziativa e l’indipendenza<br />
Aiutare di continuo gli uomini facendo per loro quello che potrebbero fare essi stessi<br />
<strong></strong><br />
Nel 1986, per celebrare il 25esimo giubileo della sede di Locarno, il Credit Suisse fece trascrivere e incorniciare queste frasi e le regalò ai suoi collaboratori.<br />
<strong></strong><br />
Per come sono cambiate le cose in questi 26 anni, sarebbe lecito chiedersi se nell’attuale contesto economico-finaziario un simile dono sarebbe ancora attuale, oppure se le parole di Lincoln oggi suonerebbero piuttosto come facile e gratuita retorica.</p>
<p><a href="http://www.ticinolive.ch/wp-content/uploads/2012/02/Abraham-Lincoln-d.jpg"><img src="http://www.ticinolive.ch/wp-content/uploads/2012/02/Abraham-Lincoln-d.jpg" alt="" title="Abraham-Lincoln-d" width="500" height="375" class="alignleft size-full wp-image-32911" /></a></p>
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		<title>UBS. Obbligazioni per 2 miliardi per conformarsi a Basilea III</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 14:38:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[basilea III]]></category>
		<category><![CDATA[ubs]]></category>
		<category><![CDATA[ubs obbligazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[UBS ha annunciato mercoledì mattina di aver emesso titoli obbligazionari per 2 miliardi di dollari, un’operazione necessaria per conformarsi alle nuove regole di capitalizzazione indicate dalla cosiddetta Basilea III e dall’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma). I bond sono stati emessi per una durata di 10 anni ad un tasso del 7,25%. &#8220;La<br /><span class="continua"><a href="http://www.ticinolive.ch/economia/ubs-obbligazioni-per-2-miliardi-per-conformarsi-a-basilea-iii-32907.html">Continua...</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>UBS ha annunciato mercoledì mattina di aver emesso titoli obbligazionari per 2 miliardi di dollari, un’operazione necessaria per conformarsi alle nuove regole di capitalizzazione indicate dalla cosiddetta Basilea III e dall’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma).<br />
</strong><strong></strong><br />
I bond sono stati emessi per una durata di 10 anni ad un tasso del 7,25%. &#8220;La manovra avviata oggi rappresenta una tappa importante nell’ambito del nostro sforzo volto a centrare gli standard richiesti dai regolatori internazionali e dalla Finma &#8211; ha dichiarato il direttore finanziario della banca, Tom Naratil.<br />
La transazione effettuata è l’inizio di un programma di emissioni destinato a creare una base di capitale in grado di assorbire le perdite. In particolare, Basilea III chiede un ratio relativo ai fondi propri di base &#8220;Common equity Tier&#8221; non inferiore al 7%.<br />
Siccome UBS è una banca di importanza sistemica, i regolatori hanno deciso di inasprire il riferimento da 1 a 2,5 punti percentuali, a causa delle esigenze specifiche di ciascuno istituto di credito.<br />
In Svizzera si è andati anche oltre: per UBS e Credit Suisse il rapporto è fissato ad un minimo del 10%.</p>
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