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Il governo ticinese ha ricevuto l’attesa lettera della Consigliera federale Micheline Calmy Rey riguardo alla posizione da adottare, il prossimo 30 giugno, per il ristorno all’Italia dell’imposta alla fonte dei frontalieri.

La lettera esprime l’opinione del Consiglio federale, ossia: niente blocco del ristorno dei circa 53 milioni di franchi, niente deposito di questi (tanti) soldi su un conto vincolato sino a quando l’Italia accetterà di trattare con la Svizzera per sistemare le molte ed importanti questioni economiche aperte. Niente di tutto questo. Da Berna arriva un più diplomatico “invito al dialogo” e la considerazione che qualsiasi altra iniziativa “non sarebbe opportuna”.

Preso atto dell’opinione di Berna, il Consiglio di Stato ticinese esaminerà la questione martedì mattina. Quel che è già noto è che i due Consiglieri di Stato leghisti Marco Borradori e Norman Gobbi, così come il Consigliere di Stato PPD Paolo Beltraminelli sono per la linea dura, ossia favorevoli al blocco del ristorno della cospicua imposta.
Come riporta stamani il Corriere del Ticino, il presidente UDC Pierre Rusconi ha commentato la lettera giunta da Berna con un laconico “Non ci aspettavamo nulla di diverso visto il coraggio che Berna ha sempre dimostrato. Il Governo blocchi i ristorni.”
Ovviamente il presidente della Lega dei ticinesi Giuliano Bignasca è della stessa opinione.