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Interessante articolo oggi sul portale Infoinsubria.com su come l’euro valga sempre meno nei confronti del franco e su come invece nei negozi del cantone il costo dei prodotti importati in sostanza sia rimasto invariato (un calo di appena il 1.2%). Mentre invece ci si aspetterebbe un adattamento al cambio favorevole, ossia un taglio dei prezzi di almeno il 30%

“Tempi d’oro quindi per gli importatori, i cui margini di guadagno aumentano in misura inversamente proporzionale alle quotazioni dell’euro – si legge nell’articolo – Secondo le associazioni svizzere dei consumatori questa rigidità dei prezzi non è giustificata. È stato quindi chiesto l’intervento della Commissione federale della concorrenza, affinché verifichi che non ci siano accordi fra gli importatori.
Le autorità incaricate di sorvegliare il buon funzionamento delle regole del libero mercato non ravvisano alcuna irregolarità nell’attuale situazione. Tocca ai consumatori reagire alla situazione: o cambiando il proprio fornitore, o cambiando il prodotto, oppure – lo ha consigliato apertamente il capo della commissione federale della concorrenza Rafael Corazza – cambiando il paese in cui si va a fare la spesa.

Un consiglio che nelle regioni di frontiera già molto seguono. Le località italiane al confine con il Ticino, al fine settimana sono prese d’assalto dai consumatori ticinesi, che in questo modo riescono ad approfittare in modo consistente della debolezza dell’euro.”