Fedele alla tradizione del padre Jean Marie Le Pen (cuore e anima del partito di estrema destra Front National) la 42enne Marine Le Pen affonda i denti negli immigrati e nell’Islam, che accusa di depredare il suolo francese (pregando sui marciapiedi) e lo spirito della Francia (arrivando sempre più numerosi, soprattutto dall’Algeria).

Oltre a perpetuare il credo paterno, Marine Le Pen sta sgomitando per avere un posto nelle presidenziali francesi del 2012. Il Front National si riunirà in congresso il 15 e 16 gennaio a Tours per designare il futuro presidente del partito e il candidato dell’estrema destra alle presidenziali del 2012. Lei combatte contro Bruno Gollnisch, che potrebbe raccogliere più voti di lei tra le frange più radicali, estremiste e xenofobe del partito.

Dunque, scegliendo di giocare duro, Marine Le Pen si è recata proprio a Lyon, terra incontrastata di Gollnisch e davanti a qualche centinaio di militanti ha paragonato le preghiere in strada dei musulmani a un’occupazione del territorio francese.
“Quindici anni fa è arrivato il velo – ha urlato di fronte ad una platea in fermento – che si è rapidamente diffuso. Poi è arrivato il burqa, che vediamo sempre più spesso e adesso ecco le preghiere per strada. Oggi, in Francia ci sono persone che si accaparrano del territorio. L’utilizzo della strada pubblica per riunirsi in preghiera è occupazione del territorio. L’esistenza di quartieri in cui a un certo punto entra in vigore una legge religiosa è occupazione.”

Viene da chiedersi se Marine Le Pen userà questi toni estremamente patriottici solo fino al congresso di Tours oppure se, nel caso vincesse la battaglia contro Gollnisch, ne farà lo slogan della sua campagna presidenziale.